Reactable, la musica che si tocca

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Nell’era delle parole, del video, dell’effimero (ma anche del materiale e degli oggetti da possedere), la musica, figlia dell’aria e dello spazio, acquista una sua forma tangibile, toccabile, fisica.

Diventa oggetto visivo sì, ma anche da malleare con le mani, come un vaso creato al tornio da terracotta. Già col videoclip negli anni ’80 la musica era sublimata a forma visuale (se di sublimazione si vuol parlare) ampliando la propria fruizione verso ambiti diversi dalle radio o dai live.

Ma qui si vuol parlare di una “rivoluzione” ben diversa, nella sostanza e non propriamente nella forma.

Reactable, progetto spagnolo iniziato nel 2003, nato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Barcellona capitanato da Sergi Jordà, Marcos Alonso, Günther Geiger, Martin Kaltenbrunner, ci testimonia proprio questo aspetto nella sua forma – appunto – più eclatante (ed eccitante, aggiungo). Il “tavolo”, che viene prodotto in varie declinazioni, è un vero e proprio strumento musicale tant’è che artisti del calibro dell’islandese Bjork, prima, e Coldplay e altri a seguire dopo, lo hanno adottato nei loro live.

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Il suo funzionamento è basato su una interfaccia visiva a retro proiezione in cui interagiscono veri e propri oggetti fisici come in un gioco da tavolo, mentre il segnale di input viene catturato attraverso una telecamera posta sotto il piano su cui si muovono gli oggetti. Cubi e pedine vengono mossi in tempo reale dal musicista generando suoni e sequenze, mentre visivamente sul Reactable compaiono cerchi, linee, onde sonore, colori. L’azienda vista la grande diffusione (negli ultimi anni) della “touch-music”, con le varie app per dispositivi mobile da controllare sul touch screen, ha diffuso anche la versione virtuale per Ipad/Iphone e Android detta Reactable Mobile acquistabile facilmente dai vari stores.

L’evoluzione di questa app è senz’altro il Rotor, che emula il Reactable mobile ma aggiunge la possibilità di utilizzare controlli fisici appoggiandoli semplicemente sul touch screen al posto delle dita.

Altri progetti interessanti sono i vari Reactables personalizzati da alcuni dj importanti del calibro di Oliver Huntemann e Gui Boratto, delle preconfigurazioni con suoni e ritmiche create dallo stesso artista e da cui sono scaturite anche delle app-disc, veri e propri album interattivi in cui i brani sono completamente remixabili dall’utente finale.

Da segnalare, cosa importante, che il Reactable nasce anche come strumento musicale collaborativo in cui più di un musicista può partecipare alla performance per cui può essere usato (e lo è già) anche con bambini e adolescenti ma non solo, sia in ambito didattico che ludico, nei musei e in altri contesti innovativi.

Per approfondire: reactable.com

Gianni Paci

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