Riti nel passato e nel mondo di oggi

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La visione nel teatro è un elemento fondante senza la quale è impensabile la nascita di qualsiasi luogo dell’immaginario. Quello che risulta ancora più interessante è pensare a come nasce il teatro e come questo si diffonde tra gli uomini.

Nel mondo occidentale si riconosce la nascita del teatro nell’antica Grecia, precisamente ad Atene intorno al settimo secolo avanti Cristo. Le prime rappresentazioni avvenivano durante le Dionisie, cerimonie in onore di Dioniso, dio della abbondanza, del sesso e del bel vivere. Questi eventi duravano intere giornate a cui partecipava tutta la cittadinanza fondendo sacro e profano in mix esplosivo.
Pensare il teatro come luogo che codifica se stesso all’interno del rito e della cerimonia apre a interessati riflessioni. Nel nostro contemporaneo ci troviamo sempre più lontani dal rituale e da ciò che esso comporta. Penso alle generazioni italiane che dagli anni Ottanta in poi riescono a codificare il rito soltanto nella messa cattolica trovandoci sprovvisti di tutto quel sapore magico che già i nostri nonni provavano nella loro quotidianità. I racconti che parlano di pozioni magiche come l’erba della paura, il malocchio, il contraddire le ustioni o le verruche, pratiche non troppo lontane a livello storico, ma profondamente distanti dalla nostra vita quotidiana.
Il teatro in un certo senso mantiene ancora quelle caratteristiche che sono tipiche di un evento religioso. Si può pensare alla catarsi che un attore deve vivere per entrare nel processo creativo, alla codificazione dei gesti e dei suoni che devono essere ripetuti con la precisione necessaria per legarsi al gesto successivo.

Visioni - Riti nel passato e nel mondo di oggi visioni Riti nel passato e nel mondo di oggi Visioni Riti nel passato e nel mondo di oggi Santeria
Ho scritto questo articolo da Cuba. Un’isola in cui si può respirare aria di misticismo e magia in ogni piccolo dettaglio che lo sguardo riesce a carpire. Molti cubani indossano collanine e braccialetti di perline che cambiano di colore a seconda del santo a cui fanno riferimento. La pratica religiosa più diffusa sull’isola si chiama Santeria. Questa nasce successivamente all’arrivo degli schiavi sull’isola. Provenienti quasi tutti dall’Africa subsahariana e portando con sé una serie di tradizioni che si rifacevano a vari Yoruba e Yorisha, si trovarono ben presto a dover fare i conti con la dominazione spagnola e la religione cattolica. Per soccombere a questo problema si pensò bene di fondere queste due pratiche facendo coincidere la varie divinità africane con il culto dei santi cattolici. Tuttora è diffuso questo inusuale culto misto alla religiosità africana e al consueto procedere delle prassi cattoliche.

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Durante il Festival del Caribe a Santiago de Cuba capita sempre che nell’ottavo giorno di luglio si celebrino dei sacrifici a Yemanja, la dea del Mare e della Tempesta. Sulla Playa Juan Gonzales si ritrovano un gran numero di persone, radunate efficacemente con autobus e camiones organizzati. C’è chi vende birra, chi del ron, chi qualche coscia di pollo arrostita. Qualcuno approfitta del poco tempo rimasto per farsi un bagno prima dell’inizio della cerimonia. In un angolo della spiaggia vengono allestiti tre gazebo ricavati con dei pali e dei teli, là attendono due capretti, un piccione, un’anatra e tre galli. Il destino di queste bestie è già segnato. Piano piano chi era in acqua esce, perché non si può fare il bagno mentre avviene il rito, la confusione si placa e tutti si riuniscono intorno a queste tende. Su uno scoglio viene allestito un altare per la dea, composto di teli blu dalle varie sfumature e un vaso celeste. All’improvviso un sacerdote si avvicina all’altare e una donna lo attende. Parte un canto e il rito ha inizio. Lo spettacolo a cui si assiste è molto forte, ma la sensazione che assale lo spettatore trasporta in luoghi dell’immaginario lontani dal nostro vissuto tali da sembrare visioni tra realtà o finzione. Quel che è certo, è il trasporto emozionale che travolge chi vi assiste. Teatro o finzione si tratta di vita.

Francesco Mugnari

Francesco Mugnari

Regista, attore, performer, artista visivo, laureato al Dams di Bologna in Drammaturgia Teatrale. Nel 2012 è tra i fondatori della compagnia "Teatri Tra i Binari". Da 10 anni studia, si forma e lavora nel mondo del teatro sviluppando numerosi progetti anche con registi di fama internazionale. Negli ultimi anni si dedica a progetti di valorizzazione e restituzione dell'arte alla cittadinanza, lottando contro i sistemi di plastificazione dell'arte, visto che negli ultimi tempi si assiste sempre di più ad uno scollamento tra la vita reale e la produzione artistica.
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