La gerbera attrice: “Storia di una me inusuale”

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Buongiorno, mi chiamo Priscilla e la mia è una storia molto particolare.

Soggiornavo liberamente in una casa fatta di vetri dalle pareti al soffitto. Avevo a disposizione acqua e riscaldamento. Non mi mancava niente.
Dopo poche settimane trascorse da quando avevo visto per la prima volta la luce proprio in quella casa, entrarono due soggetti strani. Chiesero di me, o per lo meno, supposi che stessero cercando una come me. Non ero sola in quella stanza. Di compagne uguali a me ce ne saranno state cento. Tutta la stanza era piena di tante me con forme e colori diversi.
Quei due tipi stavano cercando una me molto piccola. Dicevano che ne volevano una che potesse entrare in una scarpa.
Che cosa possono farci con una me infilata in un scarpa, pensai. Di solito le mie sorelle erano state prese per trovare soggiorno in un appartamento di qualche signora, in un parco, in un giardino o al massimo su una lastra di marmo. Una scarpa però, era proprio strano.
Cominciarono a camminare per i corridoi della mia casa. Con occhio indagatore ci stavano scrutando una ad una. Cominciai a sudare freddo. Non ci volevo andare con loro. Pregai in qualsiasi lingua che non si avvicinassero a me. Chiusi gli occhi per non assistere alla selezione.
Ad un certo punto sentii che qualcosa mi aveva stretto e che qualcuno mi stesse sollevando.
Niente da fare. Avevano scelto me.

Green - gerbera - Andrew Small gerbera La gerbera attrice: “Storia di una me inusuale” Green gerbera Andrew Small
Trovai soggiorno proprio in quello scarpone di cui avevo sentito parlare. Uno scarpone di pelle marrone. Da quel giorno sono contornata da migliaia di occhi di bambini che mi ammirano e mi lusingano. Quei due strani soggetti che incontrai mi hanno trasformato in una favola.
Tutte le mattine mi portano in una scuola diversa. Mi agghindano per minuti interi, assicurandosi che sia sempre il più bella possibile e poi finiscono sempre per posizionarmi in mezzo alla spazzatura. Dopo pochi minuti che sono lì, si sentono arrivare le voci di alcuni bambini, poi il silenzio e loro cominciano a parlare.
Raccontano del mondo e di quello che succede intorno a noi. Sento storie di uomini e donne che la carta la nascondono sottoterra nel bosco, la plastica la lanciano nel mare, il polistirolo lo sbriciolano dalla finestra per farlo sembrare neve e c’è anche qualcuno che lancia lattine e mozziconi di sigaretta dal finestrino della macchina. I bambini sembrano sempre contrariati da queste gesta e si oppongono con forti urla.
Raccontano quelle storie mentre continuano a chiamarmi e a parlare di me. Dicono che la spazzatura è importante per la nostra vita e soprattutto che se questa non viene messa nei posti giusti io potrei morire.
Tutte le mattine osservo quei bambini che con le loro piccole mani raccolgono la spazzatura e la mettono nei bidoni giusti. Delle minuscole dita che tutte la mattine mi salvano la vita.
Che cosa avrei potuto chiedere di più dalla vita?
Ho il riscaldamento, l’acqua, una comoda scarpa e in più tutte le mattine vengo adorata e vezzeggiata da grandi e piccini.
Forse lo avete capito. Per spiegare meglio io sono Priscilla e sono un’attrice.

Nota biografica
Priscilla è una Gerbera piantata in uno scarpone che, dal gennaio del 2008, tutte la mattine va in scena di fronte a bambini di età compresa tra i 3 e i 7 anni. Colonna portante dello spettacolo ha recitato con Violetta, Biagio, Susanna e Gianni. Questo spettacolo è inserito nel programma delle attività didattiche per le scuole dell’infanzia di Publiambiente prima e adesso Alia. A cura di “Tra i Binari”.

Francesco Mugnari

Francesco Mugnari

Regista, attore, performer, artista visivo, laureato al Dams di Bologna in Drammaturgia Teatrale. Nel 2012 è tra i fondatori della compagnia "Teatri Tra i Binari". Da 10 anni studia, si forma e lavora nel mondo del teatro sviluppando numerosi progetti anche con registi di fama internazionale. Negli ultimi anni si dedica a progetti di valorizzazione e restituzione dell'arte alla cittadinanza, lottando contro i sistemi di plastificazione dell'arte, visto che negli ultimi tempi si assiste sempre di più ad uno scollamento tra la vita reale e la produzione artistica.
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