Da evasione a fuga, a ciascuno il proprio viaggio

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Dopo molte peripezie Arianna decise di alzarsi quella mattina, ma non fu una mattina qualunque.

Voleva in tutti modi aiutare Teseo nella sua impresa. Egli infatti si era proposto di entrare a far parte dei sette giovani che sarebbero dovuti entrare nel famoso labirinto di Creta per diventare il pasto del Minotauro. Il suo obiettivo però era quello di uccidere il temibile mostro, così la fanciulla, follemente innamorata di lui, si offrì di aiutarlo donando al ragazzo un gomitolo e una spada avvelenata. Quel gomitolo, sapientemente srotolato durante il suo cammino, permise al giovane di ritrovare facilmente la strada verso il punto di partenza dopo aver provveduto all’uccisione dell’inquilino del labirinto.
Arianna era sicuramente ignara del destino che l’avrebbe attesa dopo questa missione, ma l’amore era troppo forte per poter immaginare qualsiasi possibile risvolto.
Oltrepassando la leggenda, quel gomitolo ci fa vedere il semplice oggetto con cui un gatto può giocare oppure una signora anziana passa il suo tempo dilettandosi nel fare la maglia o l’uncinetto. Tuttavia penso al viaggio che quel filo disegnava per terra dopo ogni passo compiuto da Teseo. Penso quindi a tutti gli attori che possono essere protagonisti di un viaggio.
Le madri, i padri, gli amanti che vedono partire i propri cari verso una missione che di fronte a sé ha soltanto l’ignoto. Il saluto per chi è in partenza al quale forse vorremmo regalare quel gomitolo per poter un giorno vederlo ritornare. Chi è solo e parte perché non ha più niente da perdere, nemmeno qualcuno che potrebbe donargli un gomitolo per ritrovare la strada di casa.

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Spesso ci capita di pensare al viaggio come l’evasione che dobbiamo pretendere dopo un anno di lavoro in concomitanza delle tanto ambite ferie, ma per molti abitanti di questa terra il viaggio è qualcosa di diverso.
Nel 2015, riporta l’UNHCR, ci sono state più di 65.000.000 di persone costrette al viaggio per motivazioni legate a fame o situazioni di guerra. Con un rapido calcolo sembra che una persona ogni 113, oppure quasi l’intera popolazione italiana, stia scappando, entrando nella categoria di richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato. Chi viaggia per tornare e chi viaggia con la coscienza della sola andata.
Recentemente con l’associazione Tra i Binari abbiamo dato il via al progetto #conferenciasobrelaluchadeunpueblo. Si tratta di una serie di azioni teatrali che cercano di mettere in luce alcune delle motivazioni che spingono l’essere umano al viaggio. Una lente di ingrandimento su tutte quelle possibili vite di donne e uomini che da sempre nella storia del Mondo hanno viaggiato, stanno viaggiando o viaggeranno per cercare un’altra possibilità.
Vogliamo porre la narrazione come testimonianza di passaggio, scoprire cosa può esserci di bello nell’incontro dei popoli e soprattutto quali ricchezze questa occasione ci può donare. Vogliamo capire quali siano gli impulsi o gli stimoli che spingono ognuno di noi nel proseguimento del proprio cammino. Crediamo che la nostra estrema connessione tecnologica che ci rende cittadini del mondo, possa veramente spingerci verso l’abbattimento del muri e dei fili spinati che sempre di più sentiamo nascere in giro per il mondo. Tutto questo vogliamo che sia possibile attraverso l’incontro, tornare a vivere le piazze, le strade, le nostre città.

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Conferencia Sobre la Lucha de un Pueblo è un laboratorio sociale che trova nella pratica teatrale la possibilità di entrare nei piccoli e grandi centri abitati per poter creare nuovi momenti di condivisione e confronto, lavorando con attori, semplici cittadini e associazioni e cooperative attive nel campo dell’immigrazione.
La prima tappa ha potuto prendere vita grazie alla collaborazione nata con la Cooperativa Sociale La Pietra D’angolo, con la quale abbiamo potuto attivare una serie di laboratori teatrali intensivi che ha visto la partecipazione di sei ragazzi richiedenti asilo sul territorio di San Miniato e Fucecchio. Queste azioni hanno portato alla restituzione di performance itineranti allestite per le strade e i borghi di alcuni paesi, rendendo attive varie fasce della popolazione.

Chissà se quel gomitolo ancora prima di essere srotolato possieda già al suo interno i tesori che possono nascere nell’intreccio delle nostra vite? Non ci resta che scoprirlo contaminando i nostri cammini.

Francesco Mugnari

Francesco Mugnari

Regista, attore, performer, artista visivo, laureato al Dams di Bologna in Drammaturgia Teatrale. Nel 2012 è tra i fondatori della compagnia "Teatri Tra i Binari". Da 10 anni studia, si forma e lavora nel mondo del teatro sviluppando numerosi progetti anche con registi di fama internazionale. Negli ultimi anni si dedica a progetti di valorizzazione e restituzione dell'arte alla cittadinanza, lottando contro i sistemi di plastificazione dell'arte, visto che negli ultimi tempi si assiste sempre di più ad uno scollamento tra la vita reale e la produzione artistica.
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