I fatti di Santa Lucia: due percorsi e un documentario per ricordarli

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Lunedì 27 luglio la sezione Anpi di Vinci, Vinci nel Cuore e Montalbano commemoreranno il 76° anniversario dei “Fatti di Santa Lucia”, durante i quali persero la vita tre persone, vittime della rappresaglia nazifascista, organizzando due percorsi di trekking, uno con partenza da Anchiano e l’altro dal centro di Vinci entrambi con la chiesa di Santa Lucia come meta. All’arrivo, dopo gli interventi del sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e del presidente dell’Anpi di Vinci Giorgio Pedani sarà proiettato il documentario “I fatti di Santa Lucia, Vinci Luglio 1944”. L’Empovaldo ha fatto qualche domanda sul documentario a Diego Pecori che ne ha curato la regia.

Come è nato progetto del documentario dedicato ai fatti di Santa Lucia?
“Il documentario non è stata una decisione mia, ma è nato da una richiesta partita da Andrea Baronti, presidente dell’Associazione Vinci nel cuore, che mi ha contattato attraverso Andrea Giuntini, carissimo amico e noto attore teatrale. Voleva fare una serie di interviste ai testimoni ancora in vita per parlare un po’ dei fatti che sono accaduti a Santa Lucia: mi ha proposto di realizzare delle semplici interviste, che poi sarebbero confluite in un piccolo documentario, e di mandarle all’ANPI come archivio. Quando è arrivata questa proposta ero libero e motivato e ho deciso di accettare.”

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Disegno di Elena Shaposhnikova

Nel tuo documentario le parole dei testimoni Aladino Mancini e Antonio Toni sono accompagnate dagli interventi dello storico Paolo Santini che ricostruisce il contesto entro il quale maturarono i “fatti”. Raccontare per immagini la memoria di eventi dolorosi non è semplice, neppure a distanza di oltre 70 anni… quale impatto emotivo e creativo ha comportato il misurarti con questi fatti?
“Raccontare per immagini la memoria di eventi dolorosi, sì certo, non è stata una passeggiata. Però nemmeno una cosa così mostruosamente impossibile. D’altronde sensazioni come paura, dolore, angoscia, piacere sono cose che comunque sia, anche se non si sono provate fino in fondo, sono comunque sensazioni che si vivono e si percepiscono anche interiormente. Anche da un punto di vista artistico/spettacolare siamo bombardati da sensazioni che suscitano dolore, gioia. Ci sono molti film che parlano di guerra, di tragedie e molti libri che raccontano questo tipo di storia e uno cerca di mescolare, ascolta, immagina e mixa anche in base al proprio bagaglio emotivo che ha. Inoltre io, per questo video, mi sono servito della sensibilità di Elena Shaposhnikova.”

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Disegno di Elena Shaposhnikova

Sono suoi infatti i disegni che scorgiamo lungo il corso del documentario e ci accompagnano nell’evoluzione del racconto…
“Fin da subito avevo pensato che questo tipo di racconti si potevano prestare bene ad essere accompagnati da immagini e ho consultato la pittrice Elena Shaposhnikova, che in quel periodo stava disegnando paesaggi particolari, soprattutto dedicati alla seconda guerra mondiale e a situazioni rurali, che ritenevo fossero adatti. Elena viene dal profondo est siberiano, al confine con la Mongolia… un luogo abbastanza particolare e lontano dall’Italia. Ha avuto una formazione classica, ha frequentato l’istituto d’arte e si è laureata in architettura, poi ha ha deciso di prendere la strada della pittura e ha studiato all’Accademia delle Belle arti a Firenze. Le ho raccontato il progetto, le ho proposto di collaborare e lei ha accettato. Le è piaciuta molto l’idea di evocare delle immagini partendo dal racconto dei testimoni rivivendo quasi i momenti della memoria di altre persone. Sapevo benissimo che lei avrebbe saputo cogliere questo progetto a fondo e poi ha voluto usare un po’ di tecniche che stava sperimentando in quel momento. Credo che un accompagnamento sia sonoro che visivo sia stato necessario anche per cercare di giocare un po’ sull’intrattenimento. Non avevo solo intenzione di fare la ripresa del testimone che racconta: per razionalizzare e costruire il discorso/racconto ho accompagnato le parole di queste persone, che spesso sono colorite e seguono un loro flusso di coscienza, con immagini illustrate rendendo tutto anche più fruibile per chi guarda. E poi ci ho voluto mettere un po’ di “spettacolarizzazione” perché credo che quando vai a vedere un video devi essere un po’ coinvolto.”

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Il programma

Percorso 1. Partenza ore 18.45. Ritrovo al parcheggio della casa natale di Leonardo. La guida ambientale Matteo Tamburini accompagnerà i partecipanti alla scoperta della Valle dei Mulini illustrando inoltre gli aspetti più interessanti del Montalbano. Difficoltà media. Non adatto ai bambini. Il sentiero di 4 km circa prevede una breve ma intensa salita con fondo irregolare. Necessarie scarpe da trekking.

Percorso 2. Partenza ore 19.00. Ritrovo davanti l’ufficio turistico di Vinci. La guida è curata dall’associazione Montalbano Domani. La camminata si snoda dal centro del paese fino alla chiesa di Santa Lucia passando dalla Strada Verde, il sentiero pedonale che collega il borgo di Vinci alla casa natale di Leonardo. Il percorso continuerà in salita su strada asfaltata dalla casa natale di Leonardo fino alla chiesa, per un totale di 4 km.

Ore 21.00. Interventi del sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e del presidente dell’Anpi di Vinci Giorgio Pedani, seguiti dalla proiezione del documentario  “I fatti di Santa Lucia, Vinci Luglio 1944” di Diego Pecori. Il ritorno a piedi, previsto dopo una sosta alla chiesa con spuntino al sacco, sarà per tutti i partecipanti su strada asfaltata. Gli organizzatori consigliano di portare con sé una torcia. Viste le disposizioni per la prevenzione della diffusione della Covid-19, è necessario prenotarsi chiamando l’ufficio turistico di Vinci allo 0571933285. Allo stesso modo, anche l’organizzazione delle camminate rispetteranno le norme di contrasto del coronavirus.

Maggiori informazioni: Associazione Vinci nel Cuore

Elena Mondovecchio

Elena Mondovecchio

"Ci sono versi – a volte intere poesie – / che neanch’io so cosa vogliono dire. Quello che non so / mi trattiene ancora". Ghiannis Ritsos, Esercizi
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