Braccio di ferro: l’uomo che filava lo zucchero e regalava sorrisi

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Braccio di ferro  Braccio di ferro: l’uomo che filava lo zucchero e regalava sorrisi Braccio di ferro

Avete mai sentito parlare di un omino di bianco vestito che negli anni ’70 – ’80 girava per le feste, le fiere e i luna park di mezza Toscana a vender lo zucchero filato? Qualcuno tra i più “grandi” sicuramente sa a chi mi sto riferendo. Sto parlando proprio di lui, sì, i’ Rosso, ai più noto come Braccio di ferro, data l’incredibile somiglianza che aveva con Popeye, il celeberrimo personaggio dei cartoon. E a vederlo e a sentirlo parlare sembrava proprio uscito dal magico mondo dei cartoni animati quella macchietta d’uomo, con la sua bassa statura, il cappello “a barchetta” e i tatuaggi da marinaio, il baffo “impomatato” e la bianca maglietta aderente che dava solo l’illusione di contenere un fisico scultoreo che in realtà non c’era. In molti lo ricorderanno sotto il loggiato tra i banchi del mercato di Pisa o ai luna park, dalla Lunigiana a Cecina, passando per Empoli, in piedi su un panchetto dinanzi al suo pentolone a richiamare l’attenzione di grandi e piccini col suo fischio inconfondibile e urlando a squarciagola frasi a effetto come: “Bimbi piangete, che mamma ve lo compra”, oppure “Vado Viaaa”, per sollecitare i potenziali clienti all’acquisto immediato del suo gustoso manufatto. Al passaggio di belle ragazze, l’originale ometto di Navacchio era solito pronunciare slogan allusivi come “Bolle belle bimbe, bolle”, oppure si metteva a fare il cascamorto (anche con le mamme) soffiando sul pollice e gonfiando i bicipiti. Più che un venditore ambulante era un grande intrattenitore. Dispensava un’ampia varietà di smorfie, muoveva la fronte e con essa il berretto, raccontava barzellette. Regalava, soprattutto, gioie e sorrisi, ai bambini come agli adulti. Dove c’era lui c’era festa, e non è una metafora. Girava tutte le sagre e tutte le fiere toscane e d’estate lo si trovava sulle spiagge di Marina di Pisa a vendere granite alla menta al grido di “Questa è la menta di Faenza, chi un la mangia ora resta senza”, oppure “è arrivata la menta, il mentaio! Questa non è la menta di Pavia, che se l’assaggi poi la butti via”.

Era un uomo d’altri tempi, Braccio di Ferro, degno d’amarcord. Per quanto molti nutrissero simpatia ed affetto nei suoi confronti mi è stato riferito che qualche anno fa si sia spento in un letto d’ospedale, in completa solitudine, anche perché in pochi lo conoscevano, al di là del personaggio di pubblico dominio, nelle vesti di privato cittadino. Ma ancora oggi, a distanza di anni, chi ha avuto il privilegio di vederlo dal vivo e di sentirne i fischi e gli arcinoti slogan sorride inevitabilmente al solo pensiero di quel piccolo cartone animato vivente che filava lo zucchero e donava risate come in pochi sanno fare.

e fila fila fila lo zucchero filato/ e fistia fistia fistia cor baffo ‘mpomatato/ cor cappello marinaro che tenevi sempre ‘n capo/ eri un personaggio raro dimmi ‘n po’ dove sei andato”

I Gatti Mezzi – Braccio di Ferro – Anco alle puce ni viene la tosse (2006)

Daniele Lovito

Daniele Lovito

Daniele Lovito, nato a Empoli, ma geneticamente lucano, è il quinto di cinque fratelli (poi i suoi scoprirono la TV). Da sempre appassionato di storia, nel 2015 consegue finalmente la laurea in Scienze Storiche presso l’Università di Firenze. Ricercatore free-lance e aspirante ricercatore universitario, è da sempre lavoratore precario multitasking. Calciatore amatoriale di periferia con “il cuore dentro alle scarpe” e cantante da camera (camera da letto, bagno…soprattutto bagno), ama il cinema d’essai e i maestri della commedia all’italiana. Dedito fin da piccolo all’arte dell’imitazione, sogna una – improbabile - carriera nel mondo del cabaret.
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16 commenti

  1. me lo ricordo si. e quanto piaceva. si metteva l’occhiali grossi di quelli che vanno di moda ora e guardava l’orizzonte con la mano sull’occhi movendo il cappello con la fronte. era un divertimento. tutti gli anni veniva nel mio paese a alla festa della madonna. poi si lo vidi a tirrenia. braccio di ferro??? ma e’ lui. si era lui. che peccato ora non c’e’ piu’.
    r.i.p. popeye.

  2. Che grande personaggio della mia infanzia. Mi ricordo quando cantava Teresina di del grande Marasco…《oh Teresina non ti ci porto più non ti ci porto più…..》

  3. Passa il tempo, cambiano le abitudini, magari alla “Fiera” non ci si va nemmeno più, poi su Facebook capita di vedere un personaggio, una foto in bianco e nero, e si torna subito agli anni settanta, ma anche ottanta, e torna subito in mente braccio di Ferro, immancabile tra i banchi della fiera di ottobre a Cecina, a fare il suo show. In tanti ci siamo fermati a vederlo, era un personaggio simpatico e caratteristico che non si dimentica, di quelli che oggi stanno scomparendo, in questo mondo che sta cambiando verso una globalizzazione e una sempre più grigia melassa di uniformità.
    Ma “Vado Via”, “Braccio di Ferro” o comunque lo si voglia chiamare, per un attimo mi fa rivivere quel periodo, e scoprire che dietro la maschera di quell’omino allegro, caratteristico c’era una storia, una storia triste, di cui si ignorava l’esistenza.
    Non sono bravo a fischiare, perchè mi verrebbe voglia di ricordarlo con uno dei fischi che emetteva, ma penso che stasera, chiudendo la saracinesca griderò “Vado viaaa”

  4. un appuntamento immancabile alla fiera della Madonna delle Grazie nel comune di Portovenere (SP) ogni 8 settembre

  5. Grazie….semplicemente grazie a tutti coloro che hanno voluto ricordare per un attimo questo
    personaggio che animava le fiere e che ha, forse senza saperlo, segnato in qualche modo la
    nostra infanzia…e allora ciao…”…e binde, bande, bonde..belle bimbe belle bionde, vado viaaa?? “

  6. Daniele Lovito (autore) on

    Grazie a tutti voi per gli attestati di stima e per le vostre preziose testimonianze. I vostri aneddotti arricchiscono di particolari il racconto della storia di questo personaggio stra-ordinario (fuori dall’ordinario). C’è ancora molto da raccontare, ma è tutto da scoprire.

  7. Giovanni F. on

    Che bella foto !!!, io ricordo d’inverno all’LunaPark in Tirrenia e d’estate a vendere merende e granite in spiaggia a Tirrenia. Era solito fermarsi alla spiaggia dell’Ospedale di Calambrone. Altro che venditori ambulanti, lui un vero pioniere!!!, lo sentivo da Kilometri, anche se poi mamma non mi comprava niente, era bello anche solo vederlo dispensare sorrisi a noi bambini.

  8. E aggiungeva: “non è come quello di Pavia che chi lo compra lo butta via ma è. come quello di Faenza che chi non lo comprane rimanere senza… “

  9. Bruce Hammers on

    me lo ricordo negli anni 70 80 alla fiera di san genesio per il 25 agosto a filetto di villafranca in lunigiana, un mito…. (ma è morto?)

  10. Alla fiera di Filetto per San Genesio c’era fisso ….bei ricordi.
    Un complimento per colui che ha avuto la sensibilità di pubblicare questo post.

  11. Fulvia maestri on

    Grandissimo personaggio io andavo a tirrenia tutte le domeniche e non passava inosservato ,ho sempre comprato lo zucchero filato e quando gli davo I soldi con il suo fischio mi diceva VADO VIA……

  12. Che personaggio fantastico!! Veniva anche alla fiera di Volterra !! Ma qualcuno conosce il suo nome? Dove abitava?

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