Agape ed eros, due modi di amare

0

In effetti la parola amore è oggi alquanto inflazionata, si spreca in ogni circostanza, quando addirittura non nasconde false forme di sentimentalismo.

È spesso una copertura che maschera il nostro io, il nostro egoismo, sì perché lo si distribuisce a tutti, ma perdendo il suo vero originale significato. Nella tradizione greca, vi è una distinzione netta tra la parola agape (ἀγάπη) e eros (ἔρως), che si riferiscono ambedue all’amore umano. Agape esprime una relazione armoniosa fra le persone, vissuta nella dedizione reciproca per il raggiungimento di un benessere interiore e sociale. L’agape è il principio dell’estroversione umana, cioè quella capacità naturale dell’essere di uscire da se stesso per farsi dono.

L’eros altro sinonimo dell’amore, molto equivocato, da non confondersi con l’effetto biochimico del piacere, nei confronti di un corpo che ci attrae. Eros è in realtà la piacevole attrazione totale dell’altro, appagante nel senso più completo, da non limitarsi all’attività sessuale, è inabitazione di qualcuno che ti porti dentro, nella mente e nel cuore, è una parte di te, complementare a te. Abbiamo esempi mirabili in un libro scandaloso della bibbia, il Cantico dei Cantici, che esalta l’eros. Con immagini deliziose, cui solo l’oriente antico è capace, descrive la ricerca affannosa dell’amato, fatta di desideri, di curiosità e di inappagabile passione. È come un cerbiatto che scova una colomba nella fenditura della roccia, sono toccanti le descrizioni dei profumi, dei colori, delle labbra, dei capelli, delle mani, dei piedi. L’esclamazione più alta dell’eros è l’esaltazione di una unione eterna, espressa con una frase lapidaria “mettimi come sigillo sul tuo cuore”. Esalta ancora una appartenenza assoluta, per sempre, la vetta più alta dell’amore si raggiunge quando la totalità del corpo e del cuore si fondono per divenire progetto di vita, libero, fecondo e felice. Tutti i poeti a partire dal sommo Dante Alighieri, hanno celebrato l’amore sacro e l’amore profano. Il poeta scopre negli stessi meccanismi che reggono l’universo l’energia originaria dell’amore: “L’amor che move il sole e l’altre stelle ” (Paradiso XXXIII,145).

amore Agape ed eros, due modi di amare Amore KlosterEberbach Hohenlied Christus und Ecclesia

A differenza di tutte le religioni, il cristianesimo, che ha la sua origine nel parto di una donna vergine, rappresenta la divinità nel volto di un bambino, in un soggetto che raccoglie in se proprio l’annientamento, nella più infima delle comparse. Il bambino a quei tempi non aveva diritti, figlio di una ragazza madre, nato profugo dalla sua terra, povero, confuso con gli animali, subito odiato dai potenti del mondo. Ecco l’inimmaginabile, la discesa dell’Altissimo nelle bassezze della terra. Inaudito mistero che desta ancora oggi scandalo e incredulità. Eppure nell’irraggiungibile pensiero di Dio, questo bimbo è l’amore estremo, di questo fatto ce ne dà testimonianza l’Evangelista Giovanni nel suo Vangelo, “Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”. Ecco allora la terza e più sublime parola identificatrice dell’amore “Caritas”. Dio è Caritas, la sua essenza è l’amore, ci possiede e noi lo possediamo, è dunque agape, ma anche eros.

Cancellando tutti i surrogati dell’amore e l’inflazionismo della più bella delle parole, vorrei con coraggio dirvi che nell’amore è il segreto della felicità a tutti piace di essere amati, ma non a tutti piace di amare, è felice solo colui che ama. Per cambiare il mondo, dovremmo anteporre a tutte le parole come programma e stile di vita l’amore. Allora concludendo con il Sommo Poeta dalle tenebre cariche di odio e di violenza “usciremo fuori a rimirar le stelle”.

Don Donato Agostinelli

Don Donato Agostinelli

Don Donato Agostinelli
Articoli di Don Donato Agostinelli (mostra tutti)
Share.

Leave A Reply