Visioni da un mondo lontano

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È il 3 settembre dell’anno 2050, Amaal è agitata, le sudano le mani e non riesce a smettere di fermarsi, percorre senza sosta il perimetro della stanza che la ospita.

Continua a stringere tra le sue mani un pezzo di carta, ormai logoro, che riporta qualche parola scritta di fretta. Le parole scalciano dietro la sua bocca serrata dall’ansia, aspettano un simile debutto da anni. Nei mesi precedenti, aveva deciso che, in caso di vittoria, si sarebbe presentata al mondo guardandolo negli occhi, come del resto aveva fatto in tutti quegli anni, fiera ed umile allo stesso tempo. Amaal adesso è sbalordita e stenta a crederci, ma in tutti quegli anni non aveva avuto alcun dubbio, era fermamente convinta che tutte le battaglie, le sofferenze e gli attimi di scoramento ne valessero la pena, ed oggi che è stata eletta alla più alta carica dello stato, il nostro Paese può definirsi veramente un Paese libero. Libero dai preconcetti, dalle ingiustizie e dagli stereotipi, perché Amaal è la prima donna islamica a rivestire una carica simile. 30 anni prima che Amaal fosse eletta, un evento del genere sarebbe stato impensabile. La società era dilaniata da forme di violenza e intolleranza a scapito di chi era considerato diverso, forme di bullismo e sopraffazione erano all’ordine del giorno, soprattutto nelle fasce giovanili. La cosa stupefacente è che si era smesso di stupirsi, di condannare gli atti di violenza, c’era una forte tendenza alla normalizzazione, come se ciò che accadeva fosse accettabile, ad esempio descrivere uno stupro di gruppo “una bambinata”.

Il fenomeno della violenza di genere era cresciuto a livelli esponenziali, la società sembrava essersi abituata a convivere con questa piaga sociale. I dati erano allarmanti sin dal 2015, quando si stabilì che il 95% della popolazione vittima di violenza era composta da donne, per non parlare del Consiglio d’Europa, che indicò la violenza domestica come prima causa di morte e invalidità per le donne comprese tra i 16 e i 44 anni. Si stimava che, gli omicidi commessi da un partner o da un ex rappresentassero il 70% di tutti gli omicidi di donne, mentre solo il 4% per gli uomini. In quegli anni i tentativi di arginare il fenomeno furono molti, ma purtroppo lo Stato non si impegnò nella creazione di un modello in pianta stabile, uniforme sul territorio, per contenere ed evitare un forte declino della società. Si curava una società malata senza darle gli strumenti per non farsi più del male. Per rispondere ai bisogni delle donne vittime di violenza nacquero molte associazioni volontarie con l’intento di accoglierle e salvarle da situazioni pericolose, queste, pur offrendo un ottimo servizio, vedevano sempre più diminuirsi l’entità dei fondi a loro destinati.

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roya ann miller

La situazione stava per cadere nel baratro quando, persone come Amaal hanno detto basta e hanno speso la propria la vita perché qualcosa cambiasse. Crearono dei comitati di cittadini in tutte le maggiori città con lo scopo di aggregare e sensibilizzare. Erano anni impegnativi, in cui si cercava di stimolare una riflessione collettiva su ciò che stava accadendo. La scuola aveva realizzato che stava crescendo gli adulti di domani, pertanto non poteva ridursi al solo insegnamento della matematica o dell’italiano, ma doveva ampliare il suo raggio d’azione, come dare lo spazio per parlare, discutere, riflettere; per questo si diede avvio a laboratori che coinvolgessero tutti gli alunni e nei quali si affrontavano tematiche sociali del rispetto e della tolleranza.

Tanto fu l’impegno e la perseveranza affinché non venissero più accettate forme di violenza, di qualsiasi genere. Fino ad arrivare ad oggi, mentre Amaal sta uscendo su quella piazza gremita di persone, con un sorriso che abbaglia tutti.

La vittoria di Amaal è la vittoria di tutti, perché in un Paese dove tutti hanno la possibilità di esprimersi ed essere ascoltati, si vive bene.

Qua si conclude il breve racconto “Visioni da un mondo lontano”, anche se, tanto lontano dal nostro vero mondo, non sembra.

Camilla Antonini

Camilla Antonini

"Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l'anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore". Alda Merini – La semplicità
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