La quiete per riscoprire il tempo della vita

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pedagogia quiete relax riposo noia La quiete per riscoprire il tempo della vita 2016 06 29 PHOTO 00009318

Serena: “Se penso a questa parola mi immagino in posizione orizzontale, con la mente disimpegnata e con la sensazione che lo scorrere del tempo, per un attimo, si sia dimenticato di me. Se invece penso al mio bambino in “relax” non me lo immagino necessariamente sdraiato, né tantomeno fermo: lo penso in uno dei suoi momenti di quiete, dove sta facendo qualcosa, qualcosa “di suo“, forse un disegno, forse sta passando da una stanza all’altra senza un motivo apparente, forse sta tirando dei sassi nell’acqua o forse è nel suo letto e, incantato, contempla nell’aria qualcosa che io non vedo. È in quello stato magico, quello che definirei del “vagabondare”, che rintraccio i momenti di maggiore relax per i bambini. Tu che ne pensi Camilla?”.

Camilla: “Il relax, l’ozio, la noia, chiamiamola come vogliamo, è uno stato di quiete. Ormai è diventato quasi un luogo comune dire che viviamo in una società frenetica, dove tutti corriamo, rincorriamo che cosa di preciso non si sa. E in questo ritmo trasciniamo anche i nostri bambini. La quiete, i nostri bambini, forse, non l’hanno mai sperimentata. Eppure è proprio questo stato che permette ai bambini di scoprire se stessi e le possibilità che la loro fantasia gli dà”.

Serena: “Dobbiamo ammettere che i bambini della nostra società hanno molto tempo “impegnato” in attività esterne. Una volta a casa usano giochi molto attivanti, tra cui televisione e giochi elettronici, apparentemente rilassanti, che stimolano eccessivamente il sistema nervoso dei bambini e contribuiscono a forme sottili di stress e nervosismo. Creare possibilità per la noia è un regalo che possiamo fare ai nostri figli e quale occasione migliore dell’estate per accedere a questa antica e sana sensazionela noia”.

Camilla: “La noia è proprio un grande dono che possiamo fare ai nostri bambini.
Noia vuol dire avere tempo, tempo da condividere senza niente di programmato da fare, un tempo in cui vivere il momento e aprire le ali della fantasia, per esplorare mondi sconosciuti, inventare storie e giochi, stringere legami e relazioni nuove.
Noia vuol dire avere tempo, tempo per fermarsi e contemplare la bellezza che c’è intorno a noi, un paesaggio, il rumore del mare, il profumo di un fiore, la bontà di una mora appena raccolta.
Noia vuol dire avere tempo, tempo per guardarsi dentro, ma anche guardarsi l’un l’altro e scoprire un’espressione del viso, una movenza delle mani, un modo di camminare e di muoversi che non avevamo notato prima e che ci indicano quanto i nostri figli crescano e cambino”.

Serena: “Quindi in questo numero estivo dell’Empovaldo non ci resta che augurare un po’ di noia e di relax a tutti, grandi e piccini!”.

Serena Ademollo e Camilla Mucè

Serena Ademollo e Camilla Mucè

Mi chiamo Serena Ademollo, sono dottoressa in Scienze dell'Educazione e DanzaMovimentoTerapeuta. Lavoro come insegnante di sostegno in una scuola privata empolese. Inoltre insegno danza espressiva e porto avanti progetti di danzaterapia. Sono la responsabile didattica del progetto formativo Educ'Arte del quale esiste pagina FB. Infine sono docente di materie pedagogiche per l'agenzia formativa CO&SO di Empoli. Sono una mamma e da quando mi è capitata questa bella esperienza mi capita di divertirmi con la mia amica Camilla a fare conversazioni che uniscono il "serio-teorico" al tragicomico quotidiano. E' così che abbiamo pensato a questa rubrica. Di me: Mi piace tanto danzare e giocare con i bambini. Adoro il loro modo di muoversi e di parlare e a volte ritengo i loro discorsi più interessanti di qualunque altra conversazione. La disabilità e il disagio sono sempre stati i miei principali campi d'intervento e ho sempre creduto che i limiti possano trasformarsi in grandi risorse. Nelle mie formazioni cerco di seminare questo tipo di approccio lavorativo. Mi piace leggere e guardare film ma a volte mi manca il tempo per farlo. Mi piace mangiare cose sane accompagnate da buon vino. Credo nell'amicizia e nel senso profondo della parola Amore. Sono Camilla Mucè. Educatrice, pedagogista, consulente familiare e insegnante di massaggio infantile. Mi dedico all’accoglienza dei bambini e delle loro famiglie, sperimentando ogni giorno quanto il rispetto, l’accettazione incondizionata e la fiducia nelle altrui possibilità siano un potente strumento educativo. Lavoro come insegnante di massaggio al bambino, andando a sostenere la famiglia in quel momento così delicato che è la nascita di un figlio. Coltivo molti sogni, il più grande di tutti aprire una libreria per bambini. Nel frattempo mi diletto con Serena in questa rubrica per Empovaldo, in cui, in modo leggero e spesso ironico, trattiamo temi a noi molto cari, che riguardano i genitori, i bambini e l’educazione in generale!
Serena Ademollo e Camilla Mucè
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