Quando si dorme tutti insieme

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Serena: “Pensando al tema di questo mese mi viene da chiederti: quanto SPAZIO serve ad una famiglia per dormire?”.

Camilla: “Ho capito… vuoi parlare di co-sleeping, pratica molto diffusa e molto discussa nell’ambito dell’educazione infantile. Ci sono posizioni contrastanti in merito, proviamo ad approfondire la questione senza giudicare!”.

Serena: “Se proviamo a fermarci e a pensare alla storia delle relazioni familiari nel mondo scopriamo che, per gran parte della storia dell’uomo, intere famiglie hanno condiviso, e condividono, il momento del sonno”.

Camilla: “Per i bambini il momento dell’addormentamento è estremamente delicato, perché significa attraversare una soglia, perdere il controllo di ciò che gli accade intorno, perdere il contatto visivo con la madre, suo punto di riferimento”.

Serena: “Ecco, questo è un concetto importante: la madre, soprattutto per un bambino piccolo, è tutto il suo mondo! Per essere estremi, ma neanche troppo in realtà, la mamma è per il bambino possibilità di sopravvivenza, protezione, nutrimento, calore!”.

Camilla: “Proprio così!! Per poter affrontare il momento del passaggio al sonno occorre fiducia e un ambiente favorevole e allora quale miglior spazio se non il corpo della mamma! Fra le braccia della mamma il bambino si sente contenuto, cullato e dondolato, in quello spazio può riconoscere l’odore familiare, può nutrirsi al seno al momento in cui ne ha bisogno, può sentire la voce e il respiro. In questo modo il bambino può fidarsi e lasciarsi andare al sonno”.

Serena: “Per secoli le madri e i figli hanno vissuto d’istinto e i risvegli notturni hanno assicurato ai bambini tutto questo. Fino ai tempi dei nostri nonni era ovvio e naturale dormire tutti insieme. Adesso si assiste allo schieramento di chi sostiene il co-spleeping e di chi invece lo demonizza. Non solo tra mamme, nonne, amiche, parenti, ma anche tra tipologie diverse di pediatri. Noi, dopo esserci documentati, abbiamo scelto il co-sleeping, che ci sembra il modo di dormire che maggiormente rispetta la fisiologia del neonato e i bisogni di mamma e bambino”.

Camilla: “Già… dormendo insieme anche la mamma ne trae dei vantaggi! Mamma e bambino possono, in qualche modo, sincronizzare il ritmo del loro sonno, e non solo, anche del respiro e del battito cardiaco!”

Serena: “Non so quante persone mi dicevano: “Poi non te lo levi più dal letto”. È un pregiudizio molto diffuso che, una volta entrati nel lettone, i bambini ci rimangano per molto tempo, crescendo dipendenti e insicuri”.

Camilla:“Eppure non è vero! Il sonno condiviso per i primi anni di vita garantisce al bambino di sentire accolti i suoi bisogni e quindi di crescere sicuro”.

Serena: “Mio figlio adesso ha 4 anni: si addormenta serenamente nel suo letto, a volte ci raggiunge durante la notte, a volte no. Le mattine in cui ci svegliamo tutti insieme continuano ad avere un buon profumo e il piacere nello stare in contatto è di tutti e tre. Ci mancherà quando smetterà del tutto di abitare il nostro spazio morbido”.

Camilla: “Credo che, aldilà di tante polemiche, la cosa migliore sia sempre mettersi in ascolto del proprio bambino e di noi stessi, documentarsi e poi scegliere quello che sentiamo più adatto a noi, al nostro bambino e alla nostra famiglia. Ma, domandone: lo spazio per la coppia?”.

Serena: “Siamo sicuri che avere vicino un bambino allontani una coppia? A volte può essere un alibi come mille altri, a volte può essere un buon motivo, visibile, in carne ed ossa per ricordarci quanta bellezza siamo capaci di “creare insieme”.

Quindi buonanotte e fate la nanna come vi piace di più! 

Il sonno è uno dei doni più preziosi della natura,

è un amico e un rifugio,

un mago e un silenzioso consolatore.

Hesse

Serena Ademollo e Camilla Mucè

Serena Ademollo e Camilla Mucè

Mi chiamo Serena Ademollo, sono dottoressa in Scienze dell'Educazione e DanzaMovimentoTerapeuta. Lavoro come insegnante di sostegno in una scuola privata empolese. Inoltre insegno danza espressiva e porto avanti progetti di danzaterapia. Sono la responsabile didattica del progetto formativo Educ'Arte del quale esiste pagina FB. Infine sono docente di materie pedagogiche per l'agenzia formativa CO&SO di Empoli. Sono una mamma e da quando mi è capitata questa bella esperienza mi capita di divertirmi con la mia amica Camilla a fare conversazioni che uniscono il "serio-teorico" al tragicomico quotidiano. E' così che abbiamo pensato a questa rubrica. Di me: Mi piace tanto danzare e giocare con i bambini. Adoro il loro modo di muoversi e di parlare e a volte ritengo i loro discorsi più interessanti di qualunque altra conversazione. La disabilità e il disagio sono sempre stati i miei principali campi d'intervento e ho sempre creduto che i limiti possano trasformarsi in grandi risorse. Nelle mie formazioni cerco di seminare questo tipo di approccio lavorativo. Mi piace leggere e guardare film ma a volte mi manca il tempo per farlo. Mi piace mangiare cose sane accompagnate da buon vino. Credo nell'amicizia e nel senso profondo della parola Amore. Sono Camilla Mucè. Educatrice, pedagogista, consulente familiare e insegnante di massaggio infantile. Mi dedico all’accoglienza dei bambini e delle loro famiglie, sperimentando ogni giorno quanto il rispetto, l’accettazione incondizionata e la fiducia nelle altrui possibilità siano un potente strumento educativo. Lavoro come insegnante di massaggio al bambino, andando a sostenere la famiglia in quel momento così delicato che è la nascita di un figlio. Coltivo molti sogni, il più grande di tutti aprire una libreria per bambini. Nel frattempo mi diletto con Serena in questa rubrica per Empovaldo, in cui, in modo leggero e spesso ironico, trattiamo temi a noi molto cari, che riguardano i genitori, i bambini e l’educazione in generale!
Serena Ademollo e Camilla Mucè
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