Bimbi manipolate, non strisciate solo il dito sul tablet!

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fatto a mano pedagogo giugno 2016 mani Bimbi manipolate, non strisciate solo il dito sul tablet! Empovaldo Giugno 2016 Web Pagina 09

“Chi muove le sue dita in modo maldestro ha anche un intelletto maldestro nonché idee e pensieri poco flessibili, mentre invece colui che è capace di muovere le sue dita bene ha anche pensieri e idee flessibili ed è in grado di compenetrare l’essenza delle cose”
Rudolf Steiner

Camilla: “Questo mese l’Empovaldo ci propone un tema davvero interessante e molto vasto. Ci sarebbero tante cose da dire!”.

Serena: “Davvero! “Fatto a mano”, ovvero la possibilità di manipolare e di creare con le proprie mani coinvolge i bambini in tutta la loro crescita!”.

Camilla: “Partiamo dall’inizio? Che ne dici? Ma proprio dall’inizio, dalla pancia della mamma! Perché lo sviluppo dei sensi in ogni organismo inizia con il tatto, già nella pancia della mamma, è la pelle il primo organo che si forma”.

Serena: “Proprio per questo suo primato la pelle è il primo veicolo di tutte le informazioni e di tutti gli apprendimenti per il bambino fin da quando è molto piccolo”.

Camilla: “Il tatto rimane il canale principale per diverso tempo. I bambini quando iniziano l’esplorazione del mondo circostante e imparano a riconoscere sé, gli altri e le proprietà fisiche delle cose lo fanno attraverso il tatto e il movimento”.

Serena: “Infatti il tatto e la manipolazione sono al centro dell’attenzione di tutti gli educatori dei nidi d’infanzia e molte delle attività che proponiamo ai bambini, anche come genitori, ruotano intorno a questo”.

Camilla: “Ma tutta questa importanza fino a quando? Ad un certo punto, non se ne conosce bene il motivo, si smette di dare importanza alla manipolazione, alla capacità dei bambini di fare tante piccole attività e di creare manufatti meravigliosi con le loro mani”.

Serena: “Eh già! Da qualche tempo a questa parte l’indice della mano sembra essere l’unico dito necessario da muovere… possibilmente su una superficie piatta e luminosa… lo schermo di un tablet e di un cellulare. Senza nulla togliere alla grande funzionalità che questi due oggetti hanno nelle nostre vite, credo che dovremmo riuscire a modulare le esperienze che proponiamo ai nostri bambini”.

Camilla: “Per loro è davvero molto importante poter svolgere compiti quotidiani con le mani, come tagliare le zucchine, affettare i pomodori, stendere i panni, ma anche cimentarsi in compiti più ardui, come piccoli lavori di falegnameria, di manutenzione, di bricolage. L’abilità acquisita con le mani, diventa concetto nella mente, diventa possibilità di apprendimento”.

Serena: “Chi l’ha detto che a 8 anni non sia ancora piacevole lavorare la creta, fare attività di collage, fare il primo bricolage… Attività come ritagliare, impastare, modellare, costruire non solo divertono i bambini, ma ne favoriscono lo sviluppo mentale, consentendo un certo miglioramento anche nelle abilità d’apprendimento scolastico. Mi piace guardare i bambini che fanno attività manuali perché di solito hanno volti sereni e concentrati; a volte parlano tra loro e alla fine c’è in loro una certa calma e gratificazione”.

Camilla: “Maria Montessori scriveva: “Guardare un bambino rende evidente che lo sviluppo della sua mente passa attraverso i suoi movimenti”.

Noi mamme di Pedagogò la pensiamo proprio così.

Serena Ademollo e Camilla Mucè

Serena Ademollo e Camilla Mucè

Mi chiamo Serena Ademollo, sono dottoressa in Scienze dell'Educazione e DanzaMovimentoTerapeuta. Lavoro come insegnante di sostegno in una scuola privata empolese. Inoltre insegno danza espressiva e porto avanti progetti di danzaterapia. Sono la responsabile didattica del progetto formativo Educ'Arte del quale esiste pagina FB. Infine sono docente di materie pedagogiche per l'agenzia formativa CO&SO di Empoli. Sono una mamma e da quando mi è capitata questa bella esperienza mi capita di divertirmi con la mia amica Camilla a fare conversazioni che uniscono il "serio-teorico" al tragicomico quotidiano. E' così che abbiamo pensato a questa rubrica. Di me: Mi piace tanto danzare e giocare con i bambini. Adoro il loro modo di muoversi e di parlare e a volte ritengo i loro discorsi più interessanti di qualunque altra conversazione. La disabilità e il disagio sono sempre stati i miei principali campi d'intervento e ho sempre creduto che i limiti possano trasformarsi in grandi risorse. Nelle mie formazioni cerco di seminare questo tipo di approccio lavorativo. Mi piace leggere e guardare film ma a volte mi manca il tempo per farlo. Mi piace mangiare cose sane accompagnate da buon vino. Credo nell'amicizia e nel senso profondo della parola Amore. Sono Camilla Mucè. Educatrice, pedagogista, consulente familiare e insegnante di massaggio infantile. Mi dedico all’accoglienza dei bambini e delle loro famiglie, sperimentando ogni giorno quanto il rispetto, l’accettazione incondizionata e la fiducia nelle altrui possibilità siano un potente strumento educativo. Lavoro come insegnante di massaggio al bambino, andando a sostenere la famiglia in quel momento così delicato che è la nascita di un figlio. Coltivo molti sogni, il più grande di tutti aprire una libreria per bambini. Nel frattempo mi diletto con Serena in questa rubrica per Empovaldo, in cui, in modo leggero e spesso ironico, trattiamo temi a noi molto cari, che riguardano i genitori, i bambini e l’educazione in generale!
Serena Ademollo e Camilla Mucè
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