Il peso delle parole: conversazione con Amalia Chiovaro

0

Le parole sono importanti, nella vita e nella rete. Le più feroci le leggiamo sul web, utilizzate per “punire” un’opinione diversa, ribaltando il piano del discorso e del confronto, fino a diventare una questione di dominio. Fisico. Sessuale. È successo anche ad Amalia Chiovaro, consigliera comunale a Vinci. L’Empovaldo l’ha intervistata per sentire direttamente dalle sue parole quello che è successo.

Ormai sono passati diversi giorni da quando sei stata protagonista, tuo malgrado, di una brutta vicenda. Cosa è successo? Ce lo puoi raccontare?
Era una domenica mattina come le altre e dopo essermi imbattuta in un post, sulla pagina Fb dell’ANPI Nazionale, ho lasciato un commento molto generico. Praticamente ho fatto una domanda, senza entrare nel merito della discussione. Ad un certo punto, ho ricevuto delle notifiche da parte di un profilo, sconosciuto, che mi ha rivolto parole davvero pesanti, fino ad augurarmi la morte. Poi ha condiviso una mia foto aggiungendo: “Una cagna dell’Anpi che nega le foibe. La andiamo a prendere e la stupriamo?“ Voglio chiarire, a onor del vero, che non ho mai rilasciato alcuna considerazione sulla questione foibe. Ma se anche lo avessi fatto? È possibile che una persona, con una opinione diversa da un’altra, debba essere redarguita con tale violenza?

Cosa hai provato e come hai reagito?
È stato tutto in una frazione di secondo. Ho provato, allo stesso tempo, terrore e schifo. Poi ho fatto degli screenshot e ho reso nota la questione, attraverso il mio profilo Fb, per capire come poter agire. Da lì tanta solidarietà e affetto. Il giorno dopo, insieme all’avvocato Marianna Gorpia, ho deciso di procedere per vie legali. Andava denunciata questa cosa. Dire che l’ho fatto a cuor leggero, chiaramente, sarebbe una bugia. Dopo, però, mi sono sentita sollevata.

parole Il peso delle parole: conversazione con Amalia Chiovaro thought catalog 609285 unsplash

Photo by Thought Catalog on Unsplash

Dove nasce, come si alimenta e come si combatte, secondo te, questo clima?
Viviamo tempi duri sotto tanti aspetti. Assistiamo ogni giorno ad un esponenziale aumento d’odio, sia verbale che fisico. Io credo che questo sia frutto di una certa politica. Non si dà più importanza alle parole e ai gesti. La gente crede di poter dire e fare ciò che vuole, senza alcuna conseguenza. Probabilmente perché sono stati sdoganati certi modelli che incitano all’odio e alla violenza. Qualcosa si può fare. Ci sono molte associazioni che diffondono buone pratiche. In questa occasione ho conosciuto, ad esempio, “INSIEME IN RETE”, un’associazione che lavora tanto sulla cosiddetta cittadinanza digitale, attraverso iniziative che contrastano l’odio in rete e le fake news, e più in generale la violenza sul web. Questa, per esempio, è una risposta concreta.

Parliamo del nostro territorio, secondo te la situazione nazionale ha riflessi anche sull’empolese-valdelsa?
Assolutamente sì. Basta entrare a prendere un caffè, in un bar qualunque, e ti capita di ascoltare le cose che dicevo prima. Ho sempre visto il bar come il “polso” dell’opinione pubblica. E, a occhio e croce, non siamo messi benissimo.

Oltre la cronaca, c’è il tuo impegno. Raccontaci di te.
Io sono palermitana di origine ma toscana di adozione. Mi occupo da anni di tematiche legate all’immigrazione, dando particolare importanza alle “Storie di vita”, come metodo di ricerca. Sono ossessionata dalle “Parole”, soprattutto per quanto che concerne l’utilizzo che ne fanno i media. Più di ogni altra cosa, però, sono una donna di sinistra che della militanza ha sempre fatto il suo modo di vivere. Poi è arrivata anche l’esperienza istituzionale, ovvero quella di consigliera comunale a Vinci e devo dire che questo mi ha fornito degli strumenti conoscitivi straordinari.

E cosa c’è nel futuro di Amalia?
Sono in un momento di grande cambiamento e sto per intraprendere percorsi nuovi che mi danno molta carica. Forse metterò da parte qualcosa, di certo però continuerò a lavorare per un mondo in cui tutti possano scegliere come e dove vivere.

 

 

Elena Mondovecchio

Elena Mondovecchio

"Ci sono versi – a volte intere poesie – / che neanch’io so cosa vogliono dire. Quello che non so / mi trattiene ancora". Ghiannis Ritsos, Esercizi
Share.

Leave A Reply