Se dici Beat Festival dici Umberto Bonanni, l’ideatore di questo format a Empoli

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Umberto Bonanni grande organizzatore di eventi e deus ex machina del Beat Festival a Empoli. Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e farci dare qualche dritta sul festival giunto alla quinta edizione e che sta per prendere il via al Parco di Serravalle.

Beat Se dici Beat Festival dici Umberto Bonanni, l'ideatore di questo format a Empoli Umberto Bonanni Beat Festival5 anni di Beat, l’avresti mai detto nel 2015 quando l’avventura è cominciata?
“Nel 2015 non sapevamo cosa aspettarci. Sapevamo di avere un format vincente, una location fantastica e un ottimo cast artistico, ma i risultati sono andati oltre le più rosee aspettative. Beat è nato già maturo; negli anni successivi gli ingredienti di base sono stati tutti confermati perché avevano dimostrato di funzionare. Buona la prima! Al quinto anno su Beat si può contare se sei alla ricerca di un’atmosfera magica e ti aspetti di spendere molte ore nel nostro parco sapendo di poterti divertire, incontrare gli amici e sentire musica di qualità”.

Un festival si sa, non potrebbe sopravvivere senza quelle piccole, grandi alchimie che si vengono a creare negli anni. Vuoi citarne qualcuna in particolare?
“L’alchimia principale di Beat è il rapporto che il festival ha instaurato fin da subito con la sua città, Empoli. Gli empolesi lo hanno accolto fin da subito nel loro calendario delle feste mettendolo subito nelle loro preferenze. Il pubblico locale vuol dire famiglie, giovani, anziani, tutti. È questa partecipazione che lo rende unico e diverso da tutti gli altri festival musicali che, belli o brutti, riescono a coinvolgere solo il pubblico della musica. Beat è per tutti e di tutti. Il team organizzativo viene da esperienze diverse, gestione di grandi festival, rassegne, locali, discoteche. Questo background complesso (e completo) ha fatto si che il progetto si sviluppasse su più fronti in modo naturale e non forzato sfruttando pienamente le competenze coinvolte”.

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Germogli Ph 28 agosto 2016 Empoli Beat Festival terzo giorno. Foto Gianni Nucci/Fotocronache Germogli via https://www.beatfestival.net

Sei originario di un’altra regione ma da anni vivi e lavori in Toscana. Cosa ti ha dato questa terra ed in particolare cosa ti piace di Empoli?
“Di Empoli mi piace tutto! Ho trovato davvero una città particolare anche per gli alti standard della Toscana. E’ una città in cui si lavora duro, ci si diverte molto e la cosa più curiosa a mio parere e che non ho riscontrato in altre città è che alla gente piace fare tardi. A Beat alle 3 del mattino sembra di essere nell’ora di punta. Alcuni nostri truck e birrifici tornano di anno in anno avendo coltivato dei rapporti personali con molti nostri clienti ed è davvero un risultato che definirei magico. Da quest’anno ho recuperato anche il rapporto con la mia città nella quale ho organizzato una rassegna che ha avuto grande successo e che mi fa dire che le varie città si stanno sempre di più evolvendo intorno agli eventi culturali sospinte dall’energia che gli operatori commerciali, soprattutto i giovani operatori di food & beverage, stanno inoculando nel tessuto sociale italiano. È una direzione condivisa da molte città ed è francamente una cosa super positiva. La Toscana in questo è imbattibile e lo dimostra il fatto che i migliori festival italiani sono tutti qui”.

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Empoli Beat Festival via https://www.beatfestival.net

Lo sai che non saremo mai sazi di Beat, vero? Ci godremo allegramente l’edizione 2019 ma non possiamo non chiederti cosa hai in mente per il futuro. Dai, dacci qualche anticipazione.
“Il bello di Beat è che la progettazione avviene in totale libertà e ogni anno possiamo sviluppare il festival in mille direzioni diverse sempre rispettando gli elementi di base. Quest’anno ad esempio abbiamo potuto presentare un festival tutto gratuito ma non è detto che in futuro si possa tornare anche a una formula mista tra pagamento e gratuiti. Fin dalla prima edizione mi sarebbe piaciuto lavorare meglio sugli allestimenti, ma lo scoglio contro cui ogni anno sbattiamo è il budget che non ci consente di realizzare quello che abbiamo in testa per questo aspetto del festival. Auspichiamo dall’anno prossimo di essere maggiormente sostenuti dal tessuto economico della città nella quale non mancano aziende grandi che potrebbero diventare partner di un progetto che fa divertire e crescere culturalmente tutti i giovani della zona. Già dall’anno scorso la partnership con Red Bull ci ha aiutato molto a caratterizzare l’immagine della manifestazione in una direzione che riteniamo corretta e pienamente soddisfacente”.

Cosa dici all’Empovaldo?
“Grazie Empovaldo per averci sempre sostenuto!”.

Dario Barbaria

Dario Barbaria

Con Palermo nella pancia, dal mare sbarco in Toscana e in un abbraccio trovo l'Amore. Poi una bottega. Entro in cerca di un Mestiere. Qui imparo che Rigore è Bellezza, Umiltà è Ricchezza, e che Dovere coincide con Piacere! A lavoro creo, sbaglio, mi stupisco ogni santo giorno, testa fra le nuvole e piedi per terra. Ma soli si sa, siam ben poca cosa, solo dall'incontro con altre menti e cuori fumanti prendono vita le Idee migliori e rivoluzionario diventa il quotidiano.
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