Le “Falchi” ci vedono lungo

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Lì dove abitano “le Falchi” sì, avete letto bene e non ci sono errori di battitura.
“Le” = articolo determinativo, femminile, plurale. “Falchi” = nome (meglio dire cognome) proprio di persone.
Le Falchi in questione sono due giovani donne che abitano in quel di Fucecchio e che con arguzia degna di un rapace hanno scelto di costruirsi la loro nuova casa ponendo attenzione (tanta) all’ambiente.
Un’abitazione costruita quasi interamente in legno (ai ragazzi cresciuti negli anni Ottanta potrebbe venire in mente la casetta di Heidi, ma c’è parecchia differenza), con alti livelli di coibentazione grazie al rivestimento in sughero, con un riscaldamento a pannelli radianti e panelli solari per scaldare l’acqua.
In pratica il calore interno non viene disperso in inverno, d’estate le stanze sono fresche e areate, senza necessità di condizionatori.
L’acqua piovana è raccolta e riutilizzata per gli scarichi del bagno e i pannelli solari catturano l’energia che serve e a produrre calore e scaldare l’acqua.

Il risultato è una casa a impatto energetico quasi zero: “Per essere totalmente autosufficiente avremmo dovuto scegliere di non aprire le finestre e di avere un ricircolo dell’aria interna, ma non possiamo arrivare a tanto”, spiega una delle due sorelle.
Anche il design della casa non è casuale, ma pensato con portici e tettoie che permettono di riparare dal caldo in estate e di avere il massimo dell’illuminazione in inverno; un po’ come facevano i vecchi contadini che costruivano le loro case in base all’orientamento del sole.
Fermi! Lo so cosa state pensando: costruire una casa del genere è un lusso. Può darsi che i materiali costino qualcosa in più, ma non ci sono spese di muratura e soprattutto (ci potete scommettere) in pochi anni avranno recuperato i maggiori (ma non troppo) costi iniziali.
Fate due conti: nessun costo per il gas (anche i fuochi per cucinare sono a induzione) e abbattimento delle spese per acqua e luce. Se moltiplichiamo tutto ciò per mesi e anni, i vantaggi per il budget familiare sono evidenti. Per non parlare delle ricadute positive sull’ambiente.
Così tanto per dire, lo sapete che a livello Europeo ad esempio il settore edilizio:
• assorbe il 45% dell’energia complessiva prodotta
• produce il 40% dell’inquinamento atmosferico
• consuma il 40% delle risorse non rinnovabili presenti in natura
• produce il 40% dei rifiuti
E come se non bastasse ogni anno ricorre sempre prima l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento delle risorse terrestri. Dal 13 agosto 2015 abbiamo iniziato a consumare le risorse del 2016, 6 giorni in anticipo rispetto al 2014. L’Italia poi è messa particolarmente male: il nostro giorno del sovrasfruttamento, calcolato in base alle risorse effettive dei nostri 301.000 chilometri quadrati di territorio e mari adiacenti, è avvenuto il 6 aprile 2015.
Meditate gente, meditate. Forse è utile avere l’arguzia delle Falchi! Per fortuna non sono le sole. Ci sono numerose altre persone che scelgono di ricorrere all’utilizzo di energie rinnovabili o di isolare al meglio le abitazioni per risparmiare energia. Non importa costruire una casa a impatto energetico zero, ma ciascuno di noi può fare tanto.
E gli enti pubblici come sono messi? I comuni che rientrano nella ASL 11 ormai nel 2009 hanno partecipato all’elaborazione di un regolamento per l’edilizia bio – eco sostenibile che in pratica disciplina le trasformazioni edilizie secondo criteri di compatibilità ambientale, eco-efficienza energetica, confort abitativo, salute dei cittadini, incentivando il risparmio e l’uso razionale delle risorse primarie, la riduzione dei consumi energetici, l’utilizzo di energie rinnovabili.
Il problema reale è che a distanza di 6 anni rimane uno strumento con grandi potenzialità, ma sottoutilizzato.
Ci sono anche comuni del nostro territorio che si sono lanciati in imprese più ardite. Alcuni esempi virtuosi in questo senso sono la scuola Margherita Hack di Montelupo Fiorentino o la scuola di Montagnana a Montespertoli.
La prima, in particolare, è un edificio che sfrutta tutte le innovazioni nell’ambito delle energie rinnovabili dalle sonde geotermiche, ai sistemi di isolamento; dal fotovoltaico al recupero delle acque meteoriche. Scelte queste che l’hanno trasformata in un esempio di edilizia sostenibile.
In quel di Montaione, poi, sono stati realizzati nel 2013 appartamenti di edilizia sociale, interamente in legno e completamente eco – compatibili, con tanto di impianto fotovoltaico. Tutto con risorse concesse dalla Regione Toscana.
Andy Warhol ormai qualche anno fa sosteneva: “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”. Ecco possiamo impegnarci un po’ tutti a contribuire a questa meravigliosa forma d’arte.

Silvia Lami

Silvia Lami

«Ma te di lavoro che fai?» «Scrivo» «E a te ti pagano per scrivere?» Questo serissimo dialogo con mia figlia riassume quello che faccio nella vita, più o meno: scrivo per lavoro e per passione. Mi piace scoprire e raccontare storie. Storie vere, quelle che mi trovo a narrare come giornalista e storie fantastiche, quelle che di tanto in tanto mi campita di inventare nei miei racconti. A pensarci bene mi affascinano le vicende umane e la creatività con cui tanti si barcameno fra le vicissitudini della vita. La rubrica dell'Empovaldo è un'occasione "speciale" per andare alla ricerca di queste storie e di condividerle con voi!
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