“È primaveraaaa… svegliatevi bambine”

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Aprile dolce dormire dice che il mio corpo sente pesantemente il passaggio dal letargo al risveglio cosmico. Ecco io sono l’ultimo astro del ciel che si sveglia… dalla notte… Brillo molto meno della giovane sulla “ventina” che impudicamente sale sul tram con il tacco a spillo, impavida dai binari ferrati che disegnano trappole nell’asfalto. Io cado solo al pensiero di calzarle per muovermi nel cemento urbano.

“È primaveraaaa…”. La natura chiama, quella del giardino. I tulipani fanno capolino dalla terra e si donano generosamente dopo un lungo inverno, la ginestra mostra un tripudio di pois gialli, preannunciando una gloriosa fioritura, segno che ha resistito al tempo dell’ultima stagione dell’anno. Anche l’erba strisciante si risveglia, per altro, ad una velocità pari a quella della luce.
Entro in modalità “green”: stivali e guanti. Stivali rosa, per non rinunciare al glamour e per dire che sono “peace and love”, tanti cuori rossi che sottolineano lo spirito amorevole dei miei polpacci ricoperti di plastica. Le candide mani, rimaste anche loro al coperto nel grigio inverno, sono guantate di una verde promessa. “È primavera, è festa di color”.

La prima pioggia fa salire l’odore ferruginoso della terra che si è scaldata al primo sole. Le ossa si stropicciano e la mia schiena fa “crack” al sollevare la prima carriola. Che suoni ci offre la natura, basta saperli distinguere: occorre annaffiare o prendere un antidolorifico?
La natura chiama, o meglio, nel mio giardino fa guaiti minacciosi, capisco che o la addomestico o si impossesserà anche della casa.

Green - glicine primavera “È primaveraaaa… svegliatevi bambine” Green glicine

Guardo il glicine con una sequenza di acerbi grappoli lilla che si vanno formando e ricordo che, appena mi distraggo un po’, questa dolcissima pianta si arrampica sul muro, entra nelle fessure delle persiane e avvolge tutto inglobandolo nella propria esistenza: la glicine amorevole è fagocitante. Penso: “Anche il mio amor è fagocitante?”. L’edera, promessa di un amore che resiste su ogni cosa, ha ricoperto un vecchio muro che ora è decorato da triangolari foglie. La osservo da vicino e scopro che per resistere sopra ogni cosa ha seppellito un’altra pianta. Chissà se il fine giustifica i mezzi anche nella machiavellica natura…

“Mi ritornano in mente sai, voci e sogni di una bambina”. Luis e Antoine sorridono. Secondo i bambini ogni cosa ha un’anima e in ossequio al loro pensiero abbiamo nominato le piante da frutto: Luis è il fico, Antoine il pero. Luis ricorda l’autore della Gabbianella e del Gatto, mentre Antoine il Piccolo Principe. Un giardino da fiaba, si potrebbe pensare, se non ci fosse la talpa svegliatasi dall’inverno e il piccolo “green” di casa lo ha ridotto in un mini-golf con tante improbabili buche da gioco.

Con tutta l’energia che posso mi attrezzo di tagliasiepi e cesoie, vanga per l’orto e zappa per dissodare attorno alle piante. E che profumi questa Primavera!
“Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi…”. Il nonno diceva che la terra va ingrassata altrimenti noi non mangiamo. Il concime più green che conosco… non profuma.
Chanel… 2 gocce e niente altro! “Respiriamo l’aria: è la Primavera”.

Ma è con gli infestanti che posso dare sfogo a tutta la mia determinazione: le cose infestanti vanno sradicate, perché soffocano, tappano, abbruttiscono. Le unghie orlate di terra, anche se protette, le nocche stropicciate per lo sforzo dell’estirpare, i polsi liberati nei movimenti che fanno oltre quello di dirigere il “topo” del computer: sano, faticoso e liberamente giardinaggio!

Green - watering-hole primavera “È primaveraaaa… svegliatevi bambine” Green watering hole

Il giardino necessita di fatica, cura, tempo per la crescita; il “pronto effetto” del giardino bello e finito è un vanto da mostrare, un giardino da crescere richiede pazienza e dedizione, osservazione e ascolto.
La regina è sempre lei: una rosa Botero, rossa e carnosa, profumatamente sensuale. Bellissima l’immagine della rosa rossa come compagna di due appassionati ballerini di tango. A ben riflettere meglio di no: ha delle decise spine che la proteggono, persino uncinate. Bella da vedere, ci si può avvicinare per annusarla, ma è un pericolo raccoglierla. Tenerla tra le labbra non mi parrebbe proprio indolore… “Rose rosse per teeee”.

Facciamo così: in ossequio al mio spirito green me la godo nel giardino e mi metto un cd di tango argentino, magari indosso anche due gocce di Chanel, un tacco da ballo e un bicchiere di bianche bollicine. “E la cantina buia dove noi”.
E no, la cantina no! Dopo il giardinaggio non mi si può chiedere di riordinare anche la cantina.

Elena Crestani

Elena Crestani

Mamma a tempo indeterminato, lavoratrice a tempo pieno, studentessa per hobby, moglie part-time (perché ho esaurito le ore disponibili…). Mi occupo da tempo di tematiche inerenti i diritti umani, con uno sguardo particolare ai più deboli. Seguo mille imprese con una propensione per quelle che fanno welfare, dove l'impresa sociale si fa prima con le persone e poi con i numeri. Per natura sono curiosa come un gatto; preferisco "le Santiago" per esplorare il mondo, ma non disdegno le décolleté per una serata glamour. Il mio motto? "Vola solo chi osa farlo".
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