Il tango e le sue misure sensuali

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Li ho sempre osservati con quel sentimento di fascino ed ammirazione: li vedevo girare attorno alla pista, incrociare le gambe, il corpo di lei quasi adagiato a quello sicuro di lui. Le donne così sensuali nei loro gesti mai volgari. Gli uomini con una eleganza e determinazione da aver voglia di abbandonarsi in quell’abbraccio.

Già, l’abbraccio. L’atto stesso dell’abbraccio: la mano destra di lei in quella opposta di lui, con un braccio naturalmente disteso, il braccio destro di lui che si riempie di lei… Una questione di misure questo tango argentino!
Così non ho resistito e mi sono regalata un paio di quelle splendide scarpette da tango, dorate, luccicanti, con un tacchetto a rocchetto, con un laccetto che fascia le caviglie.
Qualche lezione su youtube di “tango-facile”, un minicorso e mi sono lasciata convincere in una milonga estiva in un contesto urbano ed in ore notturne: da sogno!
Anzitutto posso dire che chi pratica il tango guarda e si fa guardare.
La dinamica sociale del tango argentino ha i suoi codici dove gli uomini invitano le donne e con ognuna è bene che si intrattengano il tempo di una tanda, una serie di tre o quattro tanghi. Durante la tanda non si fanno domande, poco si dice di uno all’altro con le parole.

Independencia que pusiste paz
en esta tierra que nacì

Ballare il tango significa imparare a darsi delle misure: situarsi in un duplice movimento che è tra quello dei due ballerini e quello delle altre coppie. A differenza del valzer, o altro ballo da sala, ove tutte le coppie si muovono una dietro l’altra lungo un corridoio fisso, nel tango la libertà di saggiare tutta la pista è completa. La milonga è un fatto sociale, così ballare ad milonga aeternam sempre con il solito partner produce una chiusura. Certamente come tutti i balli di coppia, il tango mobilita corpi sessuati. Ma la postura retta impone che vi sia una misurata distanza tra i sessi, dove l’uomo imprime marcatura al movimento e lo fa sentire generandolo in quell’abbraccio determinato, e la donna è libera di eseguire rotazione, adorno, scivolamento nel tempo dell’apertura rilasciato dalla marca. È fondamentale l’innesco del movimento o il cambio di direzione o arresto perché possa essere lasciato spazio alla donna di esprimersi. La milonga parrebbe essere collocata in un contesto androcentrico, tuttavia se si osservasse la misura dell’abbraccio si vedrebbe che non è espressione di subordinazione femminile, ma un gesto mutuo e simmetrico. L’abbraccio è il primo gesto di transazione e adattamento reciproco, è qui che inizia la connessione proprio quando i torsi combaciano.
misura Il tango e le sue misure sensuali Misura Acquerello tango 1 di DAMIANO DAOLIOAdoro lasciarmi andare in quell’abbraccio, sì, con gli occhi chiusi, perché non importa dove sto andando, so che lui mi sta conducendo nello stesso posto in cui io andrò, sebbene andremo in direzioni opposte. Il piacere fisico di dialogare (in uno spazio intimo) con un’altra persona, accompagnati dalla musica, sviluppa ulteriormente la propriocezione, ovvero il senso di percepire la propria posizione dall’interno e, qui, per mezzo del movimento del proprio partner.
Sono stata invitata da ballerini piuttosto robusti, piuttosto alti e piuttosto bassi. Mai mi sono sentita a disagio, sempre mi sono sentita rispettata e condotta.
Il tango non obbedisce a schemi, piuttosto richiede una continua improvvisazione, sebbene sia necessaria la conoscenza tecnica e un allenamento muscolare all’habitus del tango e qui scatta la magia nella tanda: la comunicazione ha più valore della rappresentazione. Quando due ballerini – direi due partner – comunicano tra di loro, si esprimono non in coreografie quanto piuttosto in un dialogo emotivo.
E non c’è nulla di più socialmente sconveniente che farsi abbracciare da persone sconosciute! Quasi da prenderne debitamente le misure e quindi le distanze se non si è pronti emotivamente.
Eppure il fascino della milonga sta proprio nel fatto che è imprevedibile, che invita a saggiare il potenziale di una situazione. Educa al contatto con l’altro, alla fiducia, al dialogo, all’attesa della risposta ed anche – perché no – a lasciare andare. Terminata la musica è naturale la dissoluzione della coppia.
Bellissimi i momenti delle cortinas, queste fanno sapere che la tanda è finita, quindi i ballerini possono ringraziarsi a vicenda, tornare ai propri tavoli, attendere il prossimo invito o cercare una nuova ballerina. Il tango è anche una educazione alla cortesia (dell’invito) e alla gratitudine (la restituzione finale).

¿Qué le importa al mundo que mi pena,
sea con mi vicio mi condena?…

Peccato che la mia giovane e fragile esperienza di ballerina abbiano dissolto la possibilità di una tanda con me di tale provetto ballerino soprannominato “L’Implacabile”. Ora non si deve pensare a personaggi manzoniani e neppure di sconvenienti racconti, piuttosto ad un uomo di medio bassa statura con la forza e resistenza al ballo tale da non mostrare la minima goccia di sudore, di fatica. Lo sguardo fiero, la postura corretta, la gentilezza e determinazione nel fare ruotare le ballerine. Un uomo ben educato alla socialità della milonga, insomma.
Io avevo il mio abito più bello di color rosso passione, con un generoso scollo sulla schiena che la scopre per accogliere la mano dell’abbraccio che si chiude attorno al corpo.
L’Implacabile mi stava prendendo le misure: “Signorina (già per il Signorina aveva preso ulteriore simpatia) potrei farle delle domande? Le andrebbe di condividere una tanda con me? Da quanti anni balla il tango?”
I suoi occhi grigi e fissi nei miei, non potevo scappare: “La ringrazio, accetterei volentieri. Le debbo dire che ho preso solo poche lezioni individuali e ho seguito un corso di “tango-facile” su Youtube”.
Ecco, ora non ho capito quale sia stata la causa, so che in modo molto educato ha aggiunto: “Bene, la ringrazio. Credo che potrei invitarla in un’altra occasione”.
Come dire, piuttosto che trovarsi in una situazione poco gestibile è meglio valutare il partner con cui si intende celebrare lo spazio e terreno di un tango, fondamentalmente perché l’innesco del movimento e delle figure conseguenti parte proprio dall’abbraccio. L’abbraccio che significa “ti prendo e ti conduco – ti accolgo e mi fido di te”, se non si hanno le debite misure della situazione da vivere, è bene rifletterci e magari darsi il giusto tempo.

Sos mi vida
y quisiera llevarte
a mi lado prendida
y así ahogar mi soledad.

Del resto… l’abbraccio non si negozia!

Elena Crestani

Elena Crestani

Mamma a tempo indeterminato, lavoratrice a tempo pieno, studentessa per hobby, moglie part-time (perché ho esaurito le ore disponibili…). Mi occupo da tempo di tematiche inerenti i diritti umani, con uno sguardo particolare ai più deboli. Seguo mille imprese con una propensione per quelle che fanno welfare, dove l'impresa sociale si fa prima con le persone e poi con i numeri. Per natura sono curiosa come un gatto; preferisco "le Santiago" per esplorare il mondo, ma non disdegno le décolleté per una serata glamour. Il mio motto? "Vola solo chi osa farlo".
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