Grado Zero Espace, tecnologia spaziale nella vita di tutti i giorni

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Ricerca, consulenza e prototipazione dal tessile avanzato fino al design di prodotto, dallo spazio fino al nostro armadio: la Grado Zero Espace di Montelupo Fiorentino è una delle #valdeimprese più tecnologicamente avanzate del territorio. L’Empovaldo ne ha parlato con Giada Dammacco, responsabile dell’area di disegno industriale e sviluppo del prodotto.

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Tecnologia, innovazione e ricerca applicata: come nasce e cosa fa GZE?
“Grado Zero nasce all’interno del Transfert technology Programme della Agenzia Spaziale Europea per portare le tecnologie spaziali nella vita di tutti i giorni nel 2001. A 17 anni di distanza la Grado Zero è suddivisa oggi in tre società: Grado Zero Espace che è la prima e si occupa di fare ricerca su nuovi materiali a livello europeo partecipando a grandi progetti EU che permettono di maturare esperienze notevoli che in 17 anni hanno permesso la costituzione di un database interno di materiali unico e incredibilmente ampio. La GradoZero Innovation che invece si occupa di fare consulenza ad aziende terze per aiutarle a sviluppare nuovi prodotti manifatturieri, lo fa partendo quando necessario dal progetto fino al prototipo pronto per essere prodotto in serie. E infine l’ultimo arrivato che è un e-store, LifeMaterials.eu attraverso il quale vengono venduti esclusivamente materiali grezzi sganciati dalla catena animale e dalla catena del petrolio, ovvero materiali “vegani” e oil free.
Il core business di tutte e tre le realtà sono i prodotti manifatturieri dalla scarpa al casco, passando anche per gli orologi fino anche all’arredamento che sia casa, auto o nautico. Per creare un mondo più smart e sostenibile per l’uomo”.

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Ci colpisce e ci affascina che dalla corteccia di un cipresso giapponese si arrivi a un tessuto antibatterico indicato per i bambini o che da un fungo si riesca ad ottenere una pelle biocompatibile. Tanta natura, dunque, oltre che tanta tecnologia?
“In realtà la tecnologia più sparata in termini di perfomances e i materiali naturali non sono più mondi distanti o paralleli come alcuni anni fa. Stiamo assistendo ad una fusione dei due mondi, attraverso ad esempio le auto elettriche ma anche con il diffondersi di materiali che non sfruttano più esseri viventi o non sono più derivati dal petrolio. Ma continuano a mantenere elevate prestazioni meccaniche e garantiscono un’alta reciclabilità e sostenibilità caratteristiche a cui oggi non si può più rinunciare quando si innova. Diciamo la verità era l’ora che per definirsi moderni si cominciasse a progettare abbandonando materiali vecchi e spesso crudeli come quelli di origine animale e altamente inquinanti come quelli derivati dal petrolio. Certo sarà un processo graduale, ma è un processo oramai irreversibile. La Grado Zero nasce già in questo solco per fondere natura e perfomances: sostenibilità e tecnologia in termini di materiali, elettronica integrata e prodotti manifatturieri tradizionali”.

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ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, Zeiss e Airbus sono solo alcune delle importanti collaborazioni di GZE. Ma quale rapporto lega una realtà internazionale come la vostra con il territorio dell’Empolese Valdelsa?
“La principale caratteristica è l’altissima manualità che è possibile ancora reperire nelle nostre zone. Figlia di anni e anni di esperienze artigiane. Che sono un vero e proprio patrimonio di know-how che speriamo non sparisca. Per capire quello che intendiamo dire si può fare l’esempio che facciamo sempre ai nostri nuovi clienti, ovvero che anche le tute spaziali che sono il simbolo della più alta tecnologia sono state cucite da sarte. Alla base di qualunque prodotto manifatturiero c’è la capacità di costruirlo. La nostra conoscenza di nuovi materiali, capacità che si traduce nell’adattarli/modificarli, la nostra conoscenza dell’elettronica/sensoristica alla base del settore cosiddetto “wearable” e la nostra capacità di progettare gestendo materiali, forma e caratteristiche richieste si sposa perfettamente con la capacità di zona di assemblare e costruire prototipi. Il risultato sono state tante innovazioni anche rivoluzionarie e brevettate per tanti nostri clienti (spesso grandi marchi). Risultati che non possiamo rivelare per ragioni di accordi di riservatezza e perché la proprietà di tale innovazioni rimane ai nostri clienti.
In questo senso la Grado Zero è unica nello scenario EU perché fonde innovazione in termini di materiali e tecnologia con la più tradizionale conoscenza artigiana”.

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La vostra è una storia di successo. Se dovesse dare un consiglio a un giovane che sta per iniziare il proprio percorso universitario cosa gli direbbe?
“Di fare quello che più si sente essere la propria strada. Perché spesso scegliere quello che al momento dell’inizio della carriera universitaria sembra essere il lavoro più pagato non è, a nostro modo di vedere, il modo migliore. Perché a fine carriera universitaria potrebbe non essere più così soprattutto in un mondo come quello odierno che sta cambiando in modo repentino e in alcuni casi verso direzioni del tutto inaspettate. E, cosa importante soprattutto in Italia, imparare almeno la lingua inglese o comunque lingue straniere. Non si può essere cittadini del mondo se non si hanno gli strumenti per esserlo”.

www.gradozero.eu

Elena Mondovecchio

Elena Mondovecchio

"Ci sono versi – a volte intere poesie – / che neanch’io so cosa vogliono dire. Quello che non so / mi trattiene ancora". Ghiannis Ritsos, Esercizi
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