Empoli effetto Venezia

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No. Non stiamo parlando di una brutta copia del più celebre evento livornese, bensì di piccole affinità che esistono tra le due città. In effetti, dovendo stilare un bilancio, appare ben chiaro come ci sia solo una piccola differenza – si fa per dire – tra la nostra città e la Serenissima: la mancanza dei canali!
Ecco qua, rimediato al torto con questa immagine che dipinge una fantasia azzardata, ma sicuramente piacevole e rinfrescante. Immaginiamoci di percorrere via del Giglio, in pieno centro storico a Empoli. Passeggiare tra una sponda e l’altra, in questa estate caldissima, e rinfrescarsi i piedi bagnandoli nel Canale del Giglio.
Osservare un gondoliere che remando intona uno stornello e salutarlo mentre si dirige verso piazza della Vittoria, trasformata per l’occasione in un lago cittadino, da cui emerge solo la sommità della statua alata. Ragazzini che giocano sulle sponde gustandosi un gelato. Per gli amanti delle due ruote, affezionati alla vecchia ovovia, esisterebbero dei pedalò. Sembrerebbe utopia, certo! Ma molte curiosità che accomunano Empoli e Venezia sono sotto gli occhi di tutti, anche se nascoste da una coltre di polvere.
A Empoli esiste uno dei pochi musei del vetro presenti sul territorio italiano, il MUVE. Ancora oggi sono molti i residui e le vestigia di archeologie industriali che sono lì a ricordarci come gran parte dell’espansione novecentesca empolese sia dovuta all’industria vetraria. Addirittura Empoli si è attestata come seconda città per la produzione artistica del vetro. Indovinate qual è la prima? Murano, centro abitato della Laguna Veneta.
Certo, alcuni potrebbero dire che Empoli ha copiato la produzione plurisecolare veneziana. E se vi dicessi che Venezia ha copiato un evento nostrano come il Volo del Ciuco? A Carnevale, sin dal XVI secolo, in Piazza San Marco si svolge il famoso Volo dell’Angelo; retaggio storico recentemente parodiato nel Carnevale di Terra di Mestre come “Volo dell’Asino”.
Ogni anno un personaggio accuratamente selezionato si incammina su per la torre cittadina vestito da asino, per poi essere calato tra l’ilarità generale in Piazza Ferretto. Anche in questo caso, l’asino si produce in quello sforzo particolare noto come “cagar dinari”, spargendo sulla folla sottostante una scìa di monete di cioccolato.
Se questa storia vi ha catturato, non sorprendetevi quando domattina, uscendo di casa, esclamerete involontariamente:

“Il canal!!
Chi gà ‘sugà il canal?!”.

Marco Politano

Marco Politano

Cuori Quadri Fiori Picche.
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