Gaming: la vita è più divertente se si gioca

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Il grande successo dell’universo tecnologico, ha garantito al gaming uno spazio speciale all’interno della 5ª edizione di Fruit Exhibition, interamente allestito e gestito da CNOS-FAP Regione Emilia-Romagna di Bologna in collaborazione con Touchlabs.

Il mondo dei videogiochi è sempre più in evoluzione e negli ultimi anni ha subito un’impennata tecnologica che ha permesso una transizione dal videogioco tradizionale alla realtà virtuale. Le figure del game designer come il game developer, sono diventate ruoli chiave nell’ambito dell’IT; un’industria sempre più attenta alla ricerca di nuove interazioni tra tecnologia ed arte. La crescita di questo settore determina una sempre più grande necessità di avvalersi di professionisti che, grazie ad una formazione tecnica e un utilizzo di nuove metodologie e software interattivi, sappiano svolgere le attività relative all’ideazione, progettazione e creazione di prodotti grafici e multimediali.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Massimo Sarzi (web e game developer) organizzatore e docente del corso di Tecnico per la Realizzazione di Videogiochi “Game Design” presso il CNOS-FAP di Bologna, il quale ha fatto chiarezza su un ambito a molti sconosciuto, ma che ormai è parte della nostra quotidianità.

“Il mercato del gaming per PC è ormai saturo – spiega Sarzi – si stanno perciò cercando strade alternative incentrate maggiormente sulla realtà virtuale applicata ai videogiochi, i quali richiedono sempre di più budget e investimenti elevati”.

In Italia la figura del game designer è ancora poco conosciuta e richiesta, esistono soltanto piccole realtà che, attraverso tutorial, web e informazione “fai da te”, cercano di farsi conoscere e apprezzare dal mercato. Per provare a far fronte a questa scarsa notorietà, Fruit 2017 ha predisposto il “GAME DESIGN PATH”, ovvero un percorso interamente dedicato alla scoperta del gaming. La prima attività a cui pendere parte è il talk: GAMING TRA ARTE E BUSINESS, che ha la funzione di illustrare una panoramica sul significato del lavoro all’interno dell’ambiente dei videogiochi, intesi come forma d’arte e comunicazione e non soltanto a scopo ludico, la cui conclusione sarà un dibattito con il pubblico per uno scambio di idee e informazioni sull’argomento.

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Altra componente fondamentale è il FREE WORKSHOP, che permette ai partecipanti di apprendere le basi per programmare un videogame completo in Unity, piattaforma al centro del corso a numero chiuso Game Design che si svolgerà da febbraio presso il CNOS-FAP. Si realizza un infinite running in 2D dove il player fugge da un’orda di Zombie!

Ultime, ma non per importanza, sono le GAMING ROOMS: due sale distinte e allestite rispettivamente, per la sperimentazione della realtà virtuale attraverso la migliore tecnologia presente sul mercato e per divertirsi con cinque dei migliori videogiochi indipendenti americani e italiani dal 2013 in poi; caratteristiche comuni a tutti i progetti realizzati, sono le tematiche sociali come fulcro centrale delle vicende, le quali mantengono l’attenzione del giocatore sulla sfera emozionale del contesto in cui si muove, rendendo così il videogioco notevolmente più realistico.

Beh, tutto molto interessante… ma adesso basta parlare, andiamo a giocare!

 

Articolo di Virginia Rigutini

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