Giulia Del Mastio, illustrazioni oltre misura

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Ciao Giulia è un piacere averti come illustratrice protagonista del nostro Empovaldo di febbraio/marzo! Raccontaci un po’ di te…

Quando hai deciso di dedicarti all’illustrazione seriamente? Riesci a farne un lavoro a tempo pieno?
Circa 3/4 anni fa. Dopo la fine dell’Accademia di belle arti, ho provato a far diventare questa mia passione un lavoro. Non riuscendoci, mi sono dedicata ad altro, ho cercato di trovare delle alternative, ma la pittura è una parte fondamentale di me. Qualche anno fa ho capito che molte cose della mia vita dovevano cambiare, dovevo provare a diventare quello che volevo essere veramente. Mi sono detta che l’illustrazione sarebbe diventato il mio lavoro, c’ho messo tutta me stessa rinunciando a molto, ma ci sono riuscita. Incrociando qualsiasi parte del mio corpo, sì, in questo momento l’illustrazione è un lavoro a tempo pieno.

Come hai cominciato?
Da piccola mi avevano insegnato a dire che da grande sarei diventata una ballerina come la Cuccarini, ma ero sgraziata e non sentivo la musica, io volevo disegnare. Non so come ho cominciato. Io disegnavo, ho sempre disegnato. Per me è stato un percorso naturale, l’istituto d’arte, l’accademia di belle arti… non avevo alternative. È la cosa che più amo, probabilmente è sempre stata lì fin dall’inizio.

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Foto di Chiara Doveri (chiaradoveri.com)

Il tuo primo ricordo di un libro illustrato a quando risale?
A quando ho iniziato veramente a leggere e ad amare la lettura. I primi libri illustrati che mi vengono in mente sono quelli di Roald Dahl. Mi ricordo che le illustrazioni di Quentin Blake non mi piacevano, non ero ancora capace di apprezzarlo, ma ero comunque affascinata dai naso appuntiti delle streghe e mi rivedevo in Matilde. È stata tutta colpa di Roald Dahl se mi sono innamorata della letteratura per l’infanzia.

Chi sono i tuoi riferimenti e fonti di ispirazione?
Seguo molti, ma non ho riferimenti veri e propri realtà. Fra illustratori e fumettisti, mi piacciono: Quentin Blake, Peter de Seve, Roger Olmos, la Dautremer, Carll Cneut, Gipi, Pedrosa. Boh una marea! Osservo soprattutto riviste di moda, Vogue, le cover del New Yorker, i vecchi manifesti pubblicitari e la fotografia. Fotografi come Tim Walker mi buttano fuori di testa… il suo mondo è assurdo. Credo però di prendere spunto dalle cose che mi capitano sott’occhio per caso, anche cose banali. Amo osservare le espressioni e i vestiti della gente in metro, sbirciare attraverso le finestre nelle case degli altri e gli oggetti nei locali. Credo di prendere spunto soprattutto da questo.

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“Misura” è il tema del mese e la tua copertina è azzeccatissima. La prima immagine che hai avuto in testa qual è stata?
Probabilmente non dovrei dirlo, ma il più delle volte non ho nessuna immagine in testa. Quando prendo una matita in mano, non so assolutamente da dove iniziare e soprattutto dove andrò a finire. Inizio a scarabocchiare e vengono fuori cose. Probabilmente c’è stato l’accostamento, misura/metro, metro/sarto e visto che amo disegnare donne tettone e piene di curve, probabilmente ho iniziato a disegnare curve ed è così che è uscito fuori il manichino… così, a caso!!

Lavori in corso? Ti vedremo presto pubblicata da qualche parte? Partecipi a Festival di settore? Se si, quali?
In questi ultimi mesi, sto cercando di ritagliarmi del tempo per partecipare a concorsi di illustrazione e avvicinarmi al mondo dell’editoria. Tra qualche mese usciranno nei supermercati dei prodotti alimentari ai quali ho curato il packaging e, come sempre ho mille progetti in corso, alcuni in collaborazione con altri creativi. Devo sempre inventarmi cose nuove che mi fanno rimanere sveglia la notte! Ma mi diverte, non ne posso fare a meno!

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Foto di Chiara Doveri (chiaradoveri.com)

Fai base a Poggibonsi. Il tuo comune e in generale la Toscana sono aperti a comunicare tramite le illustrazioni? Qual è la tua esperienza in merito?
Ho avuto la possibilità di lasciare il mio lavoro precedente proprio grazie alla collaborazione con un azienda di zona che utilizza spesso le mie illustrazioni legandole alla sua immagine. Attualmente ho rapporti stabili anche con altre aziende toscane, attività commerciali e associazioni che sono aperte ad investire per avere un prodotto originale, riconoscibile e unico. C’è da far capire al cliente che dietro c’è molto lavoro, che non si tratta di “disegnini” fatti al volo, magari per mio puro piacere. Questo, soprattutto agli inizi, non è facile. Ma spesso siamo proprio noi creativi a sbagliare ponendoci in modo non professionale. La mia è una grande passione, ma è soprattutto un lavoro e come tutti gli altri professionisti, anche noi dobbiamo essere pagati adeguatamente e trattati come tali.

Sono nata con la fantasia che mi scalpitava nella mente. Non conoscevo ancora il mondo dell’illustrazione, e non sapevo ancora dove mi avrebbe portato questo mio piccolo difetto, ma era chiaro per tutti che sarei cresciuta con la testa tra le nuvole.

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Dario Barbaria

Dario Barbaria

Con Palermo nella pancia, dal mare sbarco in Toscana e in un abbraccio trovo l'Amore. Poi una bottega. Entro in cerca di un Mestiere. Qui imparo che Rigore è Bellezza, Umiltà è Ricchezza, e che Dovere coincide con Piacere! A lavoro creo, sbaglio, mi stupisco ogni santo giorno, testa fra le nuvole e piedi per terra. Ma soli si sa, siam ben poca cosa, solo dall'incontro con altre menti e cuori fumanti prendono vita le Idee migliori e rivoluzionario diventa il quotidiano.
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