Dimmi chi sei e ti dirò che viaggio farai

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Il mito di Odisseo (Ulisse per i latini) narra le avventure di un instancabile viaggiatore, un uomo “polutropon”, dai molti percorsi, che non riesce ad arrestare la propria sete di conoscenza, nemmeno dopo aver affrontato mirabolanti peripezie per ritornare in patria.

Odisseo rappresenta l’umana sete di conoscenza nella sua forma più assoluta, la scelta estrema di dedicare la propria vita al piacere della scoperta.
In maniera ridotta è un sentire comune il bisogno di staccare dalla quotidianità, dedicarci a noi stessi e alla conoscenza di nuovi mondi. La scelta del viaggio è a tutti gli effetti un processo di decisione, pertanto comporta riflettere in merito a svariati fattori, come la scelta della meta, dell’alloggio, della compagnia e impegna gran parte dei nostri pensieri. Si parte da una decisione generica, come la scelta di partire per un viaggio/vacanza, alla ricerca d’informazioni sulle possibili mete ed itinerari, alla decisione congiunta nel caso in cui si viaggi in compagnia, fino a giungere all’esperienza turistica.
Vi siete mai chiesti in base a cosa operiamo determinate scelte?

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Francesca di Pietro, psicologa sociale ed esperta in psicologia del turismo, ha condotto una ricerca partendo dall’ipotesi che determinati fattori di personalità (vulnerabilità, coscienziosità, intrusione, difensività, dinamicità, immaginazione ed empatia) e le caratteristiche anagrafiche dell’individuo (provenienza geografica, genere, età e titolo di studio) influenzassero la scelta del viaggio, con il quale si intende 7 elementi ad esso intrinseci (aspettative, immagine di sé, motivazione, tipo di alloggio, compagnia, leve comunicative ed organizzative del viaggio). La ricerca è stata condotta su un campione multiculturale di 740 viaggiatori, provenienti da 71 nazionalità diverse.
I risultati della ricerca hanno confermato l’ipotesi di partenza. Vi è un’inferenza sulla scelta del viaggio dei fattori anagrafici e dei tratti di personalità, in particolare difensività, dinamicità, immaginazione ed empatia, che acquistano un peso maggiore.
In particolare è stato dimostrato che molti aspetti del viaggio risultano fortemente legati al livello di difensività di un individuo. Il viaggiatore con alti livelli di difensività è colui che ricerca un alloggio confortevole, tende a viaggiare con la propria famiglia a ad affidarsi ad un tour operator; non ama fondersi con la cultura del posto, è disposto a spendere cifre elevate se il livello di comfort è adeguato, sceglie di viaggiare per distaccarsi dalla vita quotidiana e ricerca relax e fuga. Chi ha alti livelli d’immaginazione ed empatia si aspetta di fare nuove amicizie e conoscere una nuova cultura, pertanto sono viaggiatori più attratti da destinazioni turistiche “nuove”, che offrono anche occasioni d’apprendimento.

Per chi fosse interessato a viaggiare da solo consiglio il sito di Francesca di Pietro:
www.viaggiaredasoli.net, è un’ottima guida che offre tanti suggerimenti.

Camilla Antonini

Camilla Antonini

"Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l'anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore". Alda Merini – La semplicità
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