Le tendenze green che fanno bene al mondo

0

Avete fatto caso che ultimamente è tutto green?! Sedie, case, bicchieri, viaggi, vestiti, pilastri, strade.

Nell’ambito del design/architettura spesso ci sono parole che rimbalzano ovunque per un periodo più o meno lungo; sono definizioni semplici ma effimere, non passano cioè al vaglio della storia e restano un mantra momentaneo, un termine sintetico e temporaneo, usato e abusato, destinato a lasciare il passo al suo successore dopo una parabola che termina repentina con l’immancabile “xxx? Ma noooo!!! Xxx è out!! Adesso è yyy”.

Green - Chris Barbalis green Le tendenze green che fanno bene al mondo Green chris barbalis

In questa insalata mista proviamo a fare qualche distinzione random, senza pretesa di completezza! È “Green Building Council” un’associazione internazionale no profit che si pone l’obbiettivo di favorire e accelerare la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile, guidando la trasformazione del mercato, mirando a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’impatto che le modalità di progettazione e costruzione degli edifici hanno sulla qualità della vita dei cittadini. Questa associazione promuove un sistema di certificazione indipendente LEED® i cui parametri valutativi sanciscono il rispetto di precisi criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, energeticamente efficienti e a impatto ambientale contenuto. GBC Italia è un’organizzazione in grado di mettere in rete le più competitive imprese italiane e internazionali operanti nel segmento dell’edilizia sostenibile e di facilitare il dialogo tra le comunità professionali più qualificate. Vantare quest’attestazione verde aggiunge valore e qualità al prodotto finale ed è per l’impresa o il progettista un merito notevole da ‘spendere’ sul mercato agguerrito delle costruzioni sempre più alla ricerca di qualità e sicurezza.
Non è green trascurare la pianificazione del trasporto urbano, non integrare e ampliare l’offerta e la disponibilità di veicoli e mezzi pubblici ecologici che potrebbero massicciamente diminuire l’uso delle auto private.

Per la Pantone, l’azienda statunitense ‘madre’ del metodo usato fin dagli anni ’50 per classificare i colori e ‘tradurli’ nel sistema di stampa a quadricromia tramite un codice identificativo, diventata un colosso nel mondo della grafica con lunghe propaggini anche nel design, “Greenery” è il colore del 2017, un verde chiaro brillante che ispira freschezza, primavera e ottimismo e sostituisce il tristanzuolo e tranquillo rosa quarzo dell’anno scorso; la joint ventures con Airbnb ha prodotto un’efficace e inedita trovata-lancio: la “Outside In House”, Dingley Place n. 4 a Clerkenwell, Londra: un appartamento tutto verde dal portone in poi, area living che sei in serra, camere con prato, alberi veri come una foresta, un teepee per i bambini, l’orto botanico in cucina, tazze, utensili, frutti, tutto verde… in affitto davvero, seppur per un periodo limitato di tempo.

Green - Outside-in-House-Pantone green Le tendenze green che fanno bene al mondo Outside in House Pantone

Cosa è green e cosa non lo è:

– Non è green tenere in estate temperature che se ci fossero in inverno pretenderesti l’accensione del riscaldamento; lo è mettere un golf più pesante prima di precipitarsi a cercare la stufetta elettrica.
– Non è green tappezzare una città di volantini su carta FSC per pubblicizzare il proprio prodotto ecologico.
– È green troppo spesso il portafogli di giovani artisti, designer, architetti che non riescono a trovare uno spazio in questo mondo sempre più vorticoso dove è caratterizzato dal green anche il budget dei potenziali clienti e committenti.
– Sono Green Wall le pareti di verde verticale, veri e propri giardini murali allestiti sia in ambienti chiusi che all’aperto, che con la loro comparsa e rapida diffusione hanno stupito e affascinato più d’una persona. Impiegati anche in importanti e belle riqualificazioni di spazi a dimensione urbana hanno contribuito con la loro carica innovativa e il loro fascino ad accrescere il carattere iconico dell’intervento, a farle riconoscere come architetture ‘simbolo’ delle città che li ospitano, e sto pensando ad esempio al CaixaForum di Madrid, per citarne uno.
– È molto green migliorare l’isolamento termico degli edifici contribuendo al contenimento dei consumi energetici, non lo è affatto continuare ad avere scuole ed altre strutture pubbliche in cui in inverno a piano terra lottano coi pinguini per l’uso del lapis mentre all’ultimo piano sudano in canottiera ed infradito e tutti tappano gli spifferi con quello che hanno a disposizione.
– È green prestare attenzione a tutto il processo produttivo di un oggetto, dalla provenienza delle materie prime impiegate alle trasformazioni che subiscono (bilancio energetico, sostanze impiegate o liberate), all’impatto ambientale durante il loro ciclo di vita e poi in fase di dismissione.
– Non è green vendere un quadernino di carta riciclata imballato in un metro cubo di materiali misti e inseparabili.
– Insomma, per chiudere prendiamo un esempio-feticcio della recente deriva verde: il cartone non è ecologico per niente! Prodotto, trasportato, tagliato meccanicamente, stampato a solvente, plastificato, incollato stratificato, verniciato idrorepellente e spedito all’altro capo del mondo è … è molto carino, forse, ecco. Non certo ecologico.

Sara Mori

Sara Mori

Meglio appoggiarsi a qualcosa che non gira
Share.

Leave A Reply