La roulotte: casa viaggiante simbolo di libertà

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Benché le ‘4 mura’ siano tecnicamente definite beni immobili, il concetto di casa è legato a quello di viaggio dall’alba dei tempi.

Già agli albori delle civiltà il pastore nomade muoveva stagionalmente ‘baracca e burattini’ per inseguire pascoli ricchi e abbondanti. Questa poca stanzialità non ha però impedito di sviluppare modelli abitativi confortevoli, adeguati al clima, completamente spostabili e facilmente trasportabili; da quei tempi remoti è stata fatta tanta strada: a piedi, a cavallo, con carri, carrozze, slitte, cammelli, canoe. Ma sempre l’uomo, per scelta o per necessità, ha dovuto spostarsi nel modo più confortevole e efficace con i suoi beni al seguito.
Tanti fattori influiscono sui metodi, ma due su tutti hanno particolarmente peso: le motivazioni per cui si viaggia e i luoghi nei quali ci si sposta. C’è chi lo fa per un periodo o per uno scopo preciso, solitamente sono fenomeni lunghi e si svolgono in una direzione, ad esempio le grandi migrazioni legate alle guerre, alle carestie, ai cambiamenti climatici, oppure per una forma di ‘colonialismo’, tipo la forsennata corsa verso le fertili pianure dell’ovest nell’America del nord, iniziata alla fine del Settecento e proseguita per oltre un secolo. C’è poi chi ha fatto del nomadismo una forma di vita, praticata per motivi di tradizione storica e culturale, con una organizzazione sociale ed economica fluida, mantenendosi costantemente in movimento all’interno di un dato territorio.

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Se di tutti questi fenomeni proviamo a fare una raccolta mentale, probabilmente vedremo una serie di immagini diverse tra di loro ma chiare e ‘iconiche’: una rotonda yurta dei pastori delle steppe mongole con il suo tipico tetto ‘a cupola’, i carri di legno coperti, ruote grandi e struttura leggera, delle carovane di pionieri che attraversavano le praterie sotto la costante minaccia degli indiani e quindi i conici teepee di pelli di bufalo, le tende nere di filo di capra dei tuareg del Sahara o i beduini arabi, quasi dei tappeti appoggiati sulla sabbia rossa del deserto, i ‘carrozzoni’ dei gitani o del circo… e poi, chissà perché e per quali vie eccola che spunta: lei, la roulotte! La casa mobile per antonomasia.
Con il suo ingresso nelle nostre visioni si cambia radicalmente approccio, si passa dallo spostarsi per necessità o scelta all’idea della vacanza, del viaggio, ma con tutti i comfort! Pare che il primo esemplare ‘ufficiale’ di carrozza turistica costruita per i viaggi di piacere sia stata realizzata a fine ‘800 in Inghilterra, battezzata The Warderer, trainata da due cavalli, e fosse di uno scrittore vittoriano che nel solo primo viaggio percorse 1400 miglia attorno Londra, poi in Scozia e perfino oltremanica. Sicuramente questo non fu l’unico esperimento e infatti, già a metà del XIX secolo, gli anglosassoni, che sono grandi viaggiatori ed erano interessati a mantenere in vacanza lo stesso status e la stessa comodità domestica, vantavano caravan club con migliaia di iscritti. Dal dopoguerra l’avvento dell’automobile ha facilitato la diffusione e l’uso sistematico di rimorchi abitabili sempre più tecnologici sia nella struttura che negli allestimenti interni. Vera e propria casa mobile per le vacanze, è immediatamente fruibile durante le soste e lascia la possibilità di disporre dell’auto per esplorare i dintorni. Gadgettizzabile e personalizzabile sia negli interni che nelle propaggini esterne, dice molto dei proprietari anche al solo colpo d’occhio e per questo è stata anche, per qualcuno, uno status symbol.

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Veicolo per eccellenza delle vacanze itineranti, nel nostro paese ha però subito dagli anni novanta la concorrenza dei camper fino quasi a scomparire oppure a perdere completamente la sua vocazione migratoria per restare stanziale di anno in anno nella località di villeggiatura. In Europa invece è ancora molto utilizzata specie da tedeschi, austriaci e olandesi, quest’ultimi vera roccaforte ‘tradizionalista’, globetrotter immancabili nelle strade del vecchio continente: per quanto sia remota, sperduta e impervia da raggiungere sia la vostra meta, ne troverete sempre uno! Tendine optical o fantasia fiorita, bici e sdraio.
L’immagine della casa viaggiante, dalla chiocciolina disegnata dai bambini con porta, finestre e comignolo, alla fiaba fantastica e romantica densa di avventura tipo “Il castello errante di Howl”, agli esperimenti di roulotte per biciclette, agli arditi esercizi progettuali di designer e architetti, ai sogni di evasione un po’ di chiunque, pervade l’immaginario collettivo ed è quasi paradossale che in anni epici di auto utilitarie e strade indecenti (rispetto alla condizione viaria attuale) imperversassero in lungo e in largo vetture stracariche seguite da rimorchi di tutte le dimensioni, tinte e fatture, mentre adesso, nei giorni delle auto potenti e delle trazioni intelligenti, questo simbolo di libertà completamente accessoriata pare aver perso molto del suo fascino. Aspettiamo fiduciosi un suo glorioso ritorno.

Sara Mori

Sara Mori

Meglio appoggiarsi a qualcosa che non gira
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