Un coworking per artisti, il visionario progetto di Silvia Greco

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Empolese-valdelsa ‘Art friendly’, una visione che presto sarà realtà grazie alle ambizioni di Silvia Greco, che di professione fa l’artista e lavora già da tempo affinché in città presto ci sia uno spazio per accogliere talenti artistici, farli crescere e apprezzare dal pubblico.

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“In Italia il fermento è intenso e proviene dal basso. Tanti giovani si stanno dedicando a progetti di rigenerazione urbana attraverso imprese culturali, recuperano caserme, scuole, fabbriche, giardini abbandonati. Esperienze straordinarie nate tra artisti e cittadini, che danno la misura di quanto abbiamo voglia e siamo “pronti” ad accogliere arte e cultura nella nostra vita”, spiega Silvia. Il progetto è già oltre l’immaginato e sta diventando concreto. Silvia Greco ce lo racconta.

Qual è la tua “visione”?
“Vorrei aprire uno spazio per artisti, un coworking dedicato. È il mio sogno. Costruire un luogo vivo e vitale in cui arte e creatività siano fruibili. Un luogo che accolga talenti, giovani e meno giovani. Con alcune amiche abbiamo costituito un’associazione culturale che si chiama “Facto-Fabbrica Creativa Toscana“, per costruire un grande laboratorio condiviso, lo “Spazio”, che riduca la distanza tra cittadini e artisti e che favorisca la creazione di sinergie nuove e linguaggi contemporanei”.

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Come è nata la passione per l’arte?
“Fin da piccola. Quando fai arte il primo problema è il laboratorio dove sperimentare, ma anche il luogo in cui poter mostrare quello che fai e accogliere chi vuole vedere le tue opere. All’inizio dipingevo in una sorta di ripostiglio, e un caro amico mi ha permesso di esporre le mie cose”.

Raccontaci qualcosa di te.
“Ho studiato all’Accademia di Belle Arti. L’impatto, erano i primi anni ‘90, non è stato molto positivo. All’epoca non c’era il fermento culturale attivo e vitale di adesso. Decisi di interrompere gli studi e di fare qualcosa di più pratico. Mi sono dedicata al Visual merchandising e ho avuto l’opportunità di lavorare con grandi gruppi internazionali nel design e nel lusso, ma l’amore per l’arte è sempre rimasto dentro come un percorso non compiuto”.

Poi cosa è cambiato?
“Ho scoperto l’arte contemporanea. Ho ricominciato a dipingere astratto, volevo rappresentare l’energia che mi aveva mosso, prima cose piccole, e senza firma. Poi le opere sono diventate sempre più grandi e le mostre sempre più strutturate”.

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Come sarà questo spazio?
“Dopo tante ricerche lo abbiamo finalmente trovato. Ci sarà il coworking, la galleria espositiva, uno spazio esterno coperto adatto a scultori e ceramisti, un angolo relax e di ristoro. Faremo tante iniziative, mostre, laboratori, percorsi formativi, stiamo già lavorando per costruire un concorso per street artist. Qui nei luoghi in cui sono cresciuta e che amo di più, luoghi vergini in cui potersi inserire in un tessuto sociale che ha tanta voglia di iniziative di questo tipo. Sarà pronto per novembre”.

Le risorse per metterlo in piedi?
“Ce ne vogliono tante e io mi espongo in prima persona perché credo fortemente in questo progetto. Tra settembre e ottobre lanceremo una campagna di crowdfunding in rete. Credo molto nella forza della rete e nella voglia di costruire nuove realtà dal basso. Siamo inoltre in contatto con le amministrazioni comunali e stiamo cercando sponsor”.

Facto-Fabbrica Creativa Toscana

Susanna Bagnoli

Susanna Bagnoli

Sono una giornalista e addetta stampa. Mi sono occupata di comunicazione politica e istituzionale, oggi scrivo e collaboro con settimanali nazionali e testate regionali tra cui l’Empovaldo. Ho il pallino delle storie al femminile!
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