Sfere di cristallo, tarocchi, incantesimi… in una parola: magia!

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Sfere di cristallo, tarocchi, incantesimi, “Stupeficium!”, bacchette, oroscopi e portafortuna: questo mi viene in mente se do voce nella mia testa alla parola “magia”, ma basta qualche secondo in più di riflessione che la mia mente mi colleghi anche alla magia nascosta nella bellezza di uno sguardo, nel fascino di un incontro, nella meraviglia di un momento particolare.

Il termine “magia” è qualcosa che difficilmente si lascia incasellare in una definizione univoca, e forse parte dell’aurea di mistero che l’avvolge sta proprio in questo, come se in qualche modo eludesse la prima delle trappole che le vengono tese, cioè l’imbroglio delle parole di cui caratterizza appunto nello stesso tempo sia l’artificio che l’efficacia. Fin dai tempi più antichi l’aspirante mago riceveva “visioni” che gli consentivano un contatto col divino, una forma di sapienza che corrisponde a un “vedere” particolare, per pochi, quasi fosse una forma d’estasi e non a caso i maghi sono stati definiti spesso anche “pazzi”, ovvero capaci di accedere a quella follia che donava loro visioni divine. Dal mio punto di vista la magia continua a svolgere la funzione storica di categoria attraverso cui, delimitando ciò che è «altro», ciò che fa parte di una zona grigia o non è approvato ufficialmente, aiuta a definire o a sfidare i caratteri fondamentali della società moderna e della cultura occidentale, in primis andando ad attaccare il concetto stesso di ‘modernità’.
La magia fa dunque nascere dubbi e sfide in chi ne sente parlare e penso che questi temi siano da accogliere positivamente perché portano alla ricerca e alla crescita della consapevolezza, sempre. Io non so cosa sia davvero la magia di preciso, ma so che inizia sempre quando non te ne vuoi più andare, dai luoghi, dai pensieri, dalle persone: quella si è magia vera!

Nella bisaccia di DICEMBRE-GENNAIO troverete qualche spunto di riflessione con:

CANZONE: “A kind of magic” dei Queen. Le parole raccontano che è “una specie di magia / non c’è altro / Un sogno, un’anima, un premio / Uno scopo, un cenno dorato di ciò che dovrebbe essere
È una specie di magia / Un raggio di luce che mostra la via”. Questa canzone ci accompagna in un viaggio onirico intriso da una sorta di magia che desidera trovare la pace, oltre i limiti del tempo e del corpo emotivo di ogni uomo. Surreale ed enigmatica come il film per cui era stata scritta “Highlander – l’ultimo immortale”… cosa c’è di più magico di un uomo che non muore mai?

PIETRA DA PORTARE CON SÈ: Ametista. Induce sogni divinatori e aumenta la sensibilità sia se portata addosso, sia se posta sotto il cuscino. Un geode di ametista può essere usato per purificare e potenziare le altre pietre poste al suo interno. L’ametista si collega al settimo chakra ed è fortemente consigliata durante le meditazioni. Porta pace e serenità.

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FILM: “Parole magiche – la vita di J.F. Rowling”, 2011, di Paul A. Kaufman. ll film racconta la storia autobiografica dell’autrice di Harry Potter in una vita trascorsa nel segno della creatività, affollata da personaggi fantastici che hanno ispirato il fenomeno letterario, costretta ad affrontare avvenimenti dolorosi e difficili che solo una magia interiore può aiutarci a superare.

FIORE DI BACH: Oggi non vi parlerò di un fiore in particolare, ma del fatto che spesso i fiori di Bach sono stati definiti “magici”. Edward Bach voleva trattare la disarmonia nell’anima causata da stati emotivi negativi attraverso le energie vibrazionali dei fiori per portare armonia e guarigione senza pericoli di sovradosaggio, di effetti collaterali ed incompatibilità con altre terapie e voleva inoltre creare una “terapia” che fosse alla portata di tutti e che tutti potessero usare anche per guarire se stessi, senza interventi da parte di medici o psicologi. Nei suoi appunti, Bach sosteneva che le essenze (integrando delle virtù particolari di cui la persona ha bisogno in un determinato momento) innalzassero le nostre vibrazioni aprendo un canale di chiara comunicazione con il Sè Superiore e portando pace e sollievo alla personalità. Egli sosteneva che la loro efficacia non si basa sull’attaccare la malattia, bensì sull’aumentato apporto di energie cosmiche, alla presenza delle quali, la malattia/disturbo tende poi a scomparire. Bach credeva inoltre fermamente che la vera guarigione non potesse avere luogo senza che la persona cambiasse il modo di vedere le cose e raggiungesse pace e felicità interiori. Questi rimedi vibrazionali sembrano agire principalmente sul nostro sistema energetico e lentamente ristabiliscono l’equilibrio perduto. Poichè i rimedi floreali agiscono su stati mentali ed emotivi, si accompagnano perfettamente ad ogni terapia o disciplina che promuova consapevolezza e conoscenza di se stessi. Concetti decisamente “corposi” anche oggi, figuriamoci negli anni ’30.

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LETTURA: L’Alchimista “di Paulo Coelho. Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. L’ Alchimista è la storia di una iniziazione, di cui ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l’Anima del Mondo, l’Amore e il Linguaggio Universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua Leggenda Personale. Il fine ultimo è il raggiungimento di una concordanza totale con il mondo, grazie alla comprensione di quei “segni”, di quei segreti che è possibile captare solo riscoprendo un Linguaggio Universale fatto di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato.

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IMMAGINE: “Medieval moonlight”. L’autore del quadro, Rob Gonsalves, artista canadese contemporaneo, si considera un esponente della corrente artistica detta “Realismo magico”, basato su tecniche di prospettiva e costruzioni immaginarie. Come si può notare dalle sue opere, Salvador Dalì e René Magritte hanno dato un contributo notevole alla sua formazione artistica. Gonsalves inietta un senso di magia nelle scene realistiche. In tutti i suoi quadri la normalità appare solo per mutare e diventare qualcos’altro.magia Sfere di cristallo, tarocchi, incantesimi... in una parola: magia! Gonsalves MedievalMoonlight

 

 

Samantha Peroni

Samantha Peroni

"La vita è come un'eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii". James Joyce
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