Prospettive

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Se penso ai miei ricordi di storia dell’arte del liceo, mi torna in mente che la definizione düreriana di “Perspectiva” si rifà al significato di un “vedere attraverso” l’intero, che si tratti di un quadro o del mondo, di un intero che si presenta davanti ai nostri occhi e trasforma la prospettiva che diviene, così, una finestra attraverso cui osservare quello che ci appare.

Il punto di vista cambia e assume visioni e significati diversi, conseguentemente, a seconda del punto in cui ci posizioniamo. Una struttura di questo genere, soggiogata a precise regole matematiche, risulta quasi in antinomia rispetto alla percezione dello spazio che hanno i nostri due occhi, in continuo movimento, sulle cui retine, concave, e non piane, vengono proiettate le immagini. Mi ricordo che la costruzione prospettica piana, infatti, è legata al sentire lo spazio, e al rappresentarlo, in un modo particolare, tra i tanti possibili, e il nostro rifarci continuamente a essa è solo un’abitudine, un condizionamento acquisito. Per questo, qualche articolo fa, mi rifacevo al testo della canzone di Jarabe de Palo scrivendo: “Da che punto guardi il mondo tutto dipende”.
Parallelamente esistono davvero moltissimi modi di portare uno sguardo diverso nelle nostre vite: a volte semplicemente cambiando qualche piccola abitudine, modificando l’ordine delle nostre priorità al risveglio, ad esempio, o dei mobili della nostra casa, allo smettere di lavorare prima del solito, al ritagliarci tassativamente qualche ora per noi, cambiando prima di tutto il modo di percepire noi stessi. Non grandi cambiamenti che potrebbero preoccupare il nostro censore interno e fermarci, anche inconsciamente, solo piccoli cambi di rotta che sulla lunga distanza portano, però, a risultati inaspettati.
Il vantaggio di saper decidere come inquadrare e vedere da più punti di vista gli eventi che ci coinvolgono direttamente fornisce più scelte. Avere la possibilità di scegliere tra più opzioni significa possedere una maggiore flessibilità mentale, cosa che porta ad una maggiore capacità di influenzare l’esito di ogni situazione.

Nella bisaccia di SETTEMBRE/OTTOBRE troverete qualche spunto di riflessione con:

CANZONE: “Ti è mai successo” dei Negramaro. A chi non è mai capitato di essere con i piedi a terra, ma con la testa da tutt’altra parte e sentire l’anima alleggerirsi tanto da allontanarsi dal proprio corpo e sentire che l’immaginazione non ha più limiti. E all’improvviso accorgersi che sei in un mondo nuovo, senza regole, in cui è tutto da reinventare. Mi piace poi quest’immagine: avere i piedi a terra e la testa in aria, in un continuo cambio di prospettive.

 

PIETRA DA PORTARE CON SÈ: KUNZITE . È la pietra perfetta per chi ogni tanto non riesce proprio a resistere al mare delle emozioni. Vive sul momento. A livello cromoterapico è collegata al chakra del cuore, dal punto di vista della struttura cristallina al terzo occhio. Se da una parte quindi mantiene aperto il cuore, dall’altra fa si che vi sia un maggior intuito da parte del suo proprietario. La kunzite favorisce anche la riflessione, portandovi sia a valutare quelle che sono le vostre reali esigenze, sia quelle degli altri. È importante, infatti, non calpestare sentimenti e aspettative altrui ma piuttosto comprenderli e capire se esiste un punto d’incontro. Secondo alcuni è utile anche per contrastare gli stati depressivi. In pratica, è il ponte che collega l’intuito alla razionalità.

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FILM: “L’attimo fuggente”, Peter Weir, 1989.
“Perché sono salito quassù? Chi indovina?
Per sentirsi alto.
No […]. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.”

Indimenticabile professore Keating… Spesso ci interroghiamo sul vero significato dell’esistenza. Rendere intensa e sensata la vita è un bisogno che l’uomo cerca di soddisfare da sempre. Una battaglia simbolica, fatta di idee, pensieri e azioni impegna l’essere umano, che cerca di sfruttare il tempo che gli è concesso per realizzare i propri desideri, affermarsi nel mondo, superando le incertezze della vita, imparando a cambiare prospettiva.

 

 

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FIORE DI BACH: ROCK WATER. È l’unico fiore di Bach a non avere origine vegetale, difatti è costituito solamente da acqua di fonte ed è annoverato tra i rimedi di Bach in quanto l’acqua è indispensabile per vivere. Dona a chi ha ideali ossessivi una nuova mobilità d’animo e la gioia di vivere. Aiuta a perseguire ideali ben determinati e di godere delle gioie della vita, attraverso una flessibilità mentale e spirituale piu ampia. Anche a livello fisico aiuta a lenire i problemi fisici, come irrigidimento della colonna vertebrale, tensioni muscolari o reumatismi, derivati da un “irrigidimento spirituale”. Il tipo rock water è colui che eticamente e moralizzante sa con chiarezza il giusto e lo sbagliato. La vita è strutturata secondo gli ideali prefissati. E’ colui che fa tutto ciò che è possibile per essere fisicamente e spiritualmente in forma, anche se rimane comunque insoddisfatto, talmente perfezionista da rimanere spesso isolato dagli altri e ha bisogno di cambiare prospettiva.

 

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LETTURA:IL PROFETA”, di Kahlil Gibran, 2013, ed. Feltrinelli. Racconta la storia di un uomo che lascia un’isola. Sembra semplice, e si potrebbe leggere facilmente tutto d’un fiato, ecco … si potrebbe. Idealmente, passerete giorni a riflettere sul significato di ogni paragrafo, il senso delle parole girerà nella vostra testa in continuazione. Io credo, davvero, che se ognuno di noi si fermasse per tre giorni per leggere questo libro, il mondo sarebbe un posto diverso e meraviglioso.

 

 

 

IMMAGINE: No title, Zebrating art. La street-art riesce a volte a raggiungere i luoghi più insoliti della città.
Una coppia di artisti, conosciuti come “Zebrating“, sta imperversando per molte città tedesche con vernici spray con l’intento di ravvivare il grigiore cittadino.
La particolarità di questo duo è quella di dipingere sulle ringhiere, sui cancelli e sulle tettoie, riuscendo a realizzare graffiti a scomparsa in grado di creare fantastiche illusioni ottiche, solo con l’uso di vernice spray e colla. Mi ha colpito particolarmente, perchè la loro arte dipende molto dalla prospettiva: ogni pezzo di una singola immagine è distanziato e visibile solo preso da un punto di vista fisso, dimostrando di essere un tesoro nascosto per chi ha gli occhi acuti. Le rappresentazioni di figure umane sono incredibilmente realistiche se si considera la difficoltà di dipingere su una “tela” distanziata e pubblica. Le loro opere sono anamorfiche : l’anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui un’immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, rendendo il soggetto originale riconoscibile solamente guardando l’immagine da una posizione precisa, così … pur essendo allo scoperto per chiunque prenda atto del loro lavoro, è piuttosto facile perdere l’immagine nell’intero se non si presta attenzione a ciò che ci circonda. In un certo senso, la loro arte è un promemoria per tenere gli occhi aperti e imparare a comprendere non solo l’ambiente che ci circonda, ma anche le persone che lo vivono. C’è molto mondo da apprezzare e imparare.
Per la nostra arte dovete cambiare il vostro punto di vista, e fare qualche passo indietro per vedere bene.” (Zebrating Art)

foto by: http://christian-dammert.com/

Gepostet von Zebrating-Art am Donnerstag, 26. Mai 2016

Samantha Peroni

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"La vita è come un'eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii". James Joyce
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