L’insondabile mistero dell’amore

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Bisogna esser cauti nel parlar d’amore, troppe illazioni, troppe banalità l’accompagnano ormai da tempo, eppure c’è qualcosa di insondabile che dà corpo ancora a mille aspettative su questo termine.

A tal proposito mi piace tantissimo una leggenda orientale nata da un’antica storia cinese che poi si è diffusa e radicata anche in Giappone secondo cui ogni individuo porta, sin dalla nascita, un filo rosso stretto intorno al mignolo della mano sinistra che lo tiene connesso in modo indissolubile alla propria anima gemella. Questo filo è speciale perché ha diverse peculiarità: è lunghissimo, indistruttibile, invisibile e serve a tenere unite due persone destinate prima o poi ad incontrarsi e a stare insieme per sempre. A volte può succedere che, per la sua lunghezza, il filo possa aggrovigliarsi e quindi creare non pochi problemi, difficoltà o contrattempi a due persone prima che possano ricongiungersi l’uno all’altra, ma è certo che loro resteranno comunque uniti e legati nel cuore e nell’anima, qualsiasi sia l’ostacolo. Sempre secondo la leggenda, questo incontro non solo è possibile, ma addirittura inevitabile, perché nel cuore e nell’anima le due persone sono già unite, anche senza che sia loro noto e per questo motivo tendono a cercarsi, esattamente come Aristofane narra nel Simposio il mito delle due metà della stessa mela, in un tempo dove gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne. Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due e da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione.

Ai giorni nostri, invece, la “teoria triangolare dell’amore”, postulata da Robert Sternberg vede l’amore come il risultato di tre componenti specifiche: Intimità, Passione e Decisione/Impegno, collocabili metaforicamente ai vertici di un triangolo. Lo psicologo statunitense definisce la “Passione” come il desiderio sessuale o romantico di grande intensità, accompagnato da una forte tendenza a cercare l’unione fisica e/o emotiva con l’altro. L’ “Intimità” corrisponde alla conoscenza dell’altro e alla fiducia in ciò che è, in ciò che fa e in ciò che prova, dando luogo a vicinanza e preoccupazione per il suo benessere, una necessità di vicinanza e di scoperta continua. Mentre con i concetti di “Decisione o impegno” intende la volontà di mantenere il legame e il sentimento di responsabilità verso l’altro, anche nel superare le avversità e perservare nell’affetto. Basandosi su questa triade di elementi, Sternberg propone l’idea, e in un certo senso anche la “ricetta”, che esistano sette modi diversi di amare, a seconda di come appare e si manifesta ognuno di questi tre ingredienti, che, amalgamati nella giusta quantità e inseriti all’interno di relazioni amorose, siano in grado di generare dalla semplice “simpatia” fino all’”amore perfetto”.

Ma nel caso siate molto pragmatici e poco teorici, sappiate che studi scientifici recenti hanno testato che i baci veri aiutano in modo concreto le persone a scegliere il proprio partner e a mantenerlo. In una ricerca condotta da Wlodarski & Dunbar nel 2013, gli individui intervistati reputavano il baciare un momento fondamentale nella relazione di coppia, dove entrambi i sessi consideravano il bacio un buon indizio per testare il nuovo partner. Il baciare, inoltre, ha anche un ruolo fondamentale nel mantenimento della relazione: esiste una notevole correlazione tra il tempo trascorso a baciarsi tra le coppie di lunga durata e la qualità della loro relazione. Concludendo, non sappiamo se gli incontri amorosi possano essere guidati dal destino o se le anime cerchino di incontrarsi di nuovo dopo essersi conosciute durante le vite precedenti, possiamo sicuramente credere in ciò che vogliamo, ma non possiamo negare che l’amore tra due persone, quando nasce, resta sempre un miracolo e un prezioso mistero.

Nella bisaccia di MARZO trovate qualche spunto di riflessione con:

CANZONE: “Quando nasce un amore” di Anna Oxa. Il testo parla delle meraviglie di un amore appena sbocciato e della felicità dell’innamoramento così come “un universo che si svela”. L’inizio del brano è quasi un sussurro in punta di piedi, calza il paragone con il sentimento dell’amore che, come un bambino, va cresciuto giorno per giorno, fino ad arrivare all’amore vissuto in modo passionale e irrefrenabile che, al pari di una droga, travolge e non permette di fermarsi. “Ti fa bene, ti piace questa voglia di dare, e ti senti capace, non ti vuoi più fermare come un fiume alla foce che si getta nel mare, quando nasce un amore…un amore”.

 

PIETRA DA PORTARE CON SE’: Quarzo Rosa. Secondo una leggenda orientale invece, due giovani innamorati ma di casta sociale diversa, erano costretti a incontrarsi di nascosto e ogni volta il ragazzo portava in dono all’amata una rosa bianca. La storia finì in tragedia, quando il padre di lei scoprì la relazione, li uccise. La rosa che tenevano tra le mani divenne pietra, trasformandosi nel quarzo rosa. Collegata al chakra del cuore, è una pietra che favorisce la dolcezza, la tenerezza e l’amore, apre il nostro cuore a tutto ciò che è bello, attrae amore, benevolenza, riscalda chi soffre di carenze affettive e favorisce relazioni felici.

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ANIMAZIONE: Tra le moltissime scelte che mi vengono in mente, vi propongo “Paperman”, un corto d’animazione della Disney diretto da John Kahrs , 2012. È la rivisitazione della leggenda del filo rosso in una Manhattan degli anni ’40. Investite 5 minuti del vostro tempo per guardare qualcosa che riesce ancora a far sognare.

FIORE DI BACH: “Star of Bethlehem”, è uno dei rimedi più importanti del sistema di Bach e agisce donando calma ed equilibrio a chi viene travolto dal turbine dei traumi esistenziali, in primis quelli di cuore. La geometria dei fiori aiuta a ristrutturare la propria vita quando viene distrutta, devastata dallo shock. 4 gocce almeno 4 volte al giorno portano sollievo, sbloccano le energie stagnanti, riescono a far fluire le emozioni e far affrontare il dolore senza reprimerlo a chi specialmente rifiuta il conforto dagli altri.

UNA STORIA DA ASCOLTARE: Si dice spesso che l’amore sia cieco o che l’amore sia folle …perché? Da cosa nascono queste espressioni?
Una storia senza tempo per spiegarvi questi binomi inscindibili.

POESIA: “Sonetto XVII” di Pablo Neruda, la mia preferita!
Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

IMMAGINE: “Heart“, 1988, Keit Haring. Non è difficile notare in queste figure la visione dell’amore dell’artista che non vede differenze di sesso, razza e ogni tipo di barriera: raffigura due figure antropomorfe di cui non è possibile prescinderne il sesso, che danzano sulle note dell’amore, quell’amore raffigurato alle loro spalle da un grande cuore rosso pulsante.

Samantha Peroni

Samantha Peroni

"La vita è come un'eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii". James Joyce
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