Kintsugi, le fratture possono diventare trame preziose se si ha la pazienza di ricomporle

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Il 22 aprile è stata la “Giornata mondiale della Terra”, un avvenimento educativo e informativo a livello globale per valutare le problematiche del pianeta e promuovere soluzioni che permettano la conservazione della nostra esistenza in armonia con la Natura.

Green - markus spiske kintsugi Kintsugi, le fratture possono diventare trame preziose se si ha la pazienza di ricomporle Green markus spiske

La maggiore sensibilità nei confronti delle esigenze dell’ambiente dovrebbe riflettersi nelle questioni più quotidiane per avere un valore concreto. Ognuno di noi è chiamato ad adottare dei semplici comportamenti ecologici, affinché l’impatto ambientale del suo vivere si riduca il più possibile. Riciclare è sicuramente una pratica eco-friendly.
Personalmente mi è sempre piaciuto riciclare oggetti, trasformarli manualmente, spesso cambiando loro anche destinazione d’uso. Ho concentrato nella mia casa diverse soluzioni d’arredo personalizzate, originali, che hanno espresso via via il bisogno di creatività, manualità e sicuramente la necessità di economizzare sulle spese, ma senza rinunciare a decorare il mio “nido”, permettendomi, inoltre, di esprimere una parte di me. Come? Cambiando prospettiva!
Ho sempre considerato questa mia passione come una “green teraphy”: ecologica, economica, easy ed emotivamente appagante, a tratti decisamente anticonformista, poiché spesso si trasforma in una sfida personale nel non arrendersi al primo impatto visivo, nel non demordere, né dar credito ai consigli buonisti di chi in quell’oggetto vede solo qualcosa da scartare; così ho iniziato a scoprire e sperimentare il Kintsugi.

Mishima-kintsugi kintsugi Kintsugi, le fratture possono diventare trame preziose se si ha la pazienza di ricomporle Tea bowl Korea Joseon dynasty 16th century AD Mishima hakeme type buncheong ware stoneware with white engobe and translucent greenish gray glaze gold lacquer   Ethnological Museum Berlin   DSC02061

Kintsugi” è un termine giapponese che tradotto letteralmente significa “riparare con l’oro” ed esprime una pratica con cui, attraverso l’uso di un materiale prezioso, come l’oro o l’argento liquido, un oggetto rotto viene riassemblato. Ogni riparazione porta alla nascita di un oggetto che si caratterizza per essere unico e irripetibile. Metaforicamente parlando, la filosofia del Kintsugi esprime il concetto di come sia possibile risanare una ferita anche nelle persone, non solo nelle cose, portando l’individuo a ritrovare una forma di bellezza e consapevolezza superiore che integra il vissuto nella sua completezza e lo sublima, rendendolo una persona nuova e più evoluta, meravigliosamente unica, poiché unici sono i segni che porta con sé, unica è la storia che lo ha segnato, uniche sono le cicatrici che porta addosso.

Questo pensiero mi affascina moltissimo perché simbolicamente è molto forte: non si deve per forza buttare ciò che si rompe, la rottura non rappresenta più solo la fine di qualcosa, ma apre ad alternative e possibilità nuove. Non solo è possibile recuperare, ma le fratture possono diventare trame preziose se si ha la pazienza, il tempo e il desiderio di ricomporle, perché “d’oro” è l’esperienza che ne abbiamo tratto. Serve solo una presa di coscienza. Noi definiremmo “Resilienza” questo Kintsugi. Non spreco, dunque, ma riutilizzo, questa è un focus che va assolutamente perseguito quando si parla di #green ed è necessario all’avvio di un’azione corale per poter cambiare le cose e creare delle relazioni positive con l’ambiente che ci circonda. Sentirsi “parte del tutto” è una delle sensazioni più serene e più #green che vi auguro possiate provare!

Nella bisaccia di maggio troverete qualche spunto di riflessione con:

PIETRA da portare con sé: MALACHITE, assolutamente green! Aiuta la creatività, favorisce lo sviluppo dell’intuito ed è collegata al cuore, sia da un punto di vista fisico che emotivo. La malachite ha una fortissima energia che risulta molto efficace per la protezione psichica e incentiva a modificare la propria esperienza. È una pietra a base di rame, dunque è collegata all’elemento fuoco: un fatto abbastanza raro nei minerali verdi. Stimola l’energia del chakra del plesso solare ed è proprio per questo che risulta collegata alla volontà e alla trasformazione. È utile anche per migliorare la propria creatività, quindi a scovare soluzioni ai problemi che si presentano quotidianamente.

FILM: “I nostri figli ci accuseranno. Questo non deve accadere”, 2009, diretto da Jean-Paul Jaud. Il film inizia durante un simposio di medicina internazionale tenutosi all’Unesco a Parigi, i dati forniti sono allarmanti: ogni anno in Europa muoiono oltre centomila bambini per malattie causate dall’ambiente. Il 70% dei malati di cancro è in qualche modo legato a cause ambientali, di cui il 30% all’inquinamento dell’aria e il 40% all’alimentazione. A fronte di queste notizie un sindaco di un piccolo paese nella regione della Charentes decide di introdurre il cibo biologico nella mensa scolastica. E inizia un percorso di consapevolezza per fare in modo che i nostri figli non ci accusino un domani. I bambini di Barjac imparano a gustare nuovi sapori, più naturali e più nutrienti, e imparano anche come crescono le verdure praticando loro stessi la coltivazione degli ortaggi in un orto della scuola. Per non parlare della consapevolezza e del rispetto verso la natura che ne derivano.

POESIA: Una poesia dolcissima che è omaggio all’insegnamento costante che la Natura impartisce ogni giorno a chi la sa ascoltare. GLI ALBERI di Sandrino Aquilani

Gli alberi
non vogliono il loro nome
scritto nel cielo
non vogliono cantare
poesie d’amore
non amano illuminarsi
nelle notti buie
non trattengono per sé
i frutti
e neppure le foglie.
Si fanno accarezzare
dal vento
riscaldare dal sole
dissetare dalla pioggia
vestire dalla primavera
vivono
guardandosi intorno
in silenzio
e in questo silenzio
è il loro gran parlare…
agli uomini
alla terra
di uguaglianza
di Pace
e non di guerra.

La poesia recitata da Arnoldo Foà.

IMMAGINE: “L’imperatore Rodolfo II in veste di Vertumno”, 1591, G. Arcimboldo. Caratteristico della mentalità arcimboldiana è il desiderio di scoprire le relazioni presenti tra macrocosmo e microcosmo e di interpretarle secondo la propria capacità inventiva creando qualcosa di assolutamente unico ed originale. Arcimboldo utilizzò fiori e piante, con i loro molteplici significati, per arrivare finalmente fusi, e non letti nella loro singolarità iconografica a parlare dell’anima umana attraverso la pittura, per far capire come la morte essenzialmente non esista per noi tutti, in quanto figli di un’unica madre che non sa morire. Una madre chiamata Natura, che alchemicamente compresa, rivela la sua vera essenza immortale a tutti coloro che riescono a ripensare, a ripensarsi come l’ultimo dei suoi atti creanti. A prima vista, le stravaganti invenzioni di Arcimboldo sembrano frutto di un gioco raffinato e virtuosistico, ma non si tratta affatto di un elaborato passatempo per intellettuali: i ritratti di Arcimboldo rivelano aspetti ben più profondi e in linea con il greenstyle moderno.

TESTO E MUSICA: “Heal the world” “salva il mondo, rendilo un posto migliore” che altro aggiungere? di Michael Jackson che si può vedere e ascoltare qui

LETTURA: “Coltivare l’intelligenza emotiva, come educare all’ecologia”, di Daniel Goleman, Lisa Bennett e Zenobia Barlow, 2017, Tlön edizioni. L’uomo mette in relazione l’intelligenza con il raziocinio e il raziocinio con la mente, sede dei pensieri. “Essere intelligente” non è una prerogativa solamente intellettiva, la Tesis, ovvero l’intelligenza razionale, può sposarsi con un altro tipo di intelligenza: quella emozionale ed emotiva, la Metis, che completa e integra l’intelligenza. Per intelligenza emotiva si intende la capacità di saper controllare a seconda delle occasioni e degli eventi la parte più intuitiva e irrazionale di noi stessi, saperla usare a proprio vantaggio nell’interazione con gli altri per creare ambienti favorevoli alla percettività sociale, alla collaborazione e al benessere di chi vi partecipa. Da qui nasce l’educazione all’ecologia che ci propone Goleman.

CURIOSITÀ: Abbracciare alberi fa sentire meglio! Ecco il consiglio di base della silvoterapia dove la tecnica è molto semplice: si appoggia la schiena al tronco, si sistema il palmo della mano destra sul plesso solare che corrisponde alla bocca dello stomaco e il dorso della sinistra a contatto con i reni. In questa posizione, si fanno respiri lenti e profondi per venti minuti circa. E’ un’antichissima arte celtica che aiuta a ritrovare l’equilibrio sfruttando l’energia positiva delle piante. Provateci!

Samantha Peroni

Samantha Peroni

"La vita è come un'eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii". James Joyce
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