Concentrare l’energia interiore su qualcosa per attrarla a noi

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Camminando per tornare a casa mi soffermo ad osservare il disegno che incontro sotto ai miei piedi: è un’anamorfosi segnaletica.

Sembra una parola complicata, ma in realtà l’anamorfosi non è altro che un’immagine fortemente distorta che acquista forma e significato solo quando chi l’osserva si dispone in una particolare posizione molto inclinata rispetto al suo piano.
Questo mi fa riflettere su come tutta la nostra esperienza visiva sia intrinsecamente ambigua: perché ciò che vediamo da un qualsiasi punto di osservazione è solo la proiezione di una classe infinita di oggetti. Spiegare come mai il nostro sistema percettivo “scelga” quella data interpretazione tra le possibili che una certa configurazione di luce offre è ancora un mistero oggetto di indagine. La visione cambia, il nostro mondo assume un’altra prospettiva se si osserva l’anamorfosi dal punto di proiezione. Di conseguenza anche la prospettiva non è affatto un metodo per ritrarre la “realtà così com’è”, ma solo per “mappare” cosa si vede da un dato punto di osservazione: entrano in gioco una serie di processi, alcuni dei quali sono predisposti prima e indipendentemente dalla stimolazione stessa e altri vengono modellati solo successivamente e dipendono dall’ambiente culturale in cui viviamo.

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Soroush Karimi

Secondo Hume questa è la base della teoria dell’induzione, ma secondo me presenta diverse assonanze anche con la “Legge di attrazione” che spiega come il pensiero influenzi la realtà e, consapevoli o meno, attiriamo ciò che siamo o pensiamo.
A seconda del punto di vista da cui guardiamo qualcosa siamo più o meno in grado di esercitare una forza d’attrazione nei suoi confronti, semplicemente. Questo non significa che tutto dipende da noi, perché interagiamo continuamente con altre persone, altri esseri viventi e non che a loro volta influenzano il mondo circostante. Il nostro corpo è energia, così come ogni cosa che ci circonda e così come anche i nostri pensieri e le nostre emozioni. L’unica cosa che ci fa avere una percezione differente della densità e pesantezza delle cose e di noi stessi è la diversa velocità di vibrazione delle particelle. Queste vibrazioni hanno una frequenza, esattamente come quella di una stazione radio, che è composta dai nostri pensieri consci e inconsci, dai nostri ricordi, dalle memorie inconsce nostre, dei nostri parenti, dei nostri antenati, e di persone a noi collegate, dai traumi vissuti, dalle preferenze acquisite e dalle paure che abbiamo.

Mi rendo conto che, soprattutto quando si parla di esperienze negative o dolorose, è difficile accettare di esserne i responsabili. Ma se la nostra attenzione interiore ed energia sono concentrate su qualcosa, anche involontariamente, questa viene attratta nella realtà fisica, così come diventiamo un magnete per quello di cui abbiamo paura o che ci preoccupa, perché i pensieri e le emozioni negative hanno una vibrazione più pesante rispetto a quelli positivi, quindi la loro capacità di condensarsi e collassare nella materia è più attiva rispetto a quelli positivi che, per natura, sono più leggeri. Guardiamoci intorno: tutto quello che ci circonda se non facesse parte del nostro inconscio, non potrebbe nemmeno far parte della nostra vita! Chiaramente, nel momento in cui iniziamo a comprendere la legge di attrazione, possiamo decidere se esserne consapevoli o ignorarla: resterà attiva comunque.

Quindi, alla luce di quanto compreso a questo punto dovremmo iniziare a:
– Ripulirci il più possibile di pensieri, emozioni, memorie e traumi che tratteniamo nell’inconscio.
– Concentrarci intenzionalmente solo su quello che amiamo o che ci piace.
– Guardare solo gli aspetti positivi di cose, situazioni e persone.
– Scegliere sempre coscientemente pensieri, azioni, persone e parole.
– Scegliere sempre l’interpretazione positiva di ogni evento.

Tutto questo crea la nostra realtà.
Anche le persone con cui passiamo il tempo influenzano le nostre vibrazioni, se stiamo con persone negative o con persone che non ci apprezzano o addirittura ci denigrano, le loro proiezioni su di noi influenzano quello che attraiamo.

Guardiamoci, allora, dal giusto punto di vista!

Nella bisaccia di SETTEMBRE trovate qualche spunto di riflessione con:

FILM: “A prima vista“ (1999) di Irwin Winkler. Il film affronta una vicenda reale attraverso una metafora: “gli occhi possono non bastare per comprendere la realtà”, descrivendo ed enfatizzando gli aspetti drammatici, lo sgomento e la paura di Virgil, il protagonista, nel percepire per la prima volta sensazioni misteriose e sconosciute, cui non è in grado di attribuire un significato. Si apre l’accesso a una nuova vision, ma nel tormentato travaglio di un uomo che acquista la vista e poi la riperde, dove la distanza che separa il vedere dal “saper vedere” può risultare incolmabile. Virgil, da cieco, aveva vissuto una vita metodica ma normale; nel breve periodo in cui aveva ripreso a vederci era stato enormemente penalizzato dalla visione di una realtà caotica e incomprensibile. In pratica solo da vedente Virgil aveva vissuto realmente da handicappato.

CANZONE: “Occidentali’s Karma” di F. Gabbani, tra riferimenti filosofici, giochi di parole e immagini bizzarre, il contenuto della canzone indaga le nostre abitudini quotidiane, sempre in bilico tra l’essere e l’apparire, scimmiottando la filosofia orientale nel tentativo di trovare la stessa serenità interiore, ma spesso con modalità superficiali e frettolose.

PIETRA: Occhio di falco. È un cristallo molto energetico e potente, lavora sul 1° e sul 5° chakra. Fa vedere la realtà da un punto di vista superiore, come dagli occhi di un falco che vola alto. Permette quindi di valutare gli eventi della vita da un’altra prospettiva e di percepirli come parte di una realtà più ampia. Ci insegna ad osservare ed a trarre insegnamento dalla realtà che ci circonda e di cui ci circondiamo. Utilissimo se si sta seguendo un percorso di crescita spirituale; stimola la vista preservando da miopia, affaticamenti e ferite agli occhi, infiammazioni della cornea. Protegge dai raggi del computer, combatte emicrania e forti mal di testa.

IMMAGINE: Hans Holbein, “Gli ambasciatori”, (1533). Il dipinto deve la sua fama soprattutto per una figura posta in basso al centro, apparentemente informe: solo posizionandosi sul lato destro del quadro a una certa distanza, si svela per ciò che è: un teschio tridimensionale. Questo effetto ottico, chiamato anamorfosi, consiste nel proiettare un’immagine sul piano in modo distorto, dove il soggetto si rende riconoscibile soltanto se guardato da un punto preciso. L’uso dell’anamorfismo risale al Rinascimento, ed è stata usata per nascondere significati simbolici nelle opere d’arte. Qui, infatti, il teschio è una simbolica allusione al trionfo finale della morte su tutte le attività umane, richiamate con la raffigurazione di strumenti della scienza e dell’arte.
Qr code a fianco

LETTURA: “La profezia di Celestino“, di James Redfield. La profezia di Celestino è un racconto che intreccia parabola e avventura per offrire un proprio percorso d’iniziazione. Un antico manoscritto, contenente nove chiavi per interpretare l’esistenza, viene scoperto e diviene oggetto di studi e di ricerche. Una volta trovate e comprese tutte e nove le chiavi, si avrà una nuova visione della vita e di come sia possibile salvare la sua bellezza. Il libro è narrato in prima persona e parla del proprio risveglio spirituale, della sua ricerca attraverso un periodo di transizione della propria vita.

ESERCIZIO PER PULIRE IL SUBCONSCIO: visualizzate il vostro subconscio come una stanza molto grande nella quale si trovano migliaia di pensieri, tutto ciò che avete pensato ogni secondo della vostra vita, perché è difficile per gli umani fermare i pensieri. Cercate di camminare in questo luogo e di riconoscere alcuni dei vostri pensieri. Quando riconoscerete alcuni di essi, cercherete di inviare tutta la Luce e tutto l’Amore del vostro sole interiore per illuminare, per trasformare, per trascendere tutto ciò che vi accorgerete non essere luminoso. Incontrerete della sofferenza, incontrerete delle paure, incontrerete della tristezza; immaginate che tutto questo si trovi sopra alcuni ripiani, e per chi è metodico, ben etichettati. Quindi illuminerete questi ripiani con l’Amore e la Luce del vostro sole interiore. Un giorno che speriamo molto vicino, vi renderete conto che non ci sono più molte cose sui ripiani, ed avrete il piacere di deporre un magnifico mazzo di fiori, di deporre una foto che avete fatto e sulla quale rappresenterete ciò che c’è di più bello in voi, riempirete le vostre mensole di bellezza, di bontà, di generosità, di gioia, di amore, ed amerete andare a passeggiare nel vostro subconscio. Vi sentirete a casa, perché tutto quello che avrete messo a posto e che avrete pulito splenderà.

Samantha Peroni

Samantha Peroni

"La vita è come un'eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii". James Joyce
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