Metodo scientifico: esperimenti, verifiche ed esami

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Di Sesto Caio Asinelli, nipote del celebre Raglino Muletti, soprannominato: lo Strolago di Vaglia.

Bufale, clamorose verità tenute nascoste, metodi alternativi che nessuno ti voleva dire per guarire, dimagrire o ringiovanire. Pare che ormai non ci si possa fidare più della “scienza ufficiale”, e che l’unica salvezza risieda negli scienziati “alternativi”, che i “poteri forti” vorrebbero mettere a tacere ma che strenuamente lottano per difendere la loro verità, spesso facendosi pagare anche diversi soldini. In questa lotta senza quartiere, noi nel mezzo siamo sempre più confusi di fronte al fiume di informazioni che ci arrivano, anche su temi complessi come la scienza.

Come possiamo allora capire se lo studio dell’Università del Bullshitshire è credibile, oppure se lo pseudomedico che promette di curare la gastrite con l’orzo e racconta che i vaccini causano l’orchite è degno di fiducia? Un buon punto di partenza è tenere a mente che in genere quello che ci viene presentato come “alternativo” alla “scienza ufficiale” è sempre da guardare con molto sospetto. Questo non perché il vostro Strolago si sia venduto a Big Astro, ma perché nella realtà una divisione tra scienza ufficiale e alternativa non esiste, per il metodo stesso con cui la scienza lavora.

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Roberto Burioni, un immunologo che sulla sua pagina Facebook cerca di spiegare ai genitori perché le bufale che stanno spingendo sempre più famiglie a rinunciare ai vaccini siano molto pericolose per sé e per gli altri, ha recentemente fatto scalpore dicendo che “la scienza non è democratica”. Qualcuno si è scandalizzato, ma in effetti è proprio così: le opinioni non hanno tutte la stessa dignità in ambito scientifico, quello che conta infatti sono i fatti e il confronto con gli esperimenti. Lo spiegava in maniera magistrale Richard Feynman, uno dei fisici più brillanti del XX secolo e premio Nobel: “In generale, cerchiamo una nuova legge con il seguente processo. Prima tiriamo a indovinare (non ridete, è proprio vero). Poi calcoliamo le conseguenze della ipotesi, per vedere cosa succede se questa legge che abbiamo indovinato è giusta, e cosa essa implicherebbe. Poi confrontiamo questo risultato con la natura. Oppure, diciamo, lo confrontiamo con esperimenti o esperienze, oppure lo confrontiamo direttamente con l’osservazione, per vedere se funziona. Se il risultato non è in accordo con l’esperimento, è sbagliato. In questa semplice affermazione c’è la chiave della scienza. Non importa quanto è bella la tua ipotesi. Non importa quanto sei intelligente, chi ha fatto l’ipotesi, o qual è il suo nome – se l’ipotesi non è in accordo con gli esperimenti, è sbagliata. Questo è tutto”. 

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Le idee e le teorie nella scienza vengono dunque sempre sottoposte all’esame più importante, quello dei fatti, che le abbia proposte uno sconosciuto o un premio Nobel. Se risultano essere compatibili con gli esperimenti, vengono pubblicate su riviste internazionali, valutate da esperti indipendenti, e discusse in convegni e conferenze. Il complotto dei “poteri forti” non può esistere, perché basterebbe smontare con nuovi fatti le teorie accreditate per mandarle in frantumi. È successo con la gravità Newtoniana, ridotta a un caso particolare della Relatività Generale, formulata da quello che era stato un oscuro dipendente di un ufficio brevetti prima di rivoluzionare i concetti di spazio e tempo, e lo stesso accadrà prima o poi alla stessa teoria di Einstein. Gli pseudo scienziati che raccontano panzane non provano neppure a sottoporre agli esperimenti e al vaglio del resto della comunità le frottole che raccontano, ma portano come unica prova di quello che dicono il fatto che “nessuno ce lo vuole dire”. Probabilmente è perché, semplicemente, non è vero. Anche se suona bene. Circola in rete una burla sulla pericolosità del Monossido di Diidrogeno. Dice tutte cose verissime, anche piuttosto preoccupanti finché non si capisce che la sostanza di cui si parla non è nient’altro che l’acqua: è un ottimo esempio di come le bufale pseudoscientifiche sembrino serissime, e invece non lo siano per nulla. L’importante è sorridere e non crederci.

Giovanni Cresci

Giovanni Cresci

Giovanni Cresci è un astrofisico fiorentino dell’Osservatorio di Arcetri. Con un passato da cervello in fuga in Cile e Germania, è poi rientrato in patria lasciando il cervello chissà dove. Dice di studiare l’evoluzione delle galassie, ma più che altro cerca di sopravvivere ai suoi figli.
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