Digerir la vita con la China Gambacciani

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Empoli, anni ’30. In pieno periodo fascista, un giovane commesso di farmacia, Otello Gambacciani, detto “Il Gamba”, tramuta la passione per la chimica e per la combinazione degli elementi in una piccola attività imprenditoriale destinata ad aver successo.

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In un magazzino di modeste dimensioni situato sul Lungarno Dante Alighieri allestisce una distilleria e, con l’aiuto di due operaie, comincia a produrre un liquore composto da 42 elementi aromatici e stomatici: l’Elisir di China, bevanda di origini sudamericane dalle straordinarie capacità digestive. E in quei giorni gli empolesi, così come tutti gli italiani, avevano molto da dover digerire: un regime totalitario coercitivo e liberticida, guerre colonialiste e imperialiste in Etiopia e Albania, leggi razziali e la paura d’un imminente conflitto mondiale poi divenuto tristemente realtà.
La nostra città uscì in macerie dalla più sanguinosa guerra della Storia, ma riuscì presto a risalire la china. Ed anche la China risalì presto la china (scusate il gioco di parole). I soldati americani, giunti nel nostro territorio nel periodo bellico, gradirono a tal punto il distillato nostrano che, al termine delle ostilità, vollero assicurarsene ampia disponibilità in patria. Il fruttuoso ponte commerciale costruito tra Empoli e Stati Uniti risollevò le sorti della ditta Gambacciani aprendole le porte del successo, anche sul territorio nazionale. La distilleria fu trasferita in via Tinto da Battifolle, n. 21, in un ambiente più grande, meno arrangiato e con più operaie. Le etichette con la figura del nano e la scritta “Il segreto per star sani è la China Gambacciani” cominciarono ad affollare tutti i bar e i ristoranti della città, superando in notorietà ben più famosi marchi di liquori. Erano gli anni del boom economico e la China era ormai nei bicchieri e sulla bocca di tutti, anche per le geniali iniziative pubblicitarie ideate dallo stesso Otello: dalla scimmia addomesticata a distribuire boccettini di liquore durante le gare ciclistiche, alla Topolino gialla dipinta dal pittore Sineo Gemignani che sfilava per il centro cittadino diffondendo dall’altoparlante l’Inno della China, scritto e musicato da “Il Gamba” in persona e che così recitava:

[funky_quote ] “Per gli sciocchi non c’è medicina
e per i furbi c’è la China
ma non basta una China qualunque
che trovar si può dovunque.
Se volete un liquor squisito
che vi stuzzichi l’appetito
ve lo insegna il re dei nani
è la China Gambacciani.”

Con il passare degli anni il successo del famoso liquore empolese si è fortemente ridimensionato, ma il suo gusto e la sua storia inimitabili continuano ancora a soddisfare il corpo e la mente di chi, desideroso di digerire i dispiaceri della vita, vuole regalarsi, almeno per un attimo, la gioia di un sorriso e un distillato assai gradito.
Ma attenti alle dosi, che il piacere eterno non esiste. È vero che “il segreto per star sani è la China Gambacciani”, ma se ne bevi per un giorno intero, poi finisci al cimitero!

Cristina Gambacciani, Via Tinto da Battifolle n. 21 – Empoli. 1944-2004. 60 anni di Storia e di Costume, Polistampa, Firenze, 2004.

Daniele Lovito

Daniele Lovito

Daniele Lovito, nato a Empoli, ma geneticamente lucano, è il quinto di cinque fratelli (poi i suoi scoprirono la TV). Da sempre appassionato di storia, nel 2015 consegue finalmente la laurea in Scienze Storiche presso l’Università di Firenze. Ricercatore free-lance e aspirante ricercatore universitario, è da sempre lavoratore precario multitasking. Calciatore amatoriale di periferia con “il cuore dentro alle scarpe” e cantante da camera (camera da letto, bagno…soprattutto bagno), ama il cinema d’essai e i maestri della commedia all’italiana. Dedito fin da piccolo all’arte dell’imitazione, sogna una – improbabile - carriera nel mondo del cabaret.
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