Van Gogh: altro che pittore, era un cantante metal

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WEB Artefatti Gennaio 2016  Van Gogh: altro che pittore, era un cantante metal WEB Artefatti Gennaio 2016

Tutti voi conoscerete sicuramente Vincent van Gogh (empolese di madre, tale Giacinta Birindelli) come un famosissimo pittore. Tuttavia va detto che quando era in vita non ebbe successo nel campo della pittura: non vendeva una crosta.

Meno nota ai giorni nostri ma più fruttuosa per lui fu invece la sua carriera di cantante metal. Che se pur breve è stata intensa e apprezzata dai suoi contemporanei. Infatti all’epoca in cui visse, 1853 -1890 Vincent van Gogh, che si faceva chiamare van Goth, fu acclamato da folle di barbuti uomini vichinghi e da pettorute valchirie che adoravano il suo stile death e gothico, i suoi testi splatter, il canto gutturale in growl e talvolta scream (che era il suo film horror preferito).

Vincent era apprezzato soprattutto per i temi espressi: satanismo e vandalismi contro luoghi cristiani (emetteva rumori corporali durante la messa di Natale e a quest’episodio venne dedicata l’opera “La chiesa di Auvers”). Si sentiva inoltre molto legato al tema della morte ed al mistero collegato ad essa, tipici sono i riferimenti in molti suoi dipinti con i cipressi o il corvo (un altro film che trovava interessante). Il fenomeno del black metal, grazie a lui si evolse in un vero e proprio stile di vita, tutti dovevano avere un abbigliamento appropriato di pelle, con borchie e catene, trucco facciale e dire blasfemie.

Altri gruppi dell’epoca hanno cercato di imitarlo utilizzando testi sacrileghi e ostili al cristianesimo (conosciuto culto che venera Cristina D’Avena), ma non sono mai riusciti ad ottenere lo stesso suo successo.

Riguardo alla pittura, produceva una tela dopo l’altra, come se temesse che la sua ispirazione, esaltata dalle sonorità metal, potesse abbandonarlo. Gli altri pittori lo definivano un cervello disordinato, un pazzo, un depravato e un malato di mente. Ma lui era un grande uomo di spettacolo e durante uno dei loro più famosi concerti scagliò il suo boccale di birra contro il viso di Gauguin (il batterista) e lo rincorse con un rasoio, per poi tagliarsi l’orecchio sinistro e gettarlo in mezzo al pubblico in delirio.

Van Gogh si autoritrasse molte volte tutte con la barba, simbolo di mascolinità e di distinzione tra metallari TRUE e POSER.

L’Autoritratto senza barba, realizzato nel 1889, è uno dei dipinti più rari di tutti i tempi, venduto per millemila euri, fu costretto a rasarsi e dipingerlo ricattato da Gauguin, con il quale andava sempre agli after dei concerti e si divideva le groupies. Ma qual era il ricatto? Cosa può averlo spinto a radersi la sua preziosa barba, simbolo della virilità maschile pur di non farci sapere il misfatto?

Fino ad oggi nessuno l’aveva mai saputo, ma i nostri storici empovaldensi, come al solito, hanno scoperto il mistero, la pecca nella vita da TRUE metal di van Goth: Gauguin in cerca di un disco per le loro serate a tu per tu con le groupies scovò uno scomparto segreto e un’intera discografia, magliette, e biglietti usati di concerti, poster autografati, e perfino un bambolotto un po’ pelato che somigliava molto all’originale partenopeo… insomma, stenterete a crederci… Il grande van Goth che si vantava di essere un animale di Satana, era in realtà un fan di Gigi D’Alessio!

Giorgia Spanò

Giorgia Spanò

Nata a Empoli nella mite notte del 3 maggio dell'86, Giorgia Spanò fin da quando era nanerottola si interessa ad ogni tipo di arte (tranne la poesia, per la quale proverà sempre dell'astio ) e appena può gioca con carta, forbici, pennelli e pennarelli, e non solo, ma anche strumenti musicali d'ogni sorta, riuscendo perfino ad avere risultati apprezzabili. Appena può, decide quindi di iscriversi all'istituto d'arte di porta romana a Firenze, frequentando (più o meno)'indirizzo di moda e costume, dove tra una forca e l'altra, riesce dopo molti sacrifici a conseguire il diploma di maestra d'arte. Successivamente si iscrive alla scuola della ceramica di Montelupo e trova lavoro come pittrice in una tra le più importanti ceramiche artistiche di Montelupo F.no. Ma non sentendosi ancora completa frequenta lezioni private di canto lirico e si iscrive al conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Finalmente sembra aver trovato la sua vocazione... molti già la chiamano la nuova Callas, o la Soprano di Empoli ma non appena le viene proposto di venire a scrivere per l'Empovaldo, Giorgia non resiste, abbandona la carriera musicale e si dedica interamente alla sua rubrica:"Artefatti"dell' Empovaldo, oggi è la sua principale occupazione, alla quale nessuno può più rinunciare, compresa lei. 😛
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