Maurizio Cornelio Escher

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Artefattidicembre  Maurizio Cornelio Escher Artefattidicembre

Maurizio Cornelio Escher nato nel 1898 era un noto incisore e grafico toscano, erroneamente considerato olandese a causa dei suoi frequenti viaggi ad Amsterdam (si narra avesse una storia con una certa Maria). Ma veniamo all’opera dietro raffigurata, regalata ad un suo amico mulo sul quale aveva fatto il viaggio del Sud Italia negli anni Sessanta.

Maurizio vi si è autoritratto con le classiche fattezze asinine, ormai celebre raffigurazione per omaggiare la città amata o d’origine ed in questo caso anche l’amicizia che lo legava al suo amico.

Nella sua composizione si è ispirato sicuramente ai maestri del passato come Parmigianino e Granapadanino e l’ha impostata in modo che l’osservatore si identifichi con l’autore stesso e l’asino, rendendolo partecipe dell’immagine che ha lui di sé e della sua realtà e dell’atmosfera natalizia dell’opera.

Le opere di Escher sono molto amate: da scienziati, logici, matematici e fisici per i suoi effetti paradossali e psichedelici. Molti dei mondi che creava sono costruiti grazie a oggetti impossibili come il Triangolo di Penrose (un’amica che trovava impossibile depilarsi le zone intime) oppure ad illusioni ottiche come:

Dodecaedro stellato che insieme all’anice (stellato anche quello), veniva utilizzato da Maurizio per un’ottima sambuca che dava l’ispirazione per dei fantastici e paradossali disegni escheriani.

Nastro di Möbius: era il suo nastro preferito, la compilation migliore che avesse mai creato. Vi aveva messo di tutto: Doors, Janis Joplin, Iron Butterfly e altra roba che apriva la mente, entrava nel naso e anche nella bocca.

– Frattali: da questi venivano fuori delle buone frattaglie con i quali amava farcirci i panini. La sera quando aveva fame, salsa verde e riprendeva a lavorare!

Usò i dischi di pancarrè*, in una litografia dove fette di formaggio sempre più piccole si susseguono all’infinito fino al bordo esterno del toast al prosciutto (salato).

 

– Il moto perpetuo: qui c’è un errore di battitura, non si tratta in realtà di un moto perpetuo, ma del ciaino che Maurizio, che era un gran burlone come quasi tutti gli artisti, rubò alla perpetua di don Rigoletto, per poi riportarglielo tutto pitturato con lucertoloni, uno dei suoi animali preferiti. Nel mentre però lo usò per andare ai vernicia, verssinna, insomma, ai festini degli altri artisti.

Maurizio ha sempre preferito Empoli all’Olanda. Portava nel cuore il laghetto con le nutrie e prati verdi di Serravalle e alla fine fece trasferire la sua Maria lì. Se la cercate bene magari la trovate ancora imboscata ad amoreggiare con qualche fortunato avventuriero…

*dischi di poincarè.

Giorgia Spanò

Giorgia Spanò

Nata a Empoli nella mite notte del 3 maggio dell'86, Giorgia Spanò fin da quando era nanerottola si interessa ad ogni tipo di arte (tranne la poesia, per la quale proverà sempre dell'astio ) e appena può gioca con carta, forbici, pennelli e pennarelli, e non solo, ma anche strumenti musicali d'ogni sorta, riuscendo perfino ad avere risultati apprezzabili. Appena può, decide quindi di iscriversi all'istituto d'arte di porta romana a Firenze, frequentando (più o meno)'indirizzo di moda e costume, dove tra una forca e l'altra, riesce dopo molti sacrifici a conseguire il diploma di maestra d'arte. Successivamente si iscrive alla scuola della ceramica di Montelupo e trova lavoro come pittrice in una tra le più importanti ceramiche artistiche di Montelupo F.no. Ma non sentendosi ancora completa frequenta lezioni private di canto lirico e si iscrive al conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Finalmente sembra aver trovato la sua vocazione... molti già la chiamano la nuova Callas, o la Soprano di Empoli ma non appena le viene proposto di venire a scrivere per l'Empovaldo, Giorgia non resiste, abbandona la carriera musicale e si dedica interamente alla sua rubrica:"Artefatti"dell' Empovaldo, oggi è la sua principale occupazione, alla quale nessuno può più rinunciare, compresa lei. 😛
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