Manet e il Donkey shot, lo shottino più amato dagli empolesi

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Manet Scherzo Aprile manet Manet e il Donkey shot, lo shottino più amato dagli empolesi Manet

Edoardo Manet, nato a Parigi nel 1832, fu un pittore pre-impressionista.

Si trasferì a Monterappoli (Empoli) pochi anni dopo e gli piacque così tanto che volle prendere moglie empolese e cittadinanza.

Da allora nascose sempre le sue “vergognose” origini francesi cercando di studiare il più possibile il vocabolario della zona. Riempì i suoi discorsi di “deunasega” e “gnamo nini” spesso utilizzandoli un po’ pure a casaccio…

Una delle sue occupazioni preferite oltre a dipingere era girare per i locali della Toscana durante gli apericena a chiedere improbabili cocktails a impreparate e sempre più disperate bariste.

Il quadro che andiamo a descrivere, rappresenta proprio una di queste sue amate “zingarate” nel nosciutiss, noterr, insomma… famoso bar Italia. Realizzato con colori a olio, Martini e tre olive, viene considerato il testamento spirituale dell’artista che riesce ad esprimere l’amore realistico per il bere e il gusto per la vita dissoluta e le supercazzole.

Purtroppo, solo alcune delle sue esilaranti bevute sono giunte fino a noi. Tra le più famose troviamo quella dell’AMAGRO MORTECAFFÈ AMMAZZABORGHETTI, che fece scappare il ragioner Borghetti dal tavolo accanto mentre cercava di abbordare una cameriera credendo che Manet si riferisse a lui e fosse stato mandato dalla moglie per ricordargli chi comandava in casa.

Oppure il CAIPIRAGNA, a base di pesci amazzonici, L’AMERIGANZO che veniva scambiato con l’americano dalle ormai esasperate bariste.

Solo una riusci a tenergli testa e lui le rese onore con questa opera. Infatti quando lui le chiese uno shottino, il DONKEY SHOT, un drink per omaggiare il pregiato animale simbolo di Empoli, la ragazza capì al volo e lo inventò fregandolo al suo stesso gioco.

Creato dalla prima empovaldense ad honoris, la qui sopra Eulalia Vincistruzzi ancor oggi, l’azzurro donkey shot è lo shottino più amato dagli empolesi.

Giorgia Spanò

Giorgia Spanò

Nata a Empoli nella mite notte del 3 maggio dell'86, Giorgia Spanò fin da quando era nanerottola si interessa ad ogni tipo di arte (tranne la poesia, per la quale proverà sempre dell'astio ) e appena può gioca con carta, forbici, pennelli e pennarelli, e non solo, ma anche strumenti musicali d'ogni sorta, riuscendo perfino ad avere risultati apprezzabili. Appena può, decide quindi di iscriversi all'istituto d'arte di porta romana a Firenze, frequentando (più o meno)'indirizzo di moda e costume, dove tra una forca e l'altra, riesce dopo molti sacrifici a conseguire il diploma di maestra d'arte. Successivamente si iscrive alla scuola della ceramica di Montelupo e trova lavoro come pittrice in una tra le più importanti ceramiche artistiche di Montelupo F.no. Ma non sentendosi ancora completa frequenta lezioni private di canto lirico e si iscrive al conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Finalmente sembra aver trovato la sua vocazione... molti già la chiamano la nuova Callas, o la Soprano di Empoli ma non appena le viene proposto di venire a scrivere per l'Empovaldo, Giorgia non resiste, abbandona la carriera musicale e si dedica interamente alla sua rubrica:"Artefatti"dell' Empovaldo, oggi è la sua principale occupazione, alla quale nessuno può più rinunciare, compresa lei. 😛
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