Boia de’, Modigliani alla fortezza di Leghorn

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Modigliani Artefatti di Giorgia Spanò Maggio 2016 modigliani Boia de’, Modigliani alla fortezza di Leghorn Artefatti Mag16

Amedeo Modigliani era un grande artista livornese che ci ha regalato numerose opere raffiguranti la sua bellissima moglie Jeanne, francese di nascita, ma di origini empolesi grazie ad un cugino di 61esimo grado da parte di madre.

La leggenda narra che Modigliani innamorato della bella ragazza bionda abbia dovuto compiere un lungo viaggio per salvarla dalle grinfie di un invasore pisano che aveva preso d’assalto la città e la teneva prigioniera nella torre di Leghorn.

Decise di chiamare i suoi due migliori amici: Giangi, talmente basso che lo scambiavano per un nano e Silvano, un tizio con le orecchie curiosamente a punta. Insieme ingaggiarono uno stregone: Grandalfio (perché era di corporatura robusta) e partirono a cavallo (di un paio di sidecar).

Quando passavano, la gente li vedeva e li sfotteva “de’ è arrivato r’circo Orfei”, ma loro non si abbattevano e proseguivano la loro missione. Attraversarono villaggi e vallate, paludi infestate da zanzare grosse come porchette, fino a quando non giunsero alla fortezza di Leghorn.

I pisani erano ovunque, avevano distrutto tutto ciò che di meraviglioso c’era nel castello e l’avevano reso inespugnabile, l’occhio dell’invasore era puntato sempre verso l’esterno e non lasciava scampo, per fortuna Modigliani aveva i suoi compagni.

Grandalfio gettò un incantesimo d’occuloocclus… insomma diventarono invisibili al nemico pisano e si infiltrarono tra di loro, riuscendo a penetrare fino al cuore della fortezza.

A quel punto però un controincantesimo entrò in azione e si ritrovarono completamente allo scoperto, davanti al loro acerrimo nemico Capopisan, il più fastidioso di tutti gli altri. Nonché rapitore dell’amata del nostro protagonista.

Be’ a quel punto Modigliani non poté più aspettare, alla sua parola d’ordine “boia de’” i suoi sguainarono le armi e combatterono il nemico fino a farlo implorare pietà. Modì corse fino alla cima più alta della torre di Leghorn, liberò la sua bellissima amata dalle catene e si bacionno, i pisani vennero sconfitti ancor prima di finir di dire… GAO.

Giorgia Spanò

Giorgia Spanò

Nata a Empoli nella mite notte del 3 maggio dell'86, Giorgia Spanò fin da quando era nanerottola si interessa ad ogni tipo di arte (tranne la poesia, per la quale proverà sempre dell'astio ) e appena può gioca con carta, forbici, pennelli e pennarelli, e non solo, ma anche strumenti musicali d'ogni sorta, riuscendo perfino ad avere risultati apprezzabili. Appena può, decide quindi di iscriversi all'istituto d'arte di porta romana a Firenze, frequentando (più o meno)'indirizzo di moda e costume, dove tra una forca e l'altra, riesce dopo molti sacrifici a conseguire il diploma di maestra d'arte. Successivamente si iscrive alla scuola della ceramica di Montelupo e trova lavoro come pittrice in una tra le più importanti ceramiche artistiche di Montelupo F.no. Ma non sentendosi ancora completa frequenta lezioni private di canto lirico e si iscrive al conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Finalmente sembra aver trovato la sua vocazione... molti già la chiamano la nuova Callas, o la Soprano di Empoli ma non appena le viene proposto di venire a scrivere per l'Empovaldo, Giorgia non resiste, abbandona la carriera musicale e si dedica interamente alla sua rubrica:"Artefatti"dell' Empovaldo, oggi è la sua principale occupazione, alla quale nessuno può più rinunciare, compresa lei. 😛
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