Il Bercio

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Ecco a voi il celebriss …celebro … insomma Uno dei più conosciuti dipinti dell’espressionismo: il bercio di Edvard Munch.
Come molti sapranno l’opera descrive l’angoscia dell’artista norvegese di origini, ma empolese d’adozione, che cercò a lungo di recarsi a Sovigliana per andare all’apertura del nuovo locale: il Jaiss! pur non riuscendoci mai a causa delle crisi di panico che lo colpivano ad attraversare i ponti. La colpa pare sia tutta da attribuire agli amici di Edvard (soprannominato Vardo il Tardo) che gli raccontavano storie dell’orrore su strane creature anfibie (per chi non è scientifico, sono quelle che portano gli stivali) che vivevano sotto i ponti, risalivano i fiumi e l’avrebbero ucciso dopo una lenta agonism… agonà… via giù, l’avrebbero fatto patire abbestia.Decise così di dipingere le sue emozioni e tragedie su cartone con tempere, olio, sale, pepe, peperoncino e caciocavallo. In primo piano possiamo vedere Vardo, dipinto con le nobili fattezze d’asino per dimostrare l’amore e lo spirito d’appartenenza che provava per la cittadina empolese e le sue tradizioni. I colori sullo sfondo, sono evidentemente sbagliati: aveva finito il verde e forse qualche altro ingrediente dal frigorifero, perché il paesaggio non è verosimile, né rassomigliante, poi per fortuna sullo sfondo dell’opera ci regala la perla: la vista dei due suoi due amici Astronzjøn e Merdja che se la ridono mentre lui bercia come un dannato con la faccia deformata dall’orrore. Come molti suoi quadri è stato dipinto in più versioni, quattro in totale, che guarda caso sono anche le volte che provò ad attraversare il ponte di Sovigliana prima che fuggisse pervaso dal terrore ed iniziasse ad intonare urlando con accento norvegese:

[funky_quote align=”left | right”]“Sale sale e non fa male, scende scende e poi riprende!!!”[/funky_quote]
Giorgia Spanò

Giorgia Spanò

Nata a Empoli nella mite notte del 3 maggio dell'86, Giorgia Spanò fin da quando era nanerottola si interessa ad ogni tipo di arte (tranne la poesia, per la quale proverà sempre dell'astio ) e appena può gioca con carta, forbici, pennelli e pennarelli, e non solo, ma anche strumenti musicali d'ogni sorta, riuscendo perfino ad avere risultati apprezzabili. Appena può, decide quindi di iscriversi all'istituto d'arte di porta romana a Firenze, frequentando (più o meno)'indirizzo di moda e costume, dove tra una forca e l'altra, riesce dopo molti sacrifici a conseguire il diploma di maestra d'arte. Successivamente si iscrive alla scuola della ceramica di Montelupo e trova lavoro come pittrice in una tra le più importanti ceramiche artistiche di Montelupo F.no. Ma non sentendosi ancora completa frequenta lezioni private di canto lirico e si iscrive al conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Finalmente sembra aver trovato la sua vocazione... molti già la chiamano la nuova Callas, o la Soprano di Empoli ma non appena le viene proposto di venire a scrivere per l'Empovaldo, Giorgia non resiste, abbandona la carriera musicale e si dedica interamente alla sua rubrica:"Artefatti"dell' Empovaldo, oggi è la sua principale occupazione, alla quale nessuno può più rinunciare, compresa lei. 😛
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