Storie di Amori (finiti male) e dischi bellissimi: “Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space”

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In un’intervista rilasciata poco prima che prendesse la drammatica scelta di togliersi la vita, Luigi Tenco alla domanda postagli dal giornalista sul perché scrivesse solo di cose tristi l’introverso e tenebroso cantautore rispose “perché quando sono felice esco”.

amore Storie di Amori (finiti male) e dischi bellissimi: “Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space” Amore J Spaceman e Kate Radley 1

Non è un caso, infatti, se alcune fra le più belle canzoni di sempre nascano dal tormento, dalla tragedia. E come tutti ben sappiamo il patimento molto spesso è associato all’Amore, sentimento tra i più nobili, tra i più coinvolgenti ma, ahimé, spesso anche tra i più strazianti. Non è un caso che la parola “passione” tragga la sua radice dallo stesso termine greco antico, pathos appunto, da cui deriva anche patire, soffrire.
Sono proprio le sofferenze per Amore che hanno portato alla luce il disco che vi voglio raccontare. Un disco superlativo e di rara bellezza poetica. Un disco nato dal dolore, ma volto verso l’infinito e, senza esagerare, una delle pietre miliari della musica contemporanea.

Era l’anno 1997, Titanic e il Ciclone spopolavano nelle sale cinematografiche (vedi un po’ tu anche nel cinema cosa fa l’Amore!), Lady Diana, la principessa del popolo, moriva fuggendo da un incubo inseguendo un sogno nella romantica Parigi, mentre Dario Fo vinceva il nobel per la letteratura.
In Inghilterra sono gli anni d’oro della musica: usciva “Ok Computer” dei Radiohead, i Blur scalavano classifiche col loro capolavoro omonimo e gli Oasis facevano altrettanto con “Be Here Now”. C’erano però altre due band nell’underground che crescevano e si affacciavano dal sottosuolo psichedelico di cui facevano parte verso un mainstream sempre più attento e critico: stiamo parlando dei The Verve, capitanati dalla voce carismatica e sensuale di Richard Ashcroft e degli Spiritualized, band guidata da quello smilzo dai capelli arruffati di Jason “J Spaceman” Pierce, nata dalle ceneri del precedente gruppo Spacemen 3.
Le due band erano sulla stessa lunghezza d’onda, erano amiche, sorelle da sempre! Sembrava che il destino le avesse unite dagli albori delle loro nascite. Ed infatti fu un attimo che i The Verve, lanciati sull’onda del clamoroso “Northern Soul” e gli Spirtualized freschi di pubblicazione del meraviglioso “Pure Phase” fossero insieme in tour. Ed è proprio in questo momento che qualcosa si incrina, che questo lisergico giocattolino rock si rompe. Dovete sapere, infatti, che J Spaceman aveva una fidanzata di nome Kate Radley. Bellissima e suonava e cantava proprio negli Spiritualized. Bene, successe che mentre erano in tour la Radley si sposò in segreto con Richard Ashcroft. Si avete capito bene, non col fidanzato Jason Pierce ma proprio col cantante dei Verve.

amore Storie di Amori (finiti male) e dischi bellissimi: “Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space” Amore Ladies and Gentleman we are floating in space
La storia rimase abbastanza sepolta, pensate che si seppe dopo quasi due anni ed i dettagli di questo insano triangolo non si sono mai saputi. Quello che sappiamo però è che Jason Pierce c’è stato molto male: eroina, alcool e tanta scrittura. L’eredità di questo dolore straziante si chiama “Ladies and Gentlemen We Are Floating In Space” ed è un disco che ti arriva come un cazzotto nello stomaco. 14 canzoni scritte in 11 giorni mentre l’ex-fidanzata-ora-sposata-con-l’amico militava ancora nella band.

Un disco non si racconta, un disco si ascolta. Ed è quello che dovreste fare per capirne la profondità ed apprezzare uno dei più bei dischi che gli ultimi 20 anni ci abbiano portato.
Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space è il suono di un uomo che racconta nel dettaglio come ha perso il suo cuore, il suo corpo e la sua anima nel corso di 69 ammalianti minuti”.

È un disco che parla di cose tristi, è vero, ma se Jason Pierce fosse stato felice forse sarebbe uscito.

Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

Francesco Marinelli, poco più che 30enne anagraficamente, meno di 20 spiritualmente. Chimico di professione, musica per passione, si divincola tra provette e Orme Radio dove conduce Germi il Lunedì sera. Non si perde neanche un concerto e da poco lanciato nel mondo del giornalismo musicale anche se fermamente convinto che "Scrivere di musica è come ballare di architettura".
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