David Hartono, artista digitale visionario

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Mi vanto sempre con i miei amici, quando vengo a spettacoli dove ci sei tu a proiettare le tue creazioni, di conoscerti (“vedi quegli splendidi visuals? Li crea il mio amico David Hartono…”).

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Qualche tempo fa, ad esempio ero al Lattex + Festival (bellissimo!) e, con quello splendido “Wall of Led”, le tue VISIONI sembravano prendere vita. Da dove trai ispirazione per creare quello che proietti? Dove attinge la tua fantasia?
“La mia fantasia attinge soprattutto dalla curiosità oltre all’essere aperto a tutto ed a tutti. Non giudico mai se qualcosa è bello o brutto; cerco, invece, sempre situazioni ed esperienze nuove. E’ per questo che mi trovi sempre in giro ovunque, a qualsiasi evento, da quello più underground e sofisticato al super lusso di Pitti, per cercare nuova ispirazione. A me dà ispirazione tutto, sia Pinterest sia un semplice pavimento con pattern!”.

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Parliamo un po’ di te: dall’Indonesia all’Olanda, dall’Olanda a Firenze. Hai percorso al contrario un po’ quella che è la vita media del laureato-creativo moderno. Perché questa scelta? Qual è stato il tuo percorso-a-rovescio che ti ha portato fino a “la culla del Rinascimento”?
“Sono sempre stato un po’ ‘fan’ delle piccole-medie città, non ho così tanto bisogno dell’ispirazione e di tutti i vantaggi che offre una grande città. Il mio periodo in Olanda è servito per aiutarmi a trovare una direzione nella vita. Dopo di che ho sentito il bisogno di spazio e tempo per realizzarlo e vivere meglio. Il resto lo ha fatto il destino, non ho mai pianificato niente. Ho trovato un lavoro in una agenzia inglese che per caso ha una sede a Firenze e sono qui da 9 anni ormai”.

VJ? Digital Artist? Non saprei come definire la tua arte… quello che è certo è che i tuoi incredibili visuals sono spesso associati ad eventi musicali notevoli. La tua arte va di pari passo con la musica: penso, ad esempio, al video interattivo di “Reflektor” degli Arcade Fire, ai Celluloid Jam e a tutti i Video Mapping che hanno addobbato la club culture dell’R.Mutt 1917 di Pistoia o delle feste Lattex+, appunto. Mi piace pensare che tu illustri la musica, che gli dai una forma visiva, quasi tangibile. Quanto è importante per te far convivere le tue VISIONI con la musica? Credi che possa esistere una tua installazione senza suoni oppure ritieni che la musica sia una sorta di spina dorsale per le tue creature?
“Nel mio immaginario Audio e Visual sono un sola cosa. Per spiegarlo rubo una metafora di Tarik Barri, un mio vecchio amico di scuola e grande visual artist: diceva che audio e visual sono una sola entità anche in natura, dove l’esperienza audio sarà più completa con l’esperienza visiva; il rumore di una cascata, ad esempio, sarà più bello se si sta davanti la cascata stessa vedendone il movimento. Pura synesthesia! E non è una coincidenza che per 7 note sulla scala musicale ci siano anche 7 colori nell’arcobaleno”.

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Firenze e la Toscana tutta è in gran fermento dal punto di vista artistico. Un sacco di collettivi si stanno formando, nuove forme di aggregazione legate da un fil rouge creativo stanno diventando sempre più importanti. Come si incastra la tua arte digitale nella nostra piccola effervescente “scena” creativa? C’è intesa, rete o, per dirla alla “tua maniera”, networking fra le varie realtà artistiche del territorio? E soprattutto: si campa facendo arte (digitale) nel 2017 in Italia?
“In generale cerco di introdurre il live visual a più persone possibili. Spesso vado in giro portandomi il proiettore nello zaino per diffondere visuals ai vari eventi a cui partecipo. Addirittura agli eventi meno impegnativi ho lasciato il mio computer libero alle persone che volessero giocare con il MIDI controller, così per stimolare l’interesse verso questa forma d’arte, per farla nascere spontaneamente, da sola. 
Si campa o non si campa? Beh, quando fai bene qualcosa , si campa!”.

Infine una classica domanda che faccio sempre: solitamente chiedo di consigliarmi almeno 5 dischi, canzoni, gruppi musicali, ma a te chiedo se ci puoi consigliare 5 video musicali da cercare su YouTube.

The Chemical Brothers – Wide Open ft. Beck

NEVER FOREVER, opera New Age di Lily X feat. Prince Rama

Bonobo – Cirrus

Björk – Notget VR

Arcade Fire – Reflektor

davidhartono.com

Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

Francesco Marinelli, poco più che 30enne anagraficamente, meno di 20 spiritualmente. Chimico di professione, musica per passione, si divincola tra provette e Orme Radio dove conduce Germi il Lunedì sera. Non si perde neanche un concerto e da poco lanciato nel mondo del giornalismo musicale anche se fermamente convinto che "Scrivere di musica è come ballare di architettura".
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