Urban Being

0

Da anni mentre passeggiate tranquilli per le vie del “giro” o dormite sereni nelle vostre casette dai sotterranei Empolesi una radice fatta di beat e parole in rima si staglia in superficie. Questa è la storia della Urban Being Crew,cultura Hip Hop in pura salsa Empolese.

Il collettivo Urban Being, una solida realtà  sviluppata nel sottosuolo Empolese, produce da ormai 5 anni cultura Hip Hop senza ritegno: come nasce questa scena e quante cose sono cambiate dal 2010 ad oggi?

 

Negli anni che vanno dal 2005 al 2010, in italia iniziarono a formarsi i primi laboratori HipHop in molte citta.

Il Rap era in un momento della sua evoluzione, secondo me,veramente particolare, che avrebbe accentuato o catalogato se vogliamo la differenza tra New school & Old school .Erano i tempi del 2 the beat a Bolo, del DaBomb a Roma, c’era grande fermento intorno alla scena UnderGround.I primi laboratori nascevano nelle grandi città, e molto spesso o quasi prettamente in centri sociali.A quei tempi era un po’ diverso. Chi ascoltava il rap underground italiano erano i veri appassionati o i ricercatori del genere,non passava così facilmente nella tele o nelle radio nazionali.Quindi diciamo che ad Empoli tra appassionati del genere anche non conoscendoci, ci riconoscevamo..dai vestiti.

Ad Empoli abbiamo uno storico centro sociale. Il Csa Intifada,attivo dal 1988.

Io lo frequentavo spesso, mi ricordo venne fuori che volendo ci sarebbe stata la possibilità di creare un laboratorio Rap/HipHop.Uno spazio artistico/musicale,di aggregazione, di cui tutti potevano usufruirne per esprimere ed esibire le proprie passioni.Prendemmo subito la palla al balzo come si suol dire, e spargemmo in giro la voce.

A fondare l’UrbanBeingCrew fummo: Fabio(Donkey), Antonio(BlackM), Alessio(DjLettOne), Marco(DjBude), Nino(ElNigno), Tommaso e Niccolò(HempLine).Ufficializzammo il tutto, e da li in poi partì il laboratorio tutti i martedì sera, iniziative e concerti,girando metà della penisola.

Il laboratorio e ripartito  alla grande a marzo di quest’anno dopo un periodo di inattività a livello di appuntamento settimanale con la partecipazione di molti ragazzi, con nuovi gruppi sul territorio come la Trucks Crew,Ahmet come beatboxer, i writer,i disegnatori,e tutti i ragazzi che trovano in Urban Being un posto dove esprimersi,organizzare,condividere,esibirsi e via dicendo.

 

Forse mi sbaglio eh, ma credo che la musica Hip Hop sia un qualcosa che nasce proprio dall’underground inteso proprio come sotto il terreno, una sorta di radice da cui spuntano alberi fiori e piante. Cosa rappresenta per voi questo tipo di musica e cultura? E come secondo voi viene recepita dalla gente?

 

Non sbagli affatto. L’HipHop,il Rap, sono rami di un albero che hanno radici profondissime.

Un genere che ha molteplici ramificazioni in diversi generi musicali come il jazz, il blues, la rootz, il reggae, il funky ecc ecc.Con una cultura che viene dalla strada,la povertà,dalla voglia di voler esprimere ciò che si ha dentro, come rabbia,odio,gioia. Oppure un espressione di protesta contro la repressione,uno sfogo quotidiano,una terapia personale,la voglia di evadere anche solo mentalmente con la musica.

Beh, quel che viene recepito non saprei dirlo, ogni individuo avrà una propria opinione del genere stesso. Molto sta in quel che si comunica o si trasmette alla gente tramite le parole.

 

Siamo abituati a pensare che l’hip hop sia un qualcosa di strettamente americano eppure so che in Italia c’è una scena niente male. Come siamo messi? Com’è fare e diffondere cultura hip hop a Empoli?

 

Effettivamente non e un genere nato in Italia o in europa.Ma e andato espandendosi dall’America  in maniera fulminea coinvolgendo tutto il mondo. In italia già da metà anni ottanta,attorno ai centri sociali nascevano “Le posse” che prediligevano tematiche sociali e politiche.

UrbanBeing si stà impegnando da anni sul proprio territorio ,e a livello nazionale per far capire questa cultura nel profondo,tramite incontri,progetti,iniziative,proiezioni video e quant’altro,non usando lo stereotipo comune che le case discografiche con i propri businessman propongono per questioni economiche.

Ma con l’intenzione di lasciare dei messaggi seri alle persone,di quotidianità, di vita di tutti i giorni.

 

Mi stupisco sempre dei grossi cambiamenti che hanno caratterizzato la nostra epoca,una sorta di super accelerazione del tempo. Siamo passati dai telefoni a gettoni agli smartphone, dalle cassettine a Spotify. L’era dei Social Network, di Facebook, dello streaming, secondo voi agevola lo sviluppo e la diffusione di un contesto musicale come il vostro oppure lo penalizza?

 

Internet è una grande risorsa per gli artisti autonomi .Ha permesso a chiunque di essere manager di se stesso.Con una finestra aperta sul mondo a cui proporre e condividere le proprie passioni, dall’altre alla musica.Ma non deve farci dimenticare la strada.Il contatto con il pubblico, anche questo e HipHop.

 

Sono rimasto un po’ indietro agli anni delle guerre tra East e West coast, dei vari Tupac e Notorius BIG e a quando in Italia Neffa rimava coi messaggeri della dopa. Cosa mi consigliereste di ascoltare per aggiornarmi un po’?

 

Oltre aNeffa& i messaggeri da te citati ti daremo 10 nomi,con vari artisti italiani di diverse generazioni,:

LoardBean,Stokka&MadBuddy,Colle del Fomento,La Famiglia,GenteGuasta,K Maiuscola,MezzoSangue,Co’Sang,Murubutu ed infine Willie Peyote che sarà ospite al Csa Intifada sabato 5 dicembre per ElNignoRememberNight, con lui molti altri ospiti.

Noi vi ringraziamo per averci invitato a rispondere a queste domande, e vi aspettiamo tutti i martedì al laboratorio dalle 21:30 alle 24:00

Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

Francesco Marinelli, poco più che 30enne anagraficamente, meno di 20 spiritualmente. Chimico di professione, musica per passione, si divincola tra provette e Orme Radio dove conduce Germi il Lunedì sera. Non si perde neanche un concerto e da poco lanciato nel mondo del giornalismo musicale anche se fermamente convinto che "Scrivere di musica è come ballare di architettura".
Share.

Leave A Reply