Ilaria Cinelli, promessa dell’ingegneria biomedica, sogna di volare su Marte

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“Pianeta Terra chiama Marte… rispondi Marte…!”. Oggi non è ancora possibile ma tra qualche anno, scienza permettendo, l’uomo metterà piede sul Pianeta Rosso. E sulla prima navicella spaziale in approdo lei ambisce ad esserci. Ilaria Cinelli, ingegnere biomedico di 31 anni, famiglia a Montelupo Fiorentino e studi internazionali è una promessa nel campo degli studi ingegneristici applicati alla medicina. Da poche settimane ha partecipato a un progetto di simulazione di una vera missione su Marte. Potevamo non farci raccontare tutto noi de l’Empovaldo?

Ilaria presentati ai lettori dell’Empovaldo.

“Mi sono laureata a Pisa in ingegneria biomedica e da sei anni vivo all’estero. Prima ho fatto due anni a Londra da ricercatrice al King’s College London, da quattro invece sono in Irlanda a Galway. Sto portando a termine un dottorato in modellistica computazionale, la disciplina che mette a punto i dispositivi medici e li ottimizza per l’uso nella chirurgia”.

Da grande vuoi fare l’astronauta?

“Sì, è un sogno che spero possa diventare realtà e finito il dottorato manderò il curriculum all’ESA. Mi sono appassionata allo spazio durante l’università. Ho iniziato a chiedermi cosa cambia nella fisiologia del corpo umano se deve adattarsi a gravità diverse da quella terrestre. Un campo di studi che mi affascina molto”.

Intanto, per prepararti, sei ‘andata’ su Marte.

“Sono reduce da due settimane in isolamento, passate in un abitacolo nel deserto dello Utah, alla guida di un team di sette persone che hanno sperimentato una situazione di vita estrema, con l’intento di simulare una missione su Marte: cibo disidratato, acqua, luce e connessione internet razionata. Abbiamo fatto esperimenti, vissuto 24 ore su 24 sempre insieme, e superato anche qualche momento critico”.

Raccontaci di più.

“Durante la missione c’è stata una nevicata nel deserto. L’acqua si è ghiacciata nei tubi e noi siamo rimasti quasi a secco per due-tre giorni. Come team leader ho dovuto valutare se fosse il caso di fermare la missione. Abbiamo deciso di tenere duro. Per fortuna le neve si è sciolta, l’acqua ha ripreso a scorrere e abbiamo brillantemente portato a termine il programma”.

Tornando a Marte, l’uomo riuscirà ad andare sul Pianeta Rosso?

“Sono ottimista e dico di sì. Forse già tra 15 – 20 anni. C’è grande interesse intorno a questo pianeta, che è una sorta di nuova ‘frontiera’ per la scienza. Per progettare una missione servono talmente tante risorse, economiche e tecnologiche che sarà possibile solo se nasce una collaborazione internazionale tra più paesi. Realizzarla sarebbe un grande traguardo”.

Perché vogliamo andare nello spazio?

“Anche per capire meglio la Terra, noi stessi, le malattie che ci affliggono. Come il glaucoma e l’osteoporosi, che studiamo nello spazio per progettare cure migliori sulla Terra. L’esplorazione spaziale nasce dal desiderio di preservare l’essere umano e il nostro pianeta, proprio andando alla scoperta di mondi centinaia e centinaia di anni avanti a noi!”.

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Nel deserto dello Utah Ilaria Cinelli, promessa dell'ingegneria biomedica, sogna di volare su Marte Ilaria Cinelli, promessa dell'ingegneria biomedica, sogna di volare su Marte Nel deserto dello Utah

Susanna Bagnoli

Susanna Bagnoli

Sono una giornalista e addetta stampa. Mi sono occupata di comunicazione politica e istituzionale, oggi scrivo e collaboro con settimanali nazionali e testate regionali tra cui l’Empovaldo. Ho il pallino delle storie al femminile!
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