Basta fake news sulla chimica: è nato il gruppo anti-bufale di cui fa parte anche la professoressa Valentina Domenici

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Le chiamiamo bufale, fake news. Notizie false, inventate per creare scompiglio, dileggiare, colpire il lettore sull’emotività e non ultimo con l’obiettivo di fare soldi a suon di click sui link alle notizie online. Sono un tratto del nostro tempo con cui dobbiamo fare i conti. Possibilmente imparando a capire prima se siamo in presenza di un fake, per evitare di diffonderlo a nostra volta con una condivisione sui social o semplicemente facendo il passa parola. C’è chi ha deciso di affilare le armi e provare a combattere questa battaglia per niente facile, come la Società Chimica Italiana, che da alcuni mesi ha messo in piedi un gruppo di lavoro “anti bufale” con il compito di stanare quelle più diffuse nei confronti della chimica e iniziare a dire ‘basta’. Una vera e propria task force operativa di cui fa parte anche la professoressa Valentina Domenici dell’Università di Pisa. Le abbiamo chiesto di raccontarci come stanno lavorando a questo ambizioso progetto.

Professoressa Domenici si presenti ai lettori dell’Empovaldo
Ho 42 anni e sono professoressa di Chimica Fisica all’Università di Pisa, dove mi occupo di ricerca sperimentale nel campo di vari tipi di materiali, dai nuovi materiali per applicazioni ottiche e nella robotica allo studio chimico fisico di prodotti agroalimentari. Dodici anni fa ho fatto un Master in comunicazione della scienza alla SISSA di Trieste, da allora ho iniziato ad appassionarmi sempre di più al tema della comunicazione della chimica in particolare nell’ambito museale. Da diversi anni mi occupo di formazione degli insegnanti di chimica nelle scuole superiori e per quelli che insegnano scienze alle scuole medie. Da oltre vent’anni organizzo laboratori e attività didattiche sulle scienze nelle scuole primarie.

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Come è nata l’idea di questo gruppo di specializzazione?
La Società Chimica Italiana è molto grande, conta più di 3500 chimici, fra accademici dell’università, liberi professionisti e insegnanti di chimica. Esperienze molto diverse per una consapevolezza comune: ci interessa lavorare sulla percezione della chimica e migliorarne l’immagine nella società. Due anni fa è nata l’idea di attivare questo gruppo di lavoro, con il compito proprio di agire in modo organico e strutturato su questo fronte. Da gennaio il gruppo di “Diffusione della Cultura Chimica” è stato ufficializzato e ha iniziato a lavorare, coordinato da sette chimici con competenze ed esperienze diverse alle spalle. Per iniziare, stiamo organizzando molti eventi aperti alla cittadinanza per diffondere una informazione corretta sulla chimica, e scuole di formazione a più livelli con l’obiettivo di comunicare meglio i risultati della ricerca in chimica.

Quali sono le fake news più diffuse nel mondo della chimica?
Le scie chimiche hanno avuto e ancora hanno grande risonanza soprattutto in rete. Sono chiaramente una bufala. In passato è stato il turno della cosiddetta “neve chimica”: si diceva che venisse fatta artificialmente inserendo all’interno nanoparticelle magnetiche con lo scopo di inquinare l’ambiente e addirittura stordire le persone. Al di là di questi esempi eclatanti, c’è molto da lavorare per combattere il preconcetto diffuso per cui le sostanze chimiche facciano male per definizione, e che esista una contrapposizione tra ciò che è naturale e ciò che è chimico. Noi chimici consideriamo questa idea errata ‘misconcetto’, un’idea che non ha alcun fondamento scientifico eppure è diffusissima nell’opinione pubblica. Quest’idea tra l’altro viene usata anche a scopo di marketing, nelle pubblicità, e di conseguenza si è diffusa ancora di più ed è entrata nel linguaggio comune. Basti pensare al marchio “zero chimica” o “senza sostanze chimiche” che a volte troviamo scritto nelle confezioni di prodotti agroalimentari. Vorremmo quindi far capire che queste affermazioni non hanno senso. Un altro problema legato alla comunicazione, è quello delle notizie di cronaca che a volte troviamo sulla stampa. Penso alla cronaca di certi incidenti stradali in cui sono coinvolti mezzi che trasportano sostanze di vario genere, come l’azoto liquido per fare un esempio, e per le quali chi scrive dà per scontato che si tratti di sostanze pericolose, tossiche o nocive. Ma, come nel caso dell’azoto, non è affatto così. Scrivere informazioni errate raccontando un incidente come questo può portare a diffondere e procurare un allarme inesistente. Quindi, in generale, sarebbe bene che chi scrive verificasse prima, contattando un esperto.

Come si possono combattere le fake news?
Lavorando su più fronti. Innanzi tutto a partire dalla scuola. Sono convinta che insegnando meglio la chimica possa crescere il livello medio di cultura sulla materia. Ad oggi il livello di conoscenza dei concetti di base della chimica è troppo basso. Poi con un impegno forte, da parte dei chimici, e su questo la Società Chimica Italiana sta lavorando moltissimo, per diffondere la consapevolezza dell’importanza di comunicare bene, fornendo ai chimici gli opportuni strumenti per farlo. In generale, è importante capire che dobbiamo raccontare al pubblico dei non addetti ai lavori il ruolo che la chimica ha come scienza trasversale, ormai fondamentale anche per le altre discipline scientifiche, dalla fisica alla biologia, dalla medicina alle nanotecnologie. Non solo, la chimica è presente in ogni momento della nostra vita e il suo rapporto, non semplice, con vari aspetti della nostra società, dall’economia alla politica, deve essere conosciuto e quindi raccontato. Questo significa parlare non solo della ricerca e dell’importanza della chimica per risolvere moltissimi problemi, ma anche parlare degli aspetti negativi e controversi associati ad un cattivo uso della chimica. Basti pensare all’abuso di sostanze pericolose per l’ambiente e all’uso di sostanze chimiche a scopo bellico. È importante che i chimici facciano anche un po’ di autocritica ammettendo che in passato è mancata un po’ di trasparenza e di impegno proprio sul fronte della comunicazione. Ora i tempi sono cambiati, si è raggiunta una maggiore sensibilità e attenzione al rapporto tra chimica e società, e probabilmente sarà possibile migliorare la divulgazione e la comunicazione in modo che possa essere utile a tutti.

fake news Basta fake news sulla chimica: è nato il gruppo anti-bufale di cui fa parte anche la professoressa Valentina Domenici periodic systemQuali iniziative avete in mente?
Moltissime in programma in giro per l’Italia: eventi e conferenze divulgative, laboratori per bambini e ragazzi, mostre interattive. Inoltre, parteciperemo a vari festival scientifici. In Toscana, la prossima iniziativa in programma sarà un evento nazionale, il 1 giugno, a Rosignano Marittimo, dedicato alla celebrazione dei 150 anni dal primo lavoro di Mendeleev che ha posto le basi per la Tavola Periodica degli Elementi. In questa occasione, oltre a seminari aperti alla cittadinanza sulla storia della scoperta della Tavola Periodica e la sua attualità, saranno organizzati laboratori interattivi per far conoscere anche la bellezza della chimica. Tutti gli aggiornamenti e le iniziative saranno pubblicate nel sito della Società Chimica Italiana: (https://www.soc.chim.it/).

@SusannaBagnoli

Susanna Bagnoli

Susanna Bagnoli

Sono una giornalista e addetta stampa. Mi sono occupata di comunicazione politica e istituzionale, oggi scrivo e collaboro con settimanali nazionali e testate regionali tra cui l’Empovaldo. Ho il pallino delle storie al femminile!
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