Il Beat Festival 2020 raccontato dal general manager Umberto Bonanni

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Dal 26 al 30 agosto 2020 il Beat festival torna nel Parco di Serravalle di Empoli: L’Empovaldo ha chiesto a Umberto Bonanni, general manager del Beat, di raccontare il festival in questa versione “Garden”.

Cos’è Beat Garden?
È un progetto che abbiamo fatto per cercare di dare un’idea di Beat anche quest’anno che ci sono tutti questi problemi… Pare che piaccia molto anche se chiaramente è una situazione ridotta rispetto all’originale con cui speriamo di tornare dall’anno prossimo, anzi, il progetto era quello di sviluppare sempre di più Beat come festival, tra i più importanti di un certo tipo. Quest’anno insomma vedo che, differentemente da altri, siamo stati un po’ più ottimisti e speriamo che questo ottimismo sia ripagato nel senso che speriamo che la situazione rimanga tale e che si possa divertirsi normalmente o quasi.

Parlaci del cast di quest’anno…
Del cast siamo molto orgogliosi perché pensiamo di aver fatto tante cose molto belle, molto diverse. La “cosa” di Casacci è esclusivissima, ne fa poche di date con questo progetto, è una cosa bella e siamo orgogliosi di avere questa data in toscana. Dopo C’mon Tigre sono una delle band che amiamo tutti, la Vicario ci sembrava una delle cose più intelligenti, più interessanti e più belle dell’estate.

Psicologi li avevamo anche nella versione “uno”… noi abbiamo fatto due Beat quest’anno: uno che era quello senza virus e poi abbiamo dovuto rifarlo. Per cui abbiamo cercato di mantenere almeno due delle proposte: Psicologi è una bando importante e poi ci sarà Generic Animal che farà uno show da solo. Ha aperto peraltro Cuori impavidi, il progetto spin off del MiAmi di Milano ed è stato molto apprezzato. È un grande, un artista fra il cantautorato e il rap, super interessante…

E poi, come al solito avremo molti… beh, molti, meno delle altre volte… insomma, qualche gruppo di apertura. Questo per riprodurre una specie di micropillola di quello che è Beat con tutte le sue caratteristiche. Speriamo che oltre agli elementi concreti che abbiamo messo giù ci sia anche un po’ quella magia solita che c’è, ma su questo non ho molti dubbi.

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