Cosa c’è di più green delle Giornate FAI di primavera

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Ogni anno nel mese di marzo si svolgono le Giornate FAI di Primavera, occasione unica per scoprire luoghi solitamente chiusi al pubblico e sentirsi parte di quell’Italia vivace e impegnata, con il piacevole fine di riconoscersi nell’immenso patrimonio culturale custodito nel nostro Paese attraverso la riscoperta di luoghi speciali, dove è scritta la nostra storia e la nostra identità.

Per celebrare i 25 anni dell’evento, il FAI quest’anno ha garantito l’apertura straordinaria di oltre 1000 siti in 400 località in tutta Italia, molti dei quali poco conosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili: chiese, ville, borghi, palazzi, aree archeologiche, castelli, giardini, archivi storici. Tutto questo è possibile solo grazie al lavoro capillare e all’impegno di più di 7.500 volontari organizzati dalle 119 Delegazioni FAI in tutta Italia, a 87 Gruppi FAI e a 83 Gruppi FAI Giovani.

A proposito di quest’ultimi, il FAI Giovani è una bellissima realtà composta da ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni che mettono a disposizione il loro tempo, la loro formazione e professionalità in modo volontario, per realizzare eventi e progetti che diventino momenti di convivialità e di riflessione sulla cultura e sull’ambiente. Consapevoli di essere custodi del patrimonio culturale, materiale e immateriale, e mediatori per costruire una rete nazionale virtuosa di giovani professionisti.

Ma cos’è Il FAI e qual è la sua mission?
Promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. Il FAI – Fondo Ambiente Italiano, fondazione senza scopo di lucro, dal 28 aprile 1975 (anno di nascita da un’idea di Elena Croce) ha restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano per contribuire alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano.
La missione del FAI, con il contributo di tutti, consiste nell’educazione e sensibilizzazione e, a tal proposito, ha avviato un programma di proposte didattiche per le scuole, convinto che sensibilizzare i giovani e educare alla bellezza sia il primo decisivo passo per diffondere una cultura di rispetto e tutela del patrimonio culturale nel nostro Paese.
In quest’ottica il FAI Scuola, propone agli studenti di ogni ordine e grado attività formative improntate ai principi della “Pedagogia della scoperta” e del “Fare scuola nel territorio”: dalle visite scolastiche e i laboratori didattici nei Beni della Fondazione, all’attività degli Apprendisti Ciceroni che raccontano ai visitatori i beni in occasione di eventi, ai progetti di educazione ambientale realizzati sia a livello nazionale sia a livello locale poiché, come ama ripetere la presidente onoraria FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi: “Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”.

Ritornando alle Giornate FAI di Primavera trovo doveroso e al contempo piacevole, poter raccontare come si è svolto l’evento in Firenze e come noi del FAI Giovani ci siamo organizzati e abbiamo vissuto questa esperienza tra riunioni, preparativi e massimo impegno, gestendo più siti nella giornata di sabato, tra questi: il Cimitero degli Allori, Palazzo Valori Altoviti, il Cimitero degli Inglesi, l’Ex Convento delle Oblate ospitaliere francescane di Monna Tessa con l’aiuto degli “Apprendisti Ciceroni”; ed un unico sito, l’Ex Manifattura Tabacchi, per l’intera giornata di domenica.

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Cimitero degli Allori
Il Cimitero degli Allori, 1860, è situato vicino al Galluzzo, in un podere da cui originariamente ha preso il nome. Oggi il camposanto, di rito evangelico, ospita tombe di cinquanta nazionalità e trenta religioni diverse, fra cui quella di Oriana Fallaci e molte altre personalità.

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Palazzo Valori Altoviti
Il palazzo, detto “dei Visacci” per i ritratti di illustri fiorentini scolpiti in facciata, risale alla prima metà del Cinquecento. Successivi lavori di ampliamento e decorazione si ebbero nel 1687 e nel 1727 quando la proprietà passò prima ai Guicciardini e poi agli Altoviti. Dal 1978 il piano nobile è sede della loggia massonica fiorentina del Grande Oriente d’Italia.

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Cimitero degli Inglesi
Il Cimitero degli Inglesi, 1828, così chiamato per la prevalenza di tombe di cittadini britannici, fu ridisegnato nella sua attuale forma da Giuseppe Poggi in occasione della realizzazione di piazza Donatello. La presenza di statue, l’irregolare disposizione delle sepolture, il tracciato dei vialetti e le varie essenze arboree rendono il cimitero suggestivo e rappresentativo di quell’Ottocento romantico che coniugava il pittoresco con la storia medioevale e rinascimentale di Firenze.

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Ex Convento delle Oblate ospitaliere francescane di Monna Tessa
La “Torre di Careggi”, il cui nucleo originario risale al Duecento, perviene prima alla famiglia Medici, divenendo un annesso agricolo della villa medicea e dopo vari passaggi, nel 1936, vi ospiterà le Oblate provenienti dal Conservatorio in via dell’Oriuolo. All’interno della chiesa e della sala del capitolo sono esposti un Crocifisso di Giuliano da Sangallo e un tabernacolo di Dello Delli (entrambi del XV secolo), la tavola con l’Assunzione di Maria e Santi e l’affresco con l’Ultima Cena di Matteo Rosselli (XVII secolo).

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Ex Manifattura Tabacchi
Il periodo del razionalismo italiano nel primo dopoguerra è caratterizzato dalla ricerca di un nuovo stile moderno e dinamico, spesso declinato in austera semplicità delle forme. In questo contesto si pone la realizzazione della ex Manifattura Tabacchi i cui lavori iniziarono nel 1933 e finirono nel 1940. L’eleganza e la modernità delle linee architettoniche con la semplicità delle strutture portanti in cemento armato in un edificio molto vasto così come gli ettari di verde che lo circondano, fanno ipotizzare l’intervento dell’ing. Pier Luigi Nervi. Purtroppo, la manifattura cessò di operare nel 2001, ma oggi sono in corso progetti per il recupero di questa pregevole testimonianza di archeologia industriale fiorentina.

FAI giovani Firenze FAI Cosa c'è di più green delle Giornate FAI di primavera FAI giovani Firenze

Le visite sono state curate dal gruppo FAI Giovani Firenze; alcune guide hanno indossato vestaglie e cuffiette da noi realizzate per interpretare le donne sigarie che ivi lavoravano, tutto ciò insieme agli ex-dipendenti che arricchivano il percorso con interessantissimi aneddoti, per rendere ancora più coinvolgente la scoperta di questo luogo, compiendo un passo indietro nel tempo. È stato un vero successo aldilà di ogni aspettativa e questo è per noi giovani volontari motivo di estremo orgoglio!

www.fondoambiente.it

Stella Emmanuele

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