Studenti con DSA, come utilizzare e organizzare al meglio il tempo dello studio a casa

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Dopo la prima parte dell’intervista, in cui abbiamo provato a raccontare come gli studenti stanno vivendo queste settimane di scuola a casa, Giulia Lampugnani, pedagogista perfezionata per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e docente a contratto nel corso di Laurea Magistrale di Scienze Pedagogiche presso l’Università di Milano Bicocca, ci spiega come i ragazzi con DSA possono utilizzare nel migliore dei modi il tempo che hanno a disposizione. E qualche consiglio lo diamo anche ai genitori, su come affiancare e supportare i propri figli.

Diamo qualche consiglio pratico ai ragazzi DSA su come utilizzare ed organizzare al meglio il tempo a casa: quali esercizi possono fare?

“Mai come in questo periodo i ragazzi con DSA possono essere avvantaggiati nello studio scolastico, fermo restando l’impegno.

Tutta la didattica in queste settimane passa necessariamente dagli strumenti digitali, che in alcuni casi essi sanno già utilizzare, pur non essendosi magari decisi a farlo con sistematicità, perché a scuola i compagni scrivevano in maniera tradizionale, con la penna, e c’era in loro quindi la paura di sentirsi diversi o di essere derisi.

Quindi, anche se le sperimentazioni della scuola sull’uso dell’on line sono agli inizi, per il lavoro scolastico quotidiano di tutti gli studenti si passa diffusamente al libro digitale, finalmente messo a disposizione on line da molti editori, in maniera rapidamente accessibile: all’interno contenuti digitali, lettura del testo, video esplicativi, possibilità di selezionare il testo per realizzare sintesi e mappe; modalità facilitanti per tutti i ragazzi, ma a maggior ragione per quelli con DSA.

La scrittura di testi al computer, la necessità di redigere mappe e presentazioni con strumenti digitali e condivisi spingono nella direzione di strumenti digitali accessibili per tutti; è arrivato il tempo di provare e sperimentare software per mappe e schemi, scrivere al computer (anziché a mano e poi dover fare la foto).

Ma, soprattutto, è il momento di approfondire con video didattici, numerosi inviati anche dagli insegnanti o messi a disposizione on line: un modo visivo e più accessibile per apprendere.

In questo periodo di vita estremamente difficile è importante cogliere al meglio le opportunità esso che ci offre. Ciò che in precedenza costituiva uno stile di apprendimento diverso, dove l’oggetto tecnologico a scuola creava la diversità, diviene ora maggior opportunità ed occasione di comunanza e condivisione, stimolo per cambiamenti presenti e futuri, proposta di rinnovamento.

Chiaramente anche ora la fatica che sentono molto gli adolescenti con DSA è quella di organizzarsi come, per esempio, doveva sinora fare uno studente universitario: programmare l’agenda delle proprie giornate, definendo una piccola porzione oraria per la pianificazione (consultare i compiti e i feedback degli insegnanti, cercare i materiali, calendarizzare le attività di studio e le scadenze) e una parte per lo studio. Seguire un programma di lavoro preciso e redatto personalmente, magari condividendolo con i genitori, porta i ragazzi ad essere più responsabili e autonomi.

E, infine, è il momento di automotivarsi allo studio. Mai come in questo momento non si studia per gli insegnanti, ma per se stessi e per il proprio futuro! Se una materia proprio non piace, è il momento di guardare video, film, scrivere alla professoressa per capire cosa poter fare per migliorare e per incuriosirsi, per approfondire magari parti più interessanti del programma, che possano ulteriormente motivare”.

I genitori: proviamo a dare anche a loro degli spunti per gestire il momento. Che cosa possono fare per supportare i ragazzi? In base alla tua esperienza di pedagogista che messaggio vuoi dare loro?

“E’ chiaro che il ruolo di un genitore è fondamentale in tutto questo, quando il genitore attribuisce un certo valore all’apprendimento, alle proposte scolastiche (anche quando parziali, non ottimali, sperimentali, come in questo periodo), all’importanza di relazionarsi con gli insegnanti per chiedere indicazioni e aiuto. Nel momento in cui aiuta il figlio a definire uno spazio e un tempo per lo studio: una scrivania o un tavolo dedicato, una mensola dove raccogliere i materiali, un angolo silenzioso e dei tempi comunque limitati, dopo i quali rilassarsi e ricrearsi con attività a scelta del ragazzo. Il figlio acquisisce maggior fiducia in se stesso, oltre che nel genitore, e può trovare il modo di una crescita ulteriore, specie in un momento che, pur difficile, gli offre comunque tempi più distesi, genitori più presenti, anche se ora presi da una quotidianità non del tutto facile.

Attenzione: è anche il momento in cui tanti ragazzi, in difficoltà, ricominciano a studiare con i genitori, o meglio i genitori, specie dei ragazzi con DSA, preoccupati dai ritmi e dai feedback non scanditi dal brutto voto, temono un calo. Riaffiancare i ragazzi, rispondere alle loro domande di fronte a qualche difficoltà può capitare, ed è un supporto iniziale; ma è fondamentale incoraggiarli a continuare a provare in autonomia, a chiedere agli insegnanti, a decidere essi stessi in quali orari studiare e poi comunicarlo ai genitori.

Controllare e suggerire con troppa pressione da parte dei genitori mette ansia e non sollecita impegno e senso di responsabilità nei ragazzi, rischiando anche di allontanarli ulteriormente dai genitori stessi, in questa età sentiti anche come invadenti della libertà dei figli.

E’ anche il momento di affrontare con i ragazzi i grandi temi che si fa sempre fatica ad aprire con i figli, perché si pensa che ci sarà tempo, che sono ancora piccoli. Ma proprio adesso, che stanno vivendo una situazione più grande di loro, è forse il momento per affrontarla e parlare del presente, dell’emergenza che stiamo vivendo, del suo valore, dell’impegno che ognuno di noi sta mettendo per contribuire direttamente, o indirettamente, a un futuro migliore. Ma è anche il momento per parlare del futuro stesso dei ragazzi, pur in questa situazione d’incertezza in cui si vive: chiedere loro cosa si aspettano dalla vita, cosa piacerebbe loro realizzare, riflettere insieme sui loro interessi più specifici, sui loro sogni più nascosti, capire a cosa serve studiare ed impegnarsi; e far loro comprendere che si può e si deve investire sulla responsabilità e sull’impegno rispetto a se stessi. Si può e si devono affiancare i ragazzi nello strutturare le proprie giornate con una serie di impegni e attività, di studio e non solo, che non siano appunto un’eterna vacanza; ma il tutto va anche vissuto in un quadro più ampio, educativamente parlando.

Inoltre è utile capire che anche per i ragazzi questa convivenza forzata, la mancata relazione con i pari, è impegnativa; quindi è fondamentale lasciar loro la possibilità di momenti d’incontro con amici e compagni di scuola, sia pure attraverso i media, così come è pur necessario concordare spazi e tempi da dedicare, come contributo e come condivisione, al buon andamento della vita familiare, che particolarmente in questo periodo acquista maggior valenza educativa, substrato essenziale di qualsiasi atto d’ istruzione”.

Giulia Lampugnani su Linkedin: www.linkedin.com/in/giulialampugnani/

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Susanna Bagnoli su Linkedin: www.linkedin.com/in/susannabagnoli/

Susanna Bagnoli

Susanna Bagnoli

Sono una giornalista e addetta stampa. Mi sono occupata di comunicazione politica e istituzionale, oggi scrivo e collaboro con settimanali nazionali e testate regionali tra cui l’Empovaldo. Ho il pallino delle storie al femminile!
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