[non] Festival delle narrazioni popolari (e impopolari): storie di vita di cittadini da raccontare

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C’è ancora qualche giorno di tempo per partecipare alla call del Museo Diffuso dell’Empolese Valdelsa inviando la propria storia per partecipare alla seconda edizione del (Non) Festival delle narrazioni popolari (e impopolari). Spieghiamo bene.

Il Museo Diffuso Empolese Valdelsa, che mette in rete 21 musei del territorio, ha ideato un bel progetto di ricerca e valorizzazione delle storie locali, raccolte a partire dai racconti dei cittadini. Storie di vita vissuta, personali, relative ad epoche passate oppure che attraversano il presente. Storie piccole, storie grandi. Un patrimonio di racconti e di cultura toscana che è diventato Festival nel 2018 con una prima edizione bella e partecipata. Venti racconti andati in scena, 2000 persone coinvolte nell’evento e tantissime altre raggiunte attraverso i social media.

Nella primavera 2020 l’esperienza torna a ripetersi, con i racconti che arriveranno entro l’8 dicembre agli organizzatori dell’evento. La call fa esplicito riferimento a storie che devono riguardare l’empolese valdelsa ma ogni cittadino toscano deve sentirsi coinvolto e se pensa di avere una bella storia da condividere non deve fare altro che scriverla e inviarla. “Il senso dell’iniziativa è raccontare storie in cui tutti si possono riconoscere, storie di vita vera, che facciano scattare quel senso di comunità che rinsalda il modo di vivere sul territorio”, spiega Cinzia Compalati direttore MuDEV e direttrice artistica del festival con Andrea Zanetti, ideatore del festival. C’è anche un tema, la vita e la straordinarietà del quotidiano. “Ci aspettiamo anche storie dai più giovani, che ci raccontino la complessità del momento e ci piacerebbe ricevere racconti di immigrazione e di integrazione, un tema più che mai attuale”, racconta Compalati.

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Tra le tante storie emerse durante la prima edizione del festival una colpisce particolarmente e esprime alla perfezione lo spirito di riscoperta della storia del territorio. Ricordate il mitico 1982? L’anno della vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio. Quell’anno a Lucerna si tenne il Campionato Mondiale di Canottaggio e quattro giovani atleti di Limite arrivarono al primo posto con l’Otto Pesi leggeri. Una straordinaria vittoria frutto di anni di allenamenti e sacrifici. La squadra vincitrice aveva come timoniere Peppiniello di Capua, che è poi entrato nella storia dei vincitori olimpici con i fratelli Abbagnale, canottieri storici. La bella impresa dei canottieri locali fu celebrata con una grande festa al loro rientro in Toscana ma quasi subito fu messa da parte nell’entusiasmo nazionale per la vittoria dei mondiali di Spagna. A oltre 30 anni di distanza è stata riscoperta e riportata ai dovuti onori.

Quindi l’invito è a farsi avanti con le proposte. I racconti ricevuti verranno selezionati e presentati in forma orale al pubblico proprio dai loro autori, in un grande evento di piazza che si svolgerà a Gambassi Terme dall’8 al 10 maggio 2020.

A questo link trovate tutte le info per partecipare.

Susanna Bagnoli

Susanna Bagnoli

Sono una giornalista e addetta stampa. Mi sono occupata di comunicazione politica e istituzionale, oggi scrivo e collaboro con settimanali nazionali e testate regionali tra cui l’Empovaldo. Ho il pallino delle storie al femminile!
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