Ligama farà un murale per i partigiani empolesi Rina e Remo

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Notizia fresca di giornata, Empoli avrà un murale dedicato a due figure storiche della città che si sono contraddistinte per i loro valori e che il Comune ha scelto per dare un messaggio importante. Per saperne di più abbiamo intervistato Alessio Mantellassi, Presidente del Consiglio del Comune d’Empoli.

Presidente, che significato ha quest’opera per la città di Empoli?

“Per Empoli questo è l’avvio di un percorso di realizzazione di murales cittadini. Anche grazie al nuovo regolamento comunale approvato dal Consiglio Comunale speriamo che questa forma di arte si diffonda e vada a riqualificare muri e spazi della città. In questo caso significa che quando usciremo dalla stazione potremo vedere questo bel biglietto da visita che dice tutto di Empoli. Racconta un pezzo della nostra anima. Rina fu attivista antifascista, arrestata e a causa delle violenze dei fascisti perse il figlio che aveva in grembo. Fu imprigionata nel lager di Bolzano, fuggì e tornò alle attività antifasciste in Liguria. Suo marito fu un dirigente del CLN, di cui era presidente in Liguria, e nelle sue mani il generale Günther Meinhold, comandante delle truppe tedesche, firmò la resa il 25 aprile del 1945. Rina e Remo sono due persone che hanno nella loro storia i valori di Empoli: generosità, coraggio, capacità di resistenza, amore per la democrazia e la libertà”.

Empoli città antifascista, un ulteriore messaggio di conferma. Ne vedremo altre a breve?

“Questo è il primo grande murales su area pubblica realizzato da un artista professionista e spero che grazie al nuovo regolamento voluto dall’amministrazione comunale ne possano arrivare altri. Il nostro obiettivo è quello di usare anche in futuro questa forma di arte per ricordare volti della storia di Empoli. Abbiamo iniziato con Rina e Remo ma ne vorremmo ricordare tanti altri”.

Come avete scelto l’artista?

Ligama è un giovane professionista molto bravo che sta realizzando bellissimi murales in molte zone d’Italia e abbiamo pensato che la sua esperienza, capacità e interpretazione fossero adatti al nostro progetto”.

C’erano più opzioni su dove farla o eravate convinti su quello scelto per dei motivi?

“Realizzare un murales non è semplice perché gli elementi da tenere di conto sono diversi. Specialmente quando ad intervenire è l’amministrazione pubblica. Avevamo valutato diverse ipotesi con l’obiettivo di trovare un muro visibile, adeguato a questo tipo di opera, ovvero due volti e di proprietà pubblica. Abbiamo pensato che quello in Piazza Don Minzoni fosse adeguato e visibile. Quella piazza, non dimentichiamolo, è intitolata ad un grande antifascista: don Giovanni Minzoni, sacerdote ravennate ucciso dalle squadre fasciste. Inoltre il murale nascerà vicino al cippo che ricorda Peppino Impastato, una persona con una storia diversa da quella di Rina e Remo, ma comunque una storia di coraggio e libertà”.

Photo Credits: Gianni Nucci

Dario Barbaria

Dario Barbaria

Con Palermo nella pancia, dal mare sbarco in Toscana e in un abbraccio trovo l'Amore. Poi una bottega: entro in cerca di un Mestiere. Qui imparo che Rigore è Bellezza, Umiltà è Ricchezza, e che Dovere coincide con Piacere! Per lavoro creo, sbaglio, mi stupisco ogni santo giorno, testa fra le nuvole e piedi per terra. Ma soli si sa, siam ben poca cosa, solo dall'incontro con altre menti e cuori fumanti prendono vita le Idee migliori e rivoluzionario diventa il quotidiano.
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