Gli abiti del Pinocchio di Matteo Garrone in mostra al Museo del Tessuto di Prato

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Un abitino rosso in tessuto jacquard, con effetto increspato e cappellino a punta abbinato. Il Pinocchio di Matteo Garrone, al cinema con successo in queste ultime settimane, è vestito in modo semplice ma curato e colpisce con questa nota di colore brillante. Gli abiti di scena, firmati dal costumista Massimo Cantini Parrini per il film del regista romano sono in mostra a Prato al Museo del Tessuto.

Una trentina di abiti, dei protagonisti principali della fiaba scritta da Carlo Collodi, da Geppetto al Gatto e la Volpe, la Fata Turchina – in entrambe le versioni cinematografiche, da bambina e da adulta – la Lumaca, il Grillo Parlante, Mangiafuoco, direttamente dal set al museo pratese. Una carrellata preziosa e unica di tessuti, colori, linee espressive e anche ‘architetture’ ardite visto che l’abito della Lumaca si compone anche di una struttura posteriore particolarmente imponente.

Una raccolta arricchita, in apertura di esposizione, dai bozzetti originali di Cantini Parrini realizzati per il film e da una sezione con abiti d’epoca autentici, del 1700 e 1800, che appartengono alla collezione personale del costumista e che sono stati fonte d’ispirazione decisiva per la progettazione degli abiti del film.

Massimo Cantini Parrini, che in passato ha più volte collaborato con Matteo Garrone – suoi sono i costumi de Il racconto dei racconti (2015) e di Dogman (2018) – oltre ad essere un professionista molto apprezzato, nasce proprio come collezionista appassionato di abiti d’epoca. Ne possiede oltre 4mila, custoditi con ogni cura fin dall’età di tredici anni. Fiorentino, si è formato al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, allievo del premio Oscar Piero Tosi al corso di costume, Cantini Parrini entra giovanissimo alla Sartoria Tirelli come assistente costumista e fa il suo esordio al cinema accanto a Gabriella Pescucci, altro Premio Oscar, con cui ha collaborato per oltre dieci anni per grandi produzioni cinematografiche internazionali, teatro lirico e manifestazioni. È l’unico costumista italiano ad aver vinto tre David di Donatello consecutivi, dal 2016 al 2018, oltre a numerosi premi e riconoscimenti come Nastri d’Argento e Ciak d’oro. Ha all’attivo più di 50 produzioni da costumista per registi tra cui Ettore Scola, Terry Gilliam, Paolo Virzì, Roberto Faenza. L’accademia di Belle Arti di Firenze gli ha conferito nel gennaio 2019 il titolo di Accademico d’Onore.

“Se un anno fa, quando i costumi di Pinocchio erano in fase di concepimento, qualcuno mi avesse detto che il Museo del Tessuto avrebbe dedicato una mostra al mio lavoro di costumista, non ci avrei creduto – ha detto Cantini Parrini all’apertura della mostra a Prato – oggi vedo realizzarsi un sogno, grazie alle persone meravigliose che tutti i giorni si impegnano a tutelare, valorizzare e trasmettere il sapere legato al prezioso patrimonio tessile del museo”.

La mostra ‘Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone’ è curata da Daniela Degl’Innocenti e sarà visitabile fino al 22 marzo.

Per info museodeltessuto.it

Susanna Bagnoli per @Empovaldo

 

Gli abiti del Pinocchio di Matteo Garrone in mostra al Museo del Tessuto di Prato 13 Foto di scena Pinocchio e Colombina

Gli abiti del Pinocchio di Matteo Garrone in mostra al Museo del Tessuto di Prato 2 Bozzetto Gatto e la Volpe

Gli abiti del Pinocchio di Matteo Garrone in mostra al Museo del Tessuto di Prato 4 Bozzetto Pinocchio

Gli abiti del Pinocchio di Matteo Garrone in mostra al Museo del Tessuto di Prato 11 Foto di scena Fatina e Pinocchio

Susanna Bagnoli

Susanna Bagnoli

Sono una giornalista e addetta stampa. Mi sono occupata di comunicazione politica e istituzionale, oggi scrivo e collaboro con settimanali nazionali e testate regionali tra cui l’Empovaldo. Ho il pallino delle storie al femminile!
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