Quando l’arte è donna: la Crumb Gallery e le sfide del contemporaneo

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“Perché il corpo della donna? Perché le donne sono belle.

Le donne mi piacciono, mi piacciono tutte, mi piace la loro grazia,

la loro forza, la loro femminilità e voglio raccontarla questa grazia, questa forza,

questa femminilità in un modo diverso da quello cui siamo abituati.

Voglio donare alle donne uno sguardo che non sia lo sguardo di un uomo

ma lo sguardo di una donna che vede le altre donne per quello che sono.

Che non le manipola. Che non le altera. Che non le fruga. Che non le influenza

con le sue certezze su quello che dovrebbero essere”.

Letizia Battaglia

 

Quest’intervista, come l’araba fenice, è nata due volte: la prima, mentre sbocciavano le mimose di marzo, e la seconda, mentre proviamo a schiuderci noi. Il 7 marzo partecipavo, infatti, all’inaugurazione della mostra “Corpo di donna” di Letizia Battaglia, allestita alla Crumb Gallery di Firenze. Il clima era già surreale: si entrava a piccoli gruppi, mantenendo la distanza di almeno un metro gli uni dagli altri. Non proprio l’entusiasmo degli inizi, a dirla tutta.

Eppure, malgrado il Covid19 provasse già allora a farsi spazio tra di noi, nulla poteva contro il coraggio delle quattro titolari della galleria. Emanuela, Adriana, Rory e Lea hanno infatti aspettato che passasse la buriana, chiuso la galleria per un paio di mesi e ora sono ripartite più convinte che mai. La mostra fotografica sarà infatti di nuovo visitabile dal 28 maggio, nei giorni di giovedì, venerdì e sabato dalle 16 alle 19 (preferibilmente su prenotazione telefonica), presso la Crumb Gallery di Firenze.

Ascoltiamo quindi dalle loro parole perché val la pena visitarla.

Con che coraggio quattro donne decidono di aprire una galleria d’arte contemporanea nella culla del Rinascimento? Chi siete? Quali guai cercate?

Lea: Guai? Tanti! A parte gli scherzi, le donne, si sa, hanno coraggio e quindi perché no? Il motore dell’iniziativa è di sicuro Emanuela che la lanciato il sasso e in maniera molto naturale abbiamo accettato. Siamo quattro socie, amiche da tempo, molto diverse e con competenze e formazione differenti ma complementari. Oserei dire che questo è il nostro punto di forza: Emanuela è architetto, Adriana è un’artista, Rory è una giornalista e io, Lea, mi occupo di comunicazione/uffici stampa. Per noi è importante il progetto, quello di promuovere artiste donne, l’arte al femminile proprio a Firenze, culla del Rinascimento, dove l’arte è di casa.

Nel 2019 avete già organizzato due mostre e un evento collettivo con concerto. Volete parlarcene? Come ha risposto la città?

Adriana: Con le prime due mostre abbiamo scelto di presentare alla città di Firenze la Crumb e le sue diverse anime, abbiamo scelto quindi di mettere in campo le nostre forze “creative”: la prima è stata una mostra di miei acquerelli dal titolo Tra terra e cielo, in cui abbiamo presentato trenta opere che indagano “il desiderio di un incontro e di una fusione quasi impossibile, quella tra terra e cielo, racconta l’umanità che non perde la speranza di conquistare un angolo di serenità”. La seconda mostra è stata fotografica: Donne in farsi: viaggio tra i volti dell’Iran, ha presentato 40 scatti di Rory e Lea, un progetto nato scegliendo tra le foto scattate durante un viaggio in Iran nel 2013 durante la festività di Nawruz, una selezione di immagini, di “volti di donne, donne in farsi, che raccontano la storia di un Paese diverso da quello costruito dallo stereotipo occidentale”. Il progetto di questa seconda mostra è entrato tra gli eventi off del festival L’eredità delle donne, organizzato a Firenze all’inizio di ottobre sotto la direzione artistica di Serena Dandini. La città ha risposto con curiosità e con entusiasmo, partecipando e incoraggiando il progetto della Crumb.

Avete inaugurato il 2020 con una mostra fotografica su Letizia Battaglia. Perché questa scelta?

Emanuela: La scelta è stata dettata dalla grande ammirazione che tutte noi abbiamo per Letizia Battaglia, come artista certo ma soprattutto come donna, simbolo della lotta che ogni donna, artista o no, fa quotidianamente: la libertà di essere ed esprimere sé stessa. Obiettivo cardine della Crumb è coltivare uno spazio in cui l’arte al femminile possa trovare espressione senza condizioni, senza sottostare ad alcun giogo imposto da un ambiente e da una cultura spesso sottomessi alle logiche del potere e del denaro. Chi meglio di Letizia Battaglia per sponsorizzare l’apertura del nuovo anno? Proposta che lei ha accettato subito con grande generosità, così è nata Corpo di donna.

Cosa vuol dire dover interrompere l’esposizione di una mostra per una pandemia e poterla riaprire adesso? Cosa può fare la cultura in frangenti così delicati da un punto di vista sociale ed economico?

Rory: Per noi, come per tutti, si è trattato di uno shock, di un fermo immagine sconcertante, di una sospensione cui non riuscivamo a dare un senso. Ci sentiamo come delle atlete che si sono dovute bloccare a mezz’aria mentre eseguivano il salto in alto, proprio nel momento in cui, schiena inarcata, braccia testa e busto oltre l’asticella, stavano per passare dall’altra parte. Abbiamo aperto da poco, eravamo alla nostra terza mostra, un’esposizione di fotografia con Letizia Battaglia: volevamo gridarlo al mondo intero e parlare di arte e di donne e di donne nell’arte. Questo blocco forzato, però, ha avuto un effetto positivo su di noi: abbiamo deciso di correre ancora più forte e saltare ancora più in alto con quell’asticella spostata in su. E vogliamo farlo riprendendo il nostro discorso su donne e arte – che è anche il nostro hashtag #womeninart – con  più forza e decisione: stiamo organizzando un piccolo Crumb Festival, cui parteciperanno online critiche, artiste, fotografe e scrittrici per portare avanti e approfondire il discorso. E stiamo anche lavorando alla messa a punto di almeno otto mostre per il prossimo anno. Ecco, crediamo che sia questa la risposta giusta della cultura e dell’arte alle crisi, alla paura, ai problemi: creare, appunto, e proporre, riflettere e far riflettere.

Firenze e l’arte contemporanea: sboccerà l’amore? Quali ingredienti servono?

Lea: L’amore è sbocciato secoli fa e non si è mai interrotto. L’arte è contemporanea e Firenze ha convissuto, da sempre, con artisti contemporanei al loro tempo e al loro spirito. Vorrei uscire da questo cliché! Tanti sono gli artisti, sia oggi che ieri, che hanno lavorato e che lavorano con Firenze. Ci sono, oggi, realtà importanti sia istituzionali che non, vedi il Museo Novecento, Le Murate, Palazzo Strozzi, realtà come la Manifattura Tabacchi che ospita residenze d’artista. C’è un luogo unico e coraggioso come BASE, nato da un collettivo di artisti per artisti che ha fatto mostre importantissime, da Sol LeWitt a Erwin Wurm, a Françoise Morrelet, a Antonio Muntadas, a Liliana Moro, a Matt Mullican a Richard Long, giusto per citarne alcuni. Ci sono state esposizioni di grandi artisti al Forte di Belvedere e opere nelle piazze della città. Ma ci sono anche tante associazioni come per esempio Flame che organizza “Firenze suona contemporanea” che negli anni ha portato artisti, filosofi, musicisti. Tante realtà legate alla danza… e ce ne sarebbero da citare molte altre. Firenze è veramente una città molto attiva. Forse, ci vorrebbero più gallerie private e più collezionisti.

Periodicamente, nella nostra città, lanciano delle proposte per recintare alcuni luoghi d’arte, come la chiesa di Santo Spirito, per contenere il “degrado” di cui sono spesso oggetto. Cosa ne pensate?

Emanuela: Io personalmente non condivido la chiusura di uno spazio urbano che è patrimonio collettivo e in quanto tale deve restare accessibili a tutti, fruito con rispetto e civiltà. Proprio per questo penso che tutti e tutte noi, ciascuno con le proprie forze, possa e debba investire in una sorta di “educazione culturale”, fatta di educazione civica ma anche educazione “alla bellezza”, la cui fruizione deve restare democratica.

Quali progetti avete in mente per i prossimi mesi?

Rory: I progetti della Crumb sono diversi. Prima di tutto otto eventi ogni anno, otto mostre personali di artiste che si muovono in ambiti diversi: pittorico, scultoreo e/o delle installazioni e fotografico. La mission è costruire un luogo in cui la “voce” di artiste contemporanee abbia spazio, senza condizionamenti. All’interno della nostra ricerca, avvicinare alla Crumb artiste non necessariamente note, puntando sul giusto mix tra nomi già conosciuti e artiste (giovani e meno giovani) il cui lavoro è ancora poco noto al pubblico. Secondo, affiancare alle mostre la pubblicazione di un catalogo, piccolo ma curato, che resti come un sassolino, una “briciola” a segnare il sentiero del nostro progetto: sostenere e divulgare l’arte al femminile. Terzo, forse ancora ambizioso ma già in cantiere, farci promotrici di progetti di più ampio respiro, che mettano in connessione realtà diverse del territorio italiano e non solo, sempre con la finalità della promozione dell’arte al femminile, con il sostegno e la partecipazione a bandi e finanziamenti europei.

 

Per informazioni sulla mostra e prenotazioni:

pagina Facebook CRUMB Gallery

Tel. + 39 347 368 1894

 

Crumb Gallery Quando l’arte è donna: la Crumb Gallery e le sfide del contemporaneo Letizia Battaglia foto  Crumb Gallery Quando l’arte è donna: la Crumb Gallery e le sfide del contemporaneo Letizia Battaglia foto

Crumb Gallery Quando l’arte è donna: la Crumb Gallery e le sfide del contemporaneo Letizia Battaglia Nerina che stira  2019 low

Donatella Vassallo

Donatella Vassallo

Vivo a Firenze ma non ho la "c" aspirata. Le mie vocali sono aperte, come i confini di Palermo, mia città d'origine. Trascorro le mie giornate a scuola per rubare ai bambini la scintilla della curiosità. Poi la lancio a destra e manca. Quello che raccolgo provo a raccontarvelo.
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