Autore: Giovanni Cresci

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Giovanni Cresci è un astrofisico fiorentino dell’Osservatorio di Arcetri. Con un passato da cervello in fuga in Cile e Germania, è poi rientrato in patria lasciando il cervello chissà dove. Dice di studiare l’evoluzione delle galassie, ma più che altro cerca di sopravvivere ai suoi figli.

Di Sesto Caio Asinelli, nipote del celebre Raglino Muletti, soprannominato: lo Strolago di Vaglia. Con l’avvicinarsi del nuovo anno spuntano come funghi mirabolanti oroscopi, zeppi di previsioni per i mesi a venire. Ma orientarsi in questa giungla non è mai facile, anche perché le previsioni sono diverse a seconda dell’oroscopo che si legge, e l’attendibilità è una chimera. Per fortuna l’Empovaldo corre in vostro aiuto, con questa guida definitiva all’astrologia e l’unico oroscopo davvero attendibile per il 2019! Partiamo quindi dalla definizione, complicata dal fatto che esistono moltissimi rami e scuole astrologiche, non sempre compatibili tra loro. Possiamo dire però…

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“L’amor che move il sole e l’altre stelle” (Paradiso XXXIII,145) è l’ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia di Dante Alighieri. Per il Sommo Poeta ciò che governa l’Universo, sia fisico che spirituale, è infatti proprio l’Amore, in grado di collocare l’uomo nella perfezione del moto circolare di Dio e degli astri. Anche per i fisici e per gli astronomi, inguaribili romantici, ciò che muove gli astri è un’attrazione, quella gravitazionale. Secondo la leggenda, il primo a capire che la forza che attirava i corpi verso il centro della Terra era la stessa che manteneva i pianeti in orbita…

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Dalle interpretazioni date ai calendari Maya alle presunte collisioni della Terra col temibile (ma inventato di sana pianta) Pianeta Nibiru, si moltiplicano sulla rete annunci della fine del mondo ormai prossima. Ma se i presunti allineamenti col Pianeta X possono lasciarci dormire sereni, scenari di cataclisma globale innescati da eventi astronomici esistono davvero. Vediamo allora come terrorizzare i nostri lettori e i contatti su Facebook con qualcosa di scientificamente fondato, anche se, fortunatamente, estremamente improbabile o molto lontano nel tempo. In uno scorso numero dell’Empovaldo abbiamo già parlato di asteroidi. Mentre oggetti piccoli colpiscono frequentemente la Terra, spesso consumandosi del…

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Il premio Nobel 2017 per la fisica è stato recentemente assegnato agli astrofisici Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne, premiati per i “loro contributi decisivi legati all’osservatorio LIGO e alla prima rivelazione delle onde gravitazionali”. Ma cosa sono queste “onde” dallo strano nome che ricorda una delle armi di Goldrake o Mazinga? E perché sarebbero così speciali da meritare un premio Nobel? La loro importanza risiede nel fatto che non hanno a che vedere con le onde elettromagnetiche, ovvero la radiazione che solitamente osserviamo dalle sorgenti extraterrestri sotto forma di luce a diverse energie, dai raggi gamma…

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«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza» Dante, Inferno, Canto XXVI, 118-120 L’esortazione di Ulisse ai suoi compagni per spingerli a esplorare al di là del mondo allora conosciuto è anche la tipica risposta, insieme a diversi mugugni, che ottiene chi chiede a cosa serve il loro lavoro ai ricercatori che si occupano di scienze pure, come l’astrofisica. Ma è anche una risposta che lascia spesso insoddisfatto l’interlocutore, che pensando all’utilità della scienza ha spesso in testa non tanto la scoperta di qualcosa di nuovo, né la graduale crescita dell’insieme…

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Da più di 400 anni l’uomo scruta il cielo con l’ausilio di strumenti ottici che permettono sia di ingrandire gli oggetti e osservare dettagli non distinguibili all’occhio nudo, sia di raccogliere più luce e quindi osservare oggetti più deboli. L’invenzione del telescopio si può far risalire al 1608, quando Hans Lippershey, un fabbricante di occhiali olandese, scoprì che tenendo due lenti ad una certa distanza si potevano far apparire gli oggetti distanti come più vicini. Lippershey chiese i diritti in esclusiva per fabbricare e distribuire lo strumento ottico che aveva creato, ma il brevetto gli fu negato perché vi furono…

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Di Sesto Caio Asinelli, nipote del celebre Raglino Muletti, soprannominato: lo Strolago di Vaglia Quasi 14 miliardi di anni. Così tanto tempo dura il viaggio della prima luce emessa nell’Universo al momento del Big Bang e giunta fino a noi, scoperta dai premi Nobel Penzias e Wilson come una radiazione di fondo che permea tutto l’Universo nelle microonde. Un viaggio così lungo, inimmaginabile anche per i pendolari che usano i mezzi pubblici per raggiungere il lavoro ogni mattina, dipende dal fatto che la luce, nonostante si muova velocissima (circa 300000 km/s, più di un miliardo di km/h), non si propaga istantaneamente ma…

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Di Sesto Caio Asinelli, nipote del celebre Raglino Muletti, soprannominato: lo Strolago di Vaglia. Bufale, clamorose verità tenute nascoste, metodi alternativi che nessuno ti voleva dire per guarire, dimagrire o ringiovanire. Pare che ormai non ci si possa fidare più della “scienza ufficiale”, e che l’unica salvezza risieda negli scienziati “alternativi”, che i “poteri forti” vorrebbero mettere a tacere ma che strenuamente lottano per difendere la loro verità, spesso facendosi pagare anche diversi soldini. In questa lotta senza quartiere, noi nel mezzo siamo sempre più confusi di fronte al fiume di informazioni che ci arrivano, anche su temi complessi come la scienza.…

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Di Sesto Caio Asinelli, nipote del celebre Raglino Muletti, soprannominato: lo Strolago di Vaglia. Il Raggio Verde è senz’altro uno di quei fenomeni atmosferici che più hanno colpito l’immaginario dell’uomo, già a partire dagli antichi Egizi. In condizioni particolarmente favorevoli, al tramonto del sole in un orizzonte ampio – tipicamente marino – e sotto un cielo terso e sgombro di nuvole, l’osservatore più attento ha infatti la possibilità di scorgere, subito sopra il disco rossastro del sole che scompare sotto l’orizzonte, un baluginìo di luce verde intenso. Il fenomeno dura alle nostre latitudini non più di una frazione di secondo,…

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Di Sesto Caio Asinelli, nipote del celebre Raglino Muletti, soprannominato lo Strolago di Vaglia Trilussa, poeta romano vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900 e famoso per le sue rime in dialetto, guardando il cielo nelle fresche sere estive si interrogava sulle speranze, promesse, aspettative e desideri che le strisce luminose lasciate dalle stelle cadenti portano con sé. “Quanno me godo da la loggia mia – quelle sere d’agosto tanto belle – ch’er celo troppo carico de stelle – se pija er lusso de buttarle via – ad ognuna che casca penso spesso – a la speranza che se porta…

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